La Roma batte 0-2 il Torino grazie alle reti di Malen e Dybala. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.
SVILAR 6,5
Cinque giorni dopo la sua peggiore serata giallorossa, torna a riabbassare la saracinesca sul muso dei granata che martedì gliene avevano fatti tre. Stavolta, no trip for cats, per la sua porta non si passa.
MANCINI 6,5
300 maglie in giallorosso (complimenti e auguri), sfoggia la sua grinta con avversari e compagni, specie Ghilardi e Rensch, guidando la difesa con autorità. Accanto al ritrovato Ndicka. Appena può si inventa ala. Spingendo con continuità sulla banda illuminata dai bagliori di Dybala.
NDICKA 6,5
Rientrato dalla Coppa d’Africa (c’era anche martedì, fisicamente, ma ancora con le ciabatte e la mascherina da viaggio in aereo), ritrova anticipo e lucidità al centro della difesa cinque giorni fa fatta a fette da Davis e soci. Strepitosa la sua chiusura su Ngonge (50’), dignitosissimo sostituto di Simeone, al centro della difesa che, anche grazie a lui, ritrova non a caso la solidità difensiva che ne ha fatto spesso le fortune.
HERMOSO s.v.
Lamenta un problema muscolare (troppi: che succede?) e si arrende dopo un quarto d’ora.
GHILARDI 6,5 (per Hermoso dal 23’)
Rileva lo spagnolo e, sotto la burbera tutela di Mancini, spreme dai muscoli la sostanza giusta per reggere l’impatto con gli agili incursori di Baroni. Che in quest’occasione però non trovano spiragli, anche per merito suo. Abile come sempre nelle diagonali.
RENSCH 6
Entra sul filo di lana, promosso dall’ennesimo infortunio muscolare (quello di Celik, che alza le braccia durante il riscaldamento). Spinge con gamba e buona continuità, come Gasp pretende. Meno felice in fase difensiva, quando abbatte ingenuamente Gineitis, per fortuna fuori area, e di più nella ripresa, che lo vede infilare troppi errori nelle chiusure e nei rilanci. Prima di uscire, però, confeziona il cross giusto per il raddoppio di Dybala.
TSIMIKAS s.v. (per Rensch dal 76’)
Entra per fortuna quando i giochi sono ormai fatti.
CRISTANTE 6,5
Forte dell’amara esperienza consumata in Coppa Italia, specie nei primi 45 (forse i migliori della Roma in stagione) non si fa schiacciare dalla corsa di Gineitis, Ilkhan e poi Casadei. Nella ripresa, l’aumento di ritmo dei granata torna a farlo soffrire. Ma poi ci pensa Paulo a regalare a lui e alla Roma un finale in discesa.
KONE’ 7
Anche lui molto più centrato rispetto alla comparsata di martedì scorso, almeno nella prima metà. Il calo di tensione della Roma e i cambi di Baroni imprimono un altro senso alla sfida e anche lui deve soffrire, almeno fino a quando Dybala non firma lo 0-2. Ma non fa mai mancare alla squadra l’apporto della sua maestosa muscolarità.
WESLEY 6,5
Gioca sotto diffida e forse per questo con intensità leggermente trattenuta. Subito abbattuto da Ismajili nell’indifferenza totale di Chiffi, deve fare attenzione alle veloci percussioni di Ngonge, che si allarga spesso sulla sua banda. Sempre uno spettacolo, per fluidità e costanza, la sua spinta sull’out. Resta a sinistra anche all’ingresso di Tsimikas per Rensch, almeno fino a quando Gasp non si convince che il greco sul lato opposto è ancora meno affidabile del solito.
