Roma-Genoa 3-1: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   29 Dicembre 2025

Basta mezz’ora alla Roma per battere il Genoa grazie ai gol di Soulé, Koné e Ferguson. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.

Svilar 6

Una complicata (e non impeccabile) uscita su Ostigaard è l’unico intervento serio cui è chiamato per 45’. L’impatto sul norvegese, a pallone già respinto, innesca le proteste del Genoa. Ma il Var, che storicamente regali alla Roma non ne fa, non rileva irregolarità. Nel finale, non puà opporsi alla girata di Ekhator sporcata dalla schiena di Pisilli.

Mancini 6,5

É lui a incaricarsi di andare a rompere la linea a tre, in cui si batte con la solita grinta, per saltare Ellertsson, l’islandese coi tratti da turco, e alimentare la spinta in tandem con Celik sull’out destro. Sua, tra le non poche cose buone, la puntata con cross radente che porta al raddoppio romanista.

Ghilardi 6 (per Mancini dal 73′)

Rileva il diffidato Mancini e va a ingaggiare un duello muscolare con il solido Ekhator, gettato nella mischia da De Rossi nel disperato tentativo di riaprire un match ormai chiuso. L’attaccante riesce a liberarsi per la botta gol del 3-1, deviata involontariamente da Pisilli, ma senza colpe gravi da parte dell’ex difensore del Verona.

Ziolkowski 6,5

Seconda da titolare al centro della difesa, dopo Torino. Senza fronzoli, è bravo nell’anticipo, negli stacchi in quota e nel controllo di Ekuban, il ghanese di Villafranca di Verona che per un’ora di gioco fa la prima punta, con Vitinha a svariare su tutto il fronte d’attacco. Non molla nemmeno dopo la testata che rimedia in uno scontro aereo.

Hermoso 7

Tiene testa alla pubalgia e a chiunque gli capiti a tiro, con esperienza, tecnica e concentrazione. Senza un oppositore fisso, si alterna con Ziolkowski nel controllo delle acerbe qualità di Ekuban, che De Rossi preferisce a lungo (troppo?) a Colombo. Poi passa a occuparsi di quest’ultimo, senza grandi patemi.

Celik 6,5

Il suo dirimpettaio spagnolo, Aaron Martin, ha discreta corsa e senso tattico, ma non abbastanza per impensierire il turco, che ha ritrovato gamba e continuità dopo un breve periodo di appannamento.

Cristante 6,5

Non vacilla contro il moto perpetuo di Frendrup e l’esperto caracollare di Malinovsky, cui DDR affida la gestione di un centrocampo progressivamente sbriciolato dalla lucida regia del numero 4 giallorosso e dalla ruspa-Koné. Sfiora il poker con una gran botta dal limite, poi va meritatamente a riposare.

Pisilli 6 (per Cristante dal 73′)

Il pupillo di DDR – ma che piace anche a Gasperini – rileva un altro diffidato e butta nella parte finale del match grinta, corsa e voglia di emergere. Sfortunata e casualissima la deviazione sul destro-gol di Ekhator.

Koné 7,5

Domina il centrocampo con maestosa prepotenza, come fa spesso, senza perdere un pallone né fallire un appoggio. E stavolta firma pure il 2-0, al minuto 19, con un piattone implacabile (primo gol in stagione). Ci viene da stropicciarci gli occhi, conoscendo la sua allergia al tiro in porta, quando quasi concede il bis, al 39’, centrando prima il palo e poi buttando dentro il pallone strappato irregolarmente alla presa a terra di Sommariva. Anche per lui, l’impeccabile chiosa di Gasperini: “Facesse pure gol con regolarità, probabilmente non sarebbe più alla Roma”.

Wesley 6,5

Sulla banda mancina trova l’avversario più quotato, Norton-Cuffy. Il ventunenne talento inglese riesce per un po’ a imbrigliarne la spinta, ma alle lunghe deve arrendersi alle accelerazioni della freccia brasiliana.

Rensch s.v. (per Wesley dall’85’)

I minuti finali, soprattutto per evitare rischi a Wesley, sempre sotto diffida.

Soulé 7

Fa gol, il quinto in campionato, alla prima conclusione della Roma, piazzando un chirurgico sinistro diagonale dopo l’avventato tocco aereo all’indietro di Vasquez su lancione di Ziolkowski dalle retrovie. Il capocannoniere romanista (già nell’hit-parade dei goleador giallorossi under 23, al pari di Lamela e Under) potrebbe bissare per il 3-0, ma ci pensa Ferguson. Subisce una botta che convince Gasp a risparmiarlo dopo meno di un’ora.

El Shaarawy 6 (per Soulé dal 56′)

Fa respirare Soulé, dopo un’ora scarsa, offrendo il solito contributo di impegno e vivacità.

Dybala 6,5

Trequartista con licenza di svariare, pare più tonico e costante nella corsa. Lo tampina il tosto Ostigard, che Paulo aggira spesso, dialogando in prevalenza con Wesley e cercando almeno un paio di conclusioni importanti. Regge fino in fondo, anche subendo qualche colpo pesante, a conferma di una forma finalmente in crescita, che spinge Gasp a ribadire con forza a fine partita: “Se sta bene, gioca sempre”.

Ferguson 7

Il vento delle critiche di Gasperini lo spinge almeno per un tempo verso un match di alto livello. Buona volontà, movimento, grinta. DDR lo affida al gigante Otoa, colorato danese di 198 centimetri, ma l’irlandese tiene botta. Bello il diagonale destro con cui impegna duramente Sommariva al 16’, ancora più prezioso, subito dopo, l’assist per Koné, cui segue addirittura il guizzo del 3 a 0. Un gol, il secondo in campionato, segnato di forza, raccogliendo il pallone respinto da Sommariva su conclusione di Soulé. Si smarrisce stranamente nella ripresa, tra errori e improvvise mollezze che tornano a scatenare la rabbia del Gasp.

Dovbyk S.v. (per Ferguson dall’85’)

Riassaggia il campo dopo un mese abbondante. Senza lasciare grandi tracce, ma stavolta sarebbe stato folle aspettarsene.

Gasperini 7

Stravince il confronto con la leggenda romanista, proponendo una Roma almeno per mezzora assolutamente irresistibile e riconquistando il quarto posto in classifica. Ambizioso e perfezionista com’è, chiude lamentando il calo di tensione mostrato dal gruppo nella ripresa, che avrebbe voluto più brillante. Forse per dimostrare anche a DDR che, al di là della stima personale e delle comprensibilissime ovazioni della curva, il maestro in panchina è ancora lui.

Arbitro: DI bello 6

Brindisino, bancario, in serie A – ahinoi – da ormai 13 anni, tra alti (pochi) e bassi ben più frequenti. Nome di battesimo Marco, più noto in campo come Niente: Niente di Bello. Ma stavolta per lo meno non fa danni.

Categorie:   Pagelle
Tags:   Roma-Genoa

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