Roma-Torino 2-3: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   13 Gennaio 2026

La Roma cade in casa contro il Torino e viene eliminata agli ottavi di finale di Coppa Italia. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.

Svilar 4,5

Per i miracoli, ripassare un’altra volta. Prima che il minuscolo Ilkhan ne bruci
la goffa, infelice smanacciata chiudendo i giochi sul 2-3 al 90°, è Che Adams, il Braveheart di Baroni, a beffarlo due volte. I due destri dello scozzese, non proprio da kappaò ma purtroppo vincenti, sono l’annuncio della più brutta serata del portierone in maglia giallorossa e, soprattutto, del secondo trionfo granata sull’erba dell’Olimpico nell’arco di quattro mesi. Una batosta persino più dolorosa di quella sofferta in campionato a metà settembre, visto che questa costa l’ennesima uscita al primo turno dalla Coppa Italia, vinta
l’ultima volta quasi vent’anni fa. Quando, con nove trofei in bacheca, l’antico tafazzismo romanista lanciò la iettatoria campagna per ottenere dalla Figc una stelletta alla decima coppa vinta. Da allora, il buio.

Celik 5,5

Il tuttofare turco parte slittando difensore centrale, al posto dello squalificato
Mancini. A inizio secondo tempo, Gasp lo riporta sulla fascia. È nel complesso tra i meno disastrosi, e non è certo la prima volta. Di sicuro i maggiori pericoli per la difesa ieri clamorosamente in versione colabrodo vengono tutti dall’altra parte. Da una sua brillante iniziativa offensiva nasce un grosso pericolo per il Toro (64’), con la sfida ancora sul 2-2.

Ziolkowski 5

Sotto gli occhi di NDicka, appena tornato dalla Coppa d’Africa, sfida
clienti fastidiosi come Simeone e Adams, assistiti dai continui inserimenti di Gineitis e compagni. Non andrà affatto bene, sfortunatamente per lui e per la Roma. Ingenuo e non reattivo in occasione del gol dello scozzese, quasi mai preciso nelle uscite.

N’Dicka 5 (per Ziolkowski dal 46′)

Rileva il tenero polacco ma si perde anche lui, vittima del mal d’Africa (la Costa d’Avorio, campione uscente, ha tristemente mollato nei quarti), del jet lag e di un sistema difensivo ieri sera da Sant’Uffizio, cui di certo la sua esperienza non riesce a mettere una pezza. Tanto meno sul corner che porterà al 2-3 del Torino.

Ghilardi 5,5

Più puntuale del partner polacco. Bella e decisa la chiusura che impone a
Simeone (31’), come sempre pericolosissimo quando incrocia la Roma, inevitabilmente sofferta la ripresa, che lo rivede scivolare sul fianco destro della difesa tagliata come il burro da Adams e compagni.

Rensch 5,5

Lascia negli occhi un paio di cose buone e niente di più. L’intervento da
difensore puro sul velenoso inserimento di Gineitis che gli costa un giallo magari eccessivo dopo 14 minuti, e poi l’assist che El Shaarawy spreca quando il match (al 29’) è ancora inchiodato sullo 0 a 0.

Hermoso 6,5 (per Rensch dal 46′)

Segna da grande attaccante, almeno lui, al primo pallone giocato, raccogliendo l’appoggio di Bailey, saltando Tameze con un tunnel e piazzando il sinistro dell’1 a 1 dell’illusione. Dopo, ha comunque il merito di non perdere la testa, come capita al contrario a molti suoi compagni.

Cristante 5,5

Si riprende la regia, dopo lo stop di sabato per squalifica, senza trovare
mai la partita che vorrebbe. Stranamente impreciso negli appoggi, mai nelle condizioni di piazzare l’assist o la botta a rete, finisce schiacciato dal ritmo dei mediani che Baroni trasforma in cavallette.

Pisilli 5,5

Un bel destro su tocco di Soulé, al minuto 2, ci fa sognare subito una serata
diversa. Pia illusione. Contro il Toro c’è da soffrire, tanto per cambiare. E stavolta non andrà bene. Il centrocampo granata pare subito più tosto e collaudato, con il movimento costante di Ilkhan e Gineitis a sostenere il talento di Vlasic. Messo in mezzo dallo stantuffo granata, Niccolò corre a vuoto e si ritrova spesso saltato. Unica soddisfazione, l’assist servito a Hermoso per il provvisorio 1-1.

