Roma-Milan 1-1: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   25 Gennaio 2026

La Roma pareggia con il Milan alla 22° giornata di campionato e raggiunge il Napoli a 43 punti grazie al rigore di Lorenzo Pellegrini. Di seguito le pagelle della gara di Stefano Petrucci.

Svilar 6

Un match nel match il confronto a distanza con Maignan, che pare svettare solo perché gli attaccanti della Roma sono molto più pericolosi di quelli del Milan. Mile del resto c’è sempre: se ne accorge Rabiot che si vede deviare in angolo il sinistro radente scagliato al minuto 49, primo vero tiro in porta di un Milan re del calcio-ciapét. Al secondo, l’incornata vincente di De Winter sull’angolo di Modric, il portiere col 99 sulle spalle è costretto alla resa senza colpe. Poi, per fortuna, a consolare lui e noi arriverà il primo pari della stagione, e il terzo posto in classifica, con il rigore di Lorenzo Pellegrini.

Mancini 6

Strepita un po’ in avvio, chiedendo supporto ai compagni e indicazioni alla panchina, preoccupato dal continuo incrocio di Nkunku e Leao. Trova presto le misure giuste, indottrinato dal Gasp, neutralizzando i modesti attacchi del Milan e rilanciando appena possibile in attacco.

N’dicka 6

Non soffre gli scarsi riferimenti che gli lasciano le punte rossonere, mobili ma inoffensive, nel primo tempo che la Roma strameriterebbe di chiudere in largo vantaggio. Poi, dopo la doccia gelata del gol di De Winter e la rifiatata del pari di Pellegrini, non soffre molto di più contro Pulisic e Fullkrug, fatto salvo un tentativo aereo del tedesco al 90’.

Ghilardi 6,5

Il più tonico, davanti a Svilar. Difende ormai come Gasperini insegna: attaccando. Brucia Nkunku sullo scatto e verticalizza per Malen (7’), stronca con anticipi possenti le puntate degli incursori di Allegri e si lancia di frequente all’arrembaggio. Sempre portentoso nelle diagonali, vedi come rimpalla Bartesaghi pericolosamente lanciato nell’area romanista all’81’.

Celik 6

Concentrato in marcatura e costante nelle proiezioni offensive. Con piedi magari non esattamente baciati dagli dei del pallone, ma spesso efficaci, al punto di trasformarlo comunque in protagonista. Di certo meriterebbe di scardinare la partita con la girata d’istinto sul perfetto traversone di Cristante allo scadere del primo tempo: letteralmente senza senso la ribattuta di Maignan. Si rifarà per fortuna al minuto 72 causando il tocco di mano di Bartesaghi con una deviazione sul lungo traversone scaricato da Wesley dalla banda opposta.

Cristante 6,5

Inquadra nel mirino il complicato bersaglio proposto dal professor Modric, che pure camminando sembra trovarsi sempre al posto giusto: anche quando c’è da chiudere come uno stopper nella sua area. Bryan fa quello che può e anche più, provando a inventarsi suggeritore con un cross da ala destra per Celik, nell’azione descritta, e continuando a cucire la manovra romanista anche in una ripresa che non vedrà una Roma vincente, ma finalmente capace di rimontare e conquistare un punto importante.

Koné 6,5

Parte forte, sfidando con decisione il compagno di nazionale Rabiot. Produce subito un affondo di potenza pura a cercare Malen, poi piazza un destro non violento ma maligno sventato da Maignan (8’). Continua a spingere e martellare con contenuti importanti, fino a quando, dopo un’ora scarsa, un problema all’adduttore destro lo costringe ad arrendersi. Non rincuora certo la sua uscita zoppicante dal campo.

Pisilli 6 (per koné dal 59′)

L’eroe di coppa non trova spazio nella formazione iniziale e poi nemmeno in campo, dove il Milan alza il muro anche davanti alla fluidità della sua corsa.

