Pomeriggio al Circolo Canottieri Aniene per Gian Piero Gasperini che ha preso parte alla presentazione del nuovo romanzo di Giancarlo Dotto, dal titolo “L’ultima danza di Maradona”. Il tecnico di Grugliasco ha ricordato i grandi campioni della storia del calcio e si è poi soffermato sulla propria esperienza a Roma, affermando la propria volontà di vivere la città e parlando dei suoi primi mesi in giallorosso.
Ecco le sue parole: “Ho avuto la fortuna di giocare negli anni 80 in Serie A e nel campionato italiano c’erano i giocatori più forti al livello mondiale come Matthaus e Maradona. È difficile dire chi è il giocatore più forte in assoluto, prima si vedevamo di meno. C’erano le figurine e molta ideologia sul giocatore e lo enfatizzavi al limite. Adesso li puoi vedere in qualunque situazione. I bambini adesso li conoscono tutti attraverso la Play Station, non hanno più un solo idolo“.
Gasp ha poi continuato parlando della sua esperienza in giallorosso: “Qui c’è una grandissima passione ma è anche vero che in tutti i posti c’è una passione incredibile, anche a Bergamo e a Genova. A Roma le dimensioni sono diverse, una città molto grande con una percentuale un po’ laziale e molto romanista. C’è un’identificazione nella città ed è difficile da trovare da altre parti. Se vai a Milano posso essere anche in un’altra grande metropoli. È un attaccamento diverso. A me hanno sempre detto ‘attento che a Roma non si può fare calcio’, ma non sono d’accordo. Abbiamo vissuto dei momenti positivi, non so quando andrà peggio e forse diventerà difficile. Ci sono tante radio, se vai sul taxi si parla di Roma ma credo sia una forza. Se le cose vanno bene è una grande spinta“.
Infine il tecnico ex Atalanta ha ribadito la sua volontà di vivere la città: “L’ho sempre fatto, ho sempre cercato di non vivere ai margini. Ero abituato ad una città più piccola ma non volevo vivere fuori. È splendida. Ho da fare un tragitto lungo verso volentieri, quando passo per Via dei Serpenti vedo il Colosseo e inizio bene la giornata“.