Koné 5,5 (per Pisilli dal 57′)

L’uno-due di Adams obbliga Gasperini a non concedergli troppo riposo. Non basterà la sua solidità, anche perché macchiata da non poche imprecisioni, nel match purtroppo segnato sin dall’inizio.

Wesley 5,5

La Roma in avvio gioca soprattutto sulla corsia opposta alla sua, quella della
catena Celik-Rensch-Soulé, e il brasiliano con il motorino resta un po’ defilato. Alla prima percussione vera, su bello spunto di Bailey, spara il mancino larghissimo. Prova ad accendersi qua e là, ingaggiando un duello a muso duro con l’austro-angolano Lazaro. Più tardi confeziona con un cross pennellato l’assist per il sogno di Arena. Infranto come quello della Roma.

Soulé 5

Si accende solo per piccoli sprazzi, anche lui acciaccato da qualche settimana. Dopo un primo tempo senza i guizzi sperati, Gasperini gli chiede di accentrarsi di più, come contro il Sassuolo. Non si muove male, ma la condizione è quella che è e dopo meno di un’ora lo richiama in panchina.

Dybala 5,5 (per Soulé dal 57′)

Entra con la voglia di recuperare il risultato compromesso. Impegna Paleari alla deviazione in angolo con un bel diagonale (69’), prova a mettere il suo sinistro al servizio di una squadra che finisce per sbattere contro il muro
granata.

El Shaarawy 5

Volenteroso quanto evanescente, si batte ma consuma una serata da
vorrei-ma-non-posso, come spesso gli capita quando gioca dal primo minuto. Fallisce il tocco da sotto non impossibile sul cross perfetto con cui Rensch lo smarca nel cuore dell’area granata (30’): Paleari ringrazia, l’Olimpico no. Né va meglio poco dopo, quando Bailey ne innesca la corsa (32’), ma lo blocca Ismaijli.

Bailey 5,5

Resuscitato da acciacchi veri o presunti, è rilanciato prima punta dalle
assenze di Ferguson e Dovbyk e dalla necessità di far tirare il fiato a Dybala. I corpo a corpo con Ismaijli, che lo bracca senza tregua, non sono certo l’ideale per esaltare le sue doti di sprinter, peraltro annacquate dai troppi stop sofferti e dalle frivolezze che non riesce a staccarsi di dosso. Si muove molto, raccoglie poco.

Arena 7 (per Bailey dal 79′)

Diciassette anni il 10 febbraio, vive i dieci, quindici minuti che non dimenticherà mai. Quando Wesley lo cerca con un bel cross da sinistra, il
ragazzino gettato nella mischia da Gasp (per necessità, non per protesta come avrebbe fatto Mourinho) allunga tutti i suoi 188 centimetri a bruciare Maripan e incorna per il 2-2. Sfiora addirittura il bis sul suggerimento di Ceik (86’) smarcato da Dybala, poi scatta verso Paleari ma carica troppo la botta del possibile, clamoroso 3-3 a un passo dalla fine del match.

Gasperini 5,5

Obbligato al turnover dall’infermeria e da un calendario che non dà
tregua (e inspiegabilmente non contestato da un club dormiente), avvilito da un mercato che gli solo ieri gli ha regalato un giovane talento, conferma lo scarso feeling con la copp Italia (tre finali con l’Atalanta, altrettante sconfitte) e con Marco Baroni. Già due sconfitte, con lui. Evitare la terza la parola d’ordine per domenica. In attesa che, finalmente, arrivi un centravanti. Sennò, vada pure avanti con Arena, che ieri ha avuto il coraggio di far esordire.

Arbitro: Bonacina 6

Laureato in medicina dello sport con specializzazione in interventi d’emergenza, arbitro in serie A da poco più di un anno (lui ne ha compiuti 32 lo scorso novembre), fischia la Roma per la prima volta in carriera. Se il risultato alla fine è desolante, la colpa non è sua.

Categorie:   Pagelle

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