DYBALA 7
In assenza di Soulé, non al meglio, Paulo torna nel giardino di casa, quello della trequarti destra. Duetta d’istinto con Malen, con cui si trova ad occhi chiusi sin dalla prima giocata. In attesa dei due assist che esaltano le qualità di bomber dell’olandese, proprio da un loro scambio scaturisce il sinistro con cui l’argentino sfiora il “sette” al 22’, ancora sullo 0-0. Poi le due perle per Malen, la prima annullata dal Var, la seconda buona per portare la Roma in vantaggio. Una giocata di suola old style (70’) ci fa rivedere il talento che s’accende finalmente nel magico tocco dello 0-2, sul cross radente finalmente azzeccato da Rensch. Il ritorno al gol, il secondo in campionato, dopo tre mesi di astinenza è il suggello alla più bella partita in cima a troppe amarezze.
PISILLI s.v. (per Dybala dal 76’)
Mette la sua corsa al servizio del team, quando ormai il risultato è in ghiaccio.
PELLEGRINI 6
Al rientro dopo l’infortunio sofferto a Natale, fa quello che può, alternando qualche tentativo offensivo agli appoggi a sostegno del centrocampo. Cicca di brutto il pallone del possibile 0-1 dopo 11 minuti, smarcato a centro area a capo della sontuosa verticale Dybala-Rensch-Mancini. Stremato, lascia il campo poco dopo l’avvio del secondo tempo.
SOULE’ 6 (per Pellegrini dal 52’)
Gasperini lo piazza nella stessa posizione appena lasciata da Lorenzo. Nella zona che meno ama riesce a farsi vedere poco. Va molto meglio nel finale, quando all’uscita di Dybala si sposta sul lato opposto ritrovando l’erba di casa.
MALEN 8
Gli basta il primo pallone per prendersi la Roma e presentarsi: anche a quelli che – chissà perché – pensavano che non fosse una prima punta. Dall’alto di una personalità (e di una tecnica) fuori dal comune, cerca intese e triangoli con compagni di cui a malapena deve ricordare il nome: ne trova d’istinto con Dybala, del quale parla lo stesso linguaggio calcistico. Si muove su tutto il fronte d’attacco, difende il pallone con solidità, si smarca di continuo e, rarità assoluta per un centravanti della Roma, tira in porta appena può. Se Paleari sbarra fortunosamente la strada alla sua botta diagonale (20’), segna già un gran gol al 24’, diagonale destro in caduta, su spettacolare suggerimento manco a dirlo di Dybala: peccato che il Var glielo cancelli per fuorigioco. Nessun problema: l’olandese si ripete due minuti dopo, col piatto implacabile che brucia Paleari su nuovo assist obliquo di Paulo. Più tardi, stanchissimo, manca lo 0-3 con una botta di sinistro, prima di uscire tra gli applausi dei tifosi romanisti già pazzi di lui.
VAZ s.v. (per Malen dal 76’)
Rileva the-man-of-the-match tra curiosità e attese. Sbaglia due palloni (pericoloso il primo, che innesca il contropiede di Adams), poi scatta largo a pennellare un cross perfetto non controllato a dovere da Koné e, di lì a poco, non azzecca il destro-gol per pura inesperienza, calciando troppo dritto su Paleari. Calma. Il ragazzo si farà: anche perché non ha affatto le spalle strette.
GASPERINI 7
Batte finalmente Baroni e trova il centravanti dei sogni, ma perde pezzi quasi senza soluzione di continuità: dopo El Sharaawy, Ferguson e Baley, rimasti a casa, si fermano per guai muscolari anche Celik ed Hermoso. Bisognerà rivedere più di una cosa, a Trigoria. Niente sembra però fermare la sua Roma ritrovata rispetto alla malinconica esibizione in Coppa Italia e di nuovo quarta da sola. Anche nel fantastico esordio di Malen (e nel parterno lancio nella mischia di Vaz) c’è il suo intuito di grande tecnico.
ARBITRO: CHIFFI 5.
L’arbitro più detestato da Mourinho conferma, anche in una partita tutto sommato facile, l’inquietante tendenza alle direzioni naif: un fischio qua, uno là, quasi sempre senza azzeccare la decisione giusta. Pare un miracolo che finisca senza danni, considerato pure il sinistro accoppiamento con il var Abisso (un nome una garanzia).
