La Roma batte 2-0 lo Stoccarda. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci
SVILAR 7
Ancora una volta, l’ennesima, blinda la porta giallorossa a qualsiasi tentativo di effrazione. Prontissimo su Leweling (33’), su Undav (47’), su Assignon (66’) e soprattutto su Demirovic (79’), sfuggito al controllo di Ndicka, poi bravo a completare il lavoro del portierone. Dalle sue parti per passare serve un miracolo: rassegnarsi.
CELIK 6,5
Torna difensore puro, con velocità e concentrazione, accanto ai due giovani che peraltro non gli danno enormi problemi. Puntuale sul rognoso Fuhrich, che si muove su tutto l’arco dell’attacco, mastica un buon pallone di Soulé (38’) a capo di una bella percussione offensiva. Nel finale, uscito Soulé, si riprende l’out destro da incursore alto.
ZIOLKOWSKI 6
Gioca d’anticipo, nei duelli a terra e in quelli in quota, a tratti anche con evidente brillantezza, contro il temibile Undav, 10 gol in 14 partite in Bundesliga. Peccato si perda il centravanti curdo, veloce quanto scaltro, in apertura di ripresa: per fortuna ci pensa come al solito Svilar.
NDICKA 6 (per Ziolkowski dal 59’)
Gasp lo butta nella mischia appena fiuta la necessità di dare più esperienza e solidità alla sua difesa, che presto si troverà di fronte un’altra punta di peso, il solido bosniaco Demirovic, che nelle mischie gli farà vedere i sorci verdi.
GHILARDI 7
Gasperini ne farà un difensore formidabile, nella scia di Toloi, Palomino, Hien, Dijmsiti e compagnia bella. Ma già così non è affatto male. Pur slittando sulla banda che meno ama, la sinistra, gonfia subito i muscoli a sbarrare la strada al tedesco-ghanese Leweling, il più scorbutico (e presuntuoso) degli ospiti. E affronta senza timidezze chiunque si azzardi a sfidarlo nell’uno-contro-uno.
RENSCH 6,5
Quando può metterla sul piano della corsa pura, stargli dietro è un bel problema: fa beccare il giallo a Mittelstadt proprio con un suo allungo rabbioso. Siccome il calcio, si sa, non è solo podismo, qua e là fa emergere qualche lacuna. Ma in questa partita piena di buona volontà si fa perdonare tutto, anche con il feroce affondo all’ultimo minuto di gioco, chiuso con un destro che, con più fiato in corpo, avrebbe avuto probabilmente un altro destino.
PISILLI 8
Sotto gli occhi di Totti e di uno stadio stracolmo, consuma la notte della consacrazione. Due gol fantastici, la firma esclusiva al trionfo che può valere l’accesso diretto agli ottavi di coppa. Niccolò deve stringere i denti in avvio, sotto il martellare del pressing tedesco, orchestrato dal veterano turco-tedesco Karazor e dallo spagnolo Chema, ventunenne di scuola madridista. Ma non cede un millimetro, alternando volate da ottocentista a giocate di fosforo puro. Fa esplodere l’Olimpico al minuto 40 col destro da kappaò che stende il fortissimo Nubel per l’1 a 0, torna a farne tremare le fondamenta al 93’ con la sberla-bis del raddoppio, in cima a una ripresa che lo vede battersi ancora come un leone in mezzo al forcing degli uomini di Hoeness. Alla fine, dichiara amore alla Roma e la voglia di trovare sempre più spazio: va accontentato. E Gasp lo farà: a fuochi spenti, ridendo ma non troppo, si è spinto a paragonarlo a Tardelli. Scusate se è poco.
KONE’ 6,5
E’ il primo argine alla marea tedesca, che non produce azioni da gol a raffica per limiti propri e anche per la solidità difensiva della Roma, ma in avvio crea più di un problema. Nasce soprattutto dalla sua capacità di spezzare il ritmo avversario, e dalla spinta affiancata nell’occasione da quella sontuosa di Pisilli, la svolta che stravolge un match inizialmente complicato.
