VIDEO – Malen si racconta: “Voglio segnare più gol di Lautaro, ma conta aiutare la squadra”

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   16 Ottobre 2026

Donyell Malen si è raccontato in un’intervista al podcast Tutto in Piazza, affrontando diversi temi legati alla sua esperienza alla Roma. Dall’intesa immediata con Paulo Dybala al rapporto con Gian Piero Gasperini, passando per le differenze tra Serie A e Premier League, l’attaccante olandese ha spiegato i motivi del suo rendimento e le sensazioni vissute nella Capitale.

Tra te e Dybala c’è un’intesa particolare. Non parlate la stessa lingua, ma avetetrovato subitoun grande feeling calcistico. Quando è nata questa intesa?

“Dal primo o dal secondo allenamento insieme”.

Ma sei tu che ti muovi bene oppure è lui che ti serve bene il pallone?

“Penso sia una combinazione delle due cose. A volte mi muovo bene io, altre volteè lui a giocare un ottimo pallone. È qualcosa che cerchiamo di sfruttare per esserepericolosi durante le partite”.

Alla Roma hai una media gol impressionante. Che cosa è cambiato rispetto al passato?

“Penso sia un po’ tutto questo. Naturalmente, ormai ho giocato tanto a calcio nella mia carriera e credo di essere nel posto giusto, con le persone giuste. Sento molta fiducia da parte dell’allenatoree dei miei compagni. Credo che tutti questi fattori insieme creino le condizioni ideali per riuscire a rendere al meglio e dare il massimo.Penso che tutti mi stiano aiutando in questo”.

Sei stato tu a voler lasciare l’Aston Villa oppure è stato Emery a preferire latua partenza?

“Direi che sono stato io, perché volevo giocare. Volevo essere in una squadra nella quale poter scendere in campo ogni fine settimana e avere un ruolo importante”.

Che cosa ti ha colpito particolarmente della Roma?

“Credo soprattutto quanto sia grande questo club. Mi hanno colpito i tifosi, i miei compagni e la passione che abbiamo tutti per portare questa società al successo. È una passione che sento anch’io.È davvero un grandissimo club, con persone straordinarie”.

Qual è stato il momento più importante della stagione a livello personale?

“Penso che la prima partita sia andata molto bene. Naturalmente segnare una tripletta è stato importante,ma credo che, come squadra, siamo molto forti e uniti in campo. Anche contro l’Inter, nonostante non abbiamo vinto, ho avuto ottime sensazioni. Sono momenti sui quali possiamo costruire qualcosa e provare davvero a fare qualcosa di speciale”.

Raccontami qualcosa degli allenamenti di Gasperini. Sono davvero così faticosi?

“No, però sono davvero molto duri”.

Hai imparato a dire “stanco” proprio per questo? A un certo punto alzi il braccioe dici che sei stanco?

“Sì, perché a volte sono davvero pesanti. È per questo che ho imparato quella parola.Gli allenamenti sono duri e Gasperini non scherza, ma è una cosa positiva per lasquadra. Tutti sono in forma e io mi sento molto bene fisicamente”.

Che cosa ha Gasperini di particolare come allenatore?

“Penso soprattutto al modo in cui gestisce i giocatori. È una persona molto onesta .Lo è con me e contutti gli altri calciatori. Sai sempre che cosa pensa, perché non ti mente e non cerca di nasconderti nulla. Ti dice semplicemente quello che pensa”.

Lo hai mai visto far saltare le sedie nello spogliatoio, magari perché era arrabbiato oppure felice?

“Arrabbiato no. Felice… Direi di sì”.

Raccontami.

“Ricordo una partita che abbiamo vinto, contro il Parma. È stato incredibile, perché Gasperini era davvero molto felice nello spogliatoio. A un certo punto ha quasi lanciato un tavolo”.

Ah, quindi era perché era felice, non perché era arrabbiato!

“Sì, è stato molto divertente”.

La tua posizione ideale è quella centrale, con la possibilità di muoverti intorno all’area?

“Sì, per me è quella centrale. Credo sia la posizione nella quale mi sento più a mio agio e nella qualer iesco a essere più pericoloso. Penso che si stia vedendo anche qui alla Roma”.

Che cosa hai trovato di diverso nel calcio italiano rispetto a quello inglese?

“Penso soprattutto il clima, perché qui in estate fa davvero molto caldo”.

Ma parliamo anche dell’intensità del calcio. In Inghilterra si gioca con un’intensitàdiversarispetto all’Italia?

“Sì, ma sono anche due campionati diversi, con filosofie differenti. Penso che il modo in cui alcune squadre si dispongono in campo sia completamente diverso rispetto all’Inghilterra. Questa è la differenza principale”.

Quindi è una questione di filosofia. In Inghilterra si gioca in maniera più libera,mentre in Italiac’è più tattica?

“Sì, alcune squadre si organizzano in maniera differente. Per esempio, sanno difendere con cinque giocatori e costruire un blocco difensivo molto compatto, che diventa difficile da superare. È una grande differenza rispetto all’Inghilterra, dove si tende maggiormente a giocare uomo contro uomo e ad attaccare, con partite più aperte. Qui non è sempre così”.

I tifosi della Roma vogliono sapere se alla fine della stagione segnerai più goltu oppureLautaro Martínez.

“Direi io, ma non sono concentrato soltanto sui gol. Voglio aiutare questa squadra e questo club. Perme non è soltanto una questione di segnare. È molto facile parlare dei gol realizzati, ma un calciatore può fare molto altro per aiutare la squadra”.

Che cosa ha Lautaro Martínez che tu non hai? Oppure che cosa hai tu che lui non ha?

“Penso sia un ottimo giocatore, molto forte. Ha segnato tantissimi gol con l’Intere ha disputato molte partite nel campionato italiano. Direi quindi che la differenza principale è l’esperienza”.

La nazionale olandese sta attraversando una fase di trasformazione. Quantoè importante perte trovare sempre più spazio?

“Sì, naturalmente. Ma è normale che succeda. Quando sono arrivato in nazionale,sei o sette anni fa,la situazione era diversa. Sono cambiate tante cose. Sono arrivati nuovi giocatori, alcuni più giovani,mentre altri, più esperti, si sono ritirati. Nel calciole cose cambiano continuamente”.

Eri davvero molto infortunato durante la sosta per le nazionali oppure soltantoun po’, comediceva Xavi?

“No, mi ero fatto male. Avevo davvero molto dolore, quindi per me è stata una delusioneperchévolevo andarci”.

Categorie:   Video
Tags:   Donyell Malen

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