Wesley 6

Stravince la gara di mezzofondo col simpatico Saelemaekers, omaggiato come merita dall’Olimpico. Poi se la vede con Atekhame, esterno difficile da pronunciare quanto da interpretare. Meno brillante del solito, fatta eccezione per il finale, nelle proiezioni offensive. Salta male davanti a Svilar, in eccellente compagnia, sullo stacco che porta De Winter al vantaggio milanista, sull’arcobaleno tracciato da Modric dalla bandierina. È suo, nella coda che lo vede finalmente scuotersi, il lungo cross da sinistra che innesca la giocata di Celik e il fallo di Bartesaghi e anche il tentativo che all’88’ porta al quasi rigore-bis con il tocco di mano di Pulisic (braccio attaccato al corpo, Marelli dixit).

Dybala 6

Si muove largo a destra, cercando intese con Malen, Soulé e i molti guastatori che Gasperini lancia senza fortuna verso Maignan. Non trova sbocchi né le conclusioni che servirebbe a scardinare una difesa protetta dal portiere francese quanto dal lato B di Allegri. Quando lo vede cominciare a girare a vuoto, Gasp lo richiama in panchina.

Pellegrini 7 (per Dybala dal 69′)

Entra con la rabbia e la determinazione che serve a raddrizzare un match ingiustamente compromesso. Torna capitano a tutti gli effetti trovando il coraggio e la freddezza di presentarsi sul dischetto – al posto del rigorista designato Cristante – per battere Maignan con un destro impeccabile. Complimenti e grazie, di cuore.

Soulé 6

Gioca basso, spostato a sinistra, generosamente in appoggio al centrocampo che vede il Milan con un mediano in più. In un primo tempo praticamente perfetto, tranne per il gol che non arrivano, prende a riferimento Ricci, valletto di giornata di Modric, per puntarlo e ripartire. Se non è felice nelle conclusioni, è strepitosa la volata con cui squarcia la difesa rossonera (31’) per toccare per Malen: il sinistro dell’olandese sul primo palo è chiuso dal fenomenale portiere di Allegri. All’uscita di Dybala, torna sull’amato out destro. Ma ormai è davvero spremuto.

Venturino s.v. (per SOulé dall’85’)

Per il ragazzino è subito esordio, a poco più di quarantott’ore dallo sbarco a Trigoria. Si allarga a destra, prova spunti e cross con discreta sfacciataggine. Lo rivedremo volentieri.

Malen 6

Un lampo dopo appena 15 secondi, sulla percussione imperiosa di Koné, con un sinistro smorzato da Tomori. È l’illusione di un sontuoso bis dello splendido esordio di Torino. Ma stavolta, a dispetto della mobilità costante, il terminale sognato da Gasperini non trova la botta vincente. Neanche quando, al 19’, si smarca alla grande davanti a Maignan sul tocco di Ndicka ma gira largo da posizione formidabile.

Vaz 6 (per Malen dal 69′)

Rileva il centravanti olandese quando questi non ne ha più. Lo fa con l’arroganza e l’imprevedibilità dei suoi anni, giocando buoni palloni nel bunker rossonero: il suo lancio in campo, con Ferguson incollato alla panchina, è la dimostrazione di quanto Gasperini creda nel suo talento, al di là di tante chiacchiere e illazioni.

Gasperini 7

Costruisce un primo tempo e nel complesso un match perfetto, mettendo sotto a lungo la seconda forza del campionato (quasi un mistero come si trovi lì) a tre giorni dalla lezione impartita allo Stoccarda in Europa League. Non è francamente per colpa sua, se la Roma non arriva all’intervallo con tre gol di scarto, come il gioco prodotto meriterebbe. Piuttosto, quando la sfiga sembra accanirsi ancora una volta sulla sua squadra, ha il merito e l’intuito di pescare dalla panchina il jolly Pellegrini, gettato nella mischia addirittura al posto di Dybala, con gli esiti che sappiamo.

Arbitro: Colombo 6

Sette anni fa la lite con alcuni giovani del Milan, tra cui Daniel Maldini, in una gara del campionato Primavera, gli costò due mesi di squalifica. Altri tempi. Tiene sotto controllo un match non facile, senza produrre gli obbrobri cui siamo abituati. Non ha dubbi sul fallo di Bartesaghi che consegna alla Roma la chance del pari, ma non largheggiamo nel giudizio: tollera troppo l’isteria di Allegri e convince più il suo concittadino Marelli che noi per quel secondo rigore non fischiato per il tocco di mano in area di Pulisic.

Categorie:   Pagelle
Tags:   Roma-Milan

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