CRISTANTE 6,5 (per Koné dal 60’)
Perfetta la staffetta con l’amico francese. Uscito lui, tocca a Bryan rinforzare la trincea davanti all’area romanista. Missione compiuta.
TSMIKAS 6
Il compitino di greco (moderno) è stavolta accettabile. Di scuro qualche affondo dignitoso e qualche buon cross non ci fanno strappare i capelli nel rimpianto di Wesley e di Angelino. Almeno fino a quando Assignon (66’) non se lo beve come uno spritz.
WESLEY 6,5 (per Tsimikas dal 72’)
La musica cambia subito, appena il folletto del Maranhao si riprendela corsia sinistra. Sprint, recuperi, un tentativo al volo senza fortuna all’86’. È comunque un’altra storia, con lui.
SOULE’ 7
E’ la prima freccia di Gasperini, con Malen in tribuna e il talento di Dybala in panchina. Scocca a tratti, ma centra spesso il bersaglio, soprattutto nell’ispirazione garantita ai colleghi. Spara in curva un’eccellente costruzione frontale (18’), si ripete subito sul rimpallo innescato da un tentativo di Ferguson. È comunque il doppio segnale lanciato dall’apriscatole di Gasp agli avversari che sin lì hanno tenuto a bada i giallorossi con il loro possesso costante e aggressivo. Quando si accende Matias, si accende la Roma. Ancora un paio di guizzi disinnescati dalla difesa tedesca, poi il fantastico corridoio spalancato con un tocco da genio per Pisilli. Fallisce con un mancino sgangherato un eccellente contropiede (48’), a conferma di una serata felice soprattutto nell’assistenza ai compagni.
MANCINI 6,5 (per Soulé dall’83’)
Vedi Ndicka. Nel finale Gasperini rimbocca le coperte alla sua squadra e lo pesca dalla panchina. Una grande chiusura su Demirovic, quasi allo scadere, gli costa un colpo che fa tremare il tecnico, e non solo lui.
PELLEGRINI 6
Generoso nel movimento a pendolo sulla corsia dove trova subito il francese Assignon, uno dei duecento terzini trattati dalla Roma negli ultimi anni. Soffre inevitabilmente la fisicità dei tedeschi, forse troppo tollerata dall’arbitro Brooks. Ma non abbassa la testa, finché i polmoni reggono. Nubel nega il 2-0 al suo destro a giro preciso ma forse un po’ telefonato (42’).
DYBALA 6,5 (per Pellegrini dal 72’)
Hoeness ordina subito ai suoi di raddoppiarne la marcatura. Con due o tre ricami e una presenza solida (tocchiamo ferro), in pochi minuti riesce a far capire che il tecnico tedesco ha perfettamente ragione.
FERGUSON 6,5
Lotta come un wrestler tra i giganti di Hoeness (non velocissimi ma massicci), sotto le urla di Gasp che lo vorrebbe ancora più mobile. Un lampo al minuto 8 si spegne sul muro tedesco: in assenza di Malen, non è serata per le giocate individuali degli attaccanti. Riesce però a rendersi utile, anche nell’azione del raddoppio di Pisilli.
GASPERINI 7,5
Parte con appena tre undicesimi (Svilar, Celik, Koné) della formazione che schiererà presumibilmente domenica contro il Milan. La rivoluzione paga: la squadra ha un’identità precisa, che ieri sera è bastata a tenere testa alla quarta forza della Bundesliga. Anche Sebastian Hoeness (figlio di Dieter, nipote di Uli), orfano del gioiello Stiller, deve inchinarsi al temuto maestro di Grugliasco. Esattamente come un anno fa, quando il Gasp guidava ancora l’Atalanta.
ARBITRO: BROOKS 6 (Inghilterra)
Gli arbitri inglesi evocano sempre l’incubo della crapa pelada che ci massacrò a Budapest a giugno 2023. Questo, nella sua onesta direzione british, quanto meno prova a ricordarci che da quelle parti non fischiano solo inqualificabili cornudos.
