A margine della conferenza stampa dei servizi in merito al nuovo Stadio della Roma, ha rilasciato delle dichiarazioni ai cronisti presenti il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Di seguito le sue dichiarazioni.
Oggi è una giornata importante per la città. Il Presidente Lucio Converti ha ipotizzato la prima pietra ad aprile: in che modo la nomina a subcommissario accelera quest’ultimo tratto decisivo?
“Oggi è una giornata fondamentale perché, dopo la partenza del V.I.A., prende il via tecnicamente la conferenza dei servizi decisoria che compone il PAUC (Progetto Autorizzatorio Commissariale). Trattandosi di una procedura commissariale, possiamo contare su tempi più rapidi e certi, un aspetto davvero cruciale. Andiamo avanti con grande determinazione.
Il percorso è partito con il voto dell’Assemblea Capitolina, che ha confermato l’interesse pubblico dell’opera, e adesso siamo entrati nella fase decisiva per la conclusione dell’autorizzazione. La procedura dura 60 giorni, dopo di che ci saranno i passaggi che preludono all’avvio dei cantieri nel 2027. Ci avviciniamo alla realizzazione non solo di una grande struttura sportiva, ma di una straordinaria riqualificazione per un intero quadrante di Roma, con due grandi parchi, piazze, percorsi ciclopedonali e uno stadio che si preannuncia tra i più belli al mondo. La collaborazione tra le istituzioni è fondamentale: come abbiamo dimostrato con il Giubileo, quando tutti remano nella stessa direzione le opere si fanno e nei tempi stabiliti.”
Il 2030 potrebbe essere l’anno per il calcio d’inizio?
“Vedremo. Tutta questa procedura ha anche l’obiettivo di qualificare l’impianto in vista degli Europei del 2032, ma l’auspicio è chiaramente quello di finire prima. Ora attendiamo le indicazioni della società sui dettagli del cronoprogramma.”
È più soddisfatto il Sindaco Gualtieri o più felice il tifoso Gualtieri?
“Lo stadio rende ovviamente felici i tifosi della Roma, ma è un’opera di enorme rilievo per l’intera città e per tutto il Paese. La modernizzazione dell’impiantistica sportiva fa il bene dello sport italiano. Inoltre, questo progetto rappresenta la rigenerazione di un’area di Roma a lungo abbandonata: non parliamo solo di uno stadio di calcio, ma di un intervento integrato con verde pubblico e spazi aperti a tutti i cittadini. È un vero e proprio modello di come le infrastrutture sportive possano valorizzare e riqualificare il territorio per la collettività, e non solo per chi va a vedere la partita.”
