Roma-Como 1-0: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   15 Dicembre 2025

La Roma batte 1-0 il Como grazie al gol di Wesley dopo un’ora di gioco. Ecco le pagelle di Stefano Petrucci.

Svilar 7

Notte di apprensioni soprattutto teoriche, contro i ragazzini di Fabregas che a conti fatti producono più fumo che arrosto. Uno strepitoso anticipo su Douvikas in uscita bassa, allo scadere della prima frazione, sventa la beffa che la Roma certo non meritava e basta e avanza a ricordare la sua grandezza: sin lì solo spettatore, immancabilmente quando serve c’è. E lui c’è sempre, anche nel secondo tempo, quando Paz e soci provano a fare la voce grossa.

Mancini 6,5

Match molto manciniano, tra baruffe, furbate e discussioni. Stavolta parte affrontando il temibile (ma fragilissimo) Diao, che abbandona per l’ennesimo infortunio dopo un gran puntata verso Svilar. Sulla sua banda, slitterà Baturina, più tattico che veloce, e il Mancio potrà proporsi con più costanza in appoggio all’attacco. Ammonito, litiga senza arretrare di un passo con il gigante Ramon nel finale-corrida che Feliciani certo non sa gestire.

N’DICKA 6

Luci e ombre, con le valige già pronte per la Coppa d’Africa. Marca per oltre mezz’ora lo spazio, promosso centravanti da Fabregas, privo di Morata per infortunio e di Douvikas per scelta. Rimedia un pestone da Ramon nel cuore dell’area del Como (30’), ma al solito il check del Var delude la Roma. Dal 37’ ha un dirimpettaio certo (Douvikas, appunto, entrato per Diao), cui alle lunghe impone fisicità e mestiere, con qualche apprensione qua e là. Un bel salvataggio in scivolata su Posch (83’), un vaffa rimediato da Mancini per un pallone perso e arrivederci tra un mese. Anzi, speriamo prima.

Hermoso 7

Divide con N’Dicka, in avvio, il delicato controllo di Nico Paz, falsissimo nove nello strano Como abbottonato proposto da Fabregas. Uscito dopo più di mezzora Diao, è lui a occuparsi stabilmente del gioiello argentino. Che, marcato con grande attenzione, riesce a illuminarsi solo a sprazzi, specie attorno al 50’, ispirando un giro palla che per qualche minuto crea un certo affanno alla Roma. Diffidato, è bravo anche nell’evitare l’ammonizione: potrà giocare contro la Juve.

Wesley 7

Moto perpetuo e vice capocannoniere romanista (3 gol da terzino, mica male). Ritrova un posto da titolare, dopo lo stop per guai muscolari, e anche l’amato binario destro. Si fa vedere subito, magari con più sprint che precisione. Potrebbe centrare almeno i pali di Butez, quando Soulé lo libera al tiro, ma calcia alto di sinistro. Può sembrare caotico, ma è sotto la sua spinta che la manovra romanista scatta come un coltello a serramanico. Di certo è un colpo di rasoio il destro obliquo, dopo smarcamento perfetto, con cui scardina la sfida dopo un’ora esatta di gioco. Chiude stringendo i denti da marcatore puro, quando Jesus Rodriguez si sposta dalla sua parte.

Cristante 7

Il ritmo dei centrocampisti del Como non sembrerebbe l’ideale per i suoi tempi di gioco, ma il senso della posizione e lo smalto recuperato dopo l’appannamento delle ultime settimane gli consentono di tornare a proporre le sue geometrie a sostegno della costante pressione romanista. Segna un gran gol purtroppo inutile, sullo 0-0. Poco male: ci penserà Wesley.

KonÉ 6,5

Torna ai suoi livelli, almeno a livello dinamico, spezzando i fraseggi del Como e rilanciando la manovra con buona continuità. Non trova purtroppo la botta vincente che servirebbe (ma purtroppo si sa): in compenso serve due assist a Soulé e Ferguson, poco fortunati nelle conclusioni, e regge fino in fondo, nel tourbillon di uomini che Fabregas getta in campo nella ricerca – vana – di riacciuffare la partita.

Rensch 7

Confermato a sinistra, fronteggia il terribile Addai (quanto servirebbe al Gasp uno così…) in un duello tra velocisti made in Holland. Lavora molto in marcatura, ma appena intravede varchi è bravissimo a sganciarsi. Come nell’azione che porta al gol di Wesley e al contemporaneo infortunio di Addai, al quale sradica dai piedi il pallone giusto.

SoulÉ 6,5

Quando si accende, e lo fa finché i polmoni lo sostengono, il match cambia faccia. Svaria su tutto il fronte d’attacco, incrociando spesso la corsa di Wesley, senza riuscire a caricare la botta di sinistro ma mettendo talento e rapidità al servizio della squadra. Suo, e non certo isolato, il tocco che invita Wesley alla botta che scardina il match.

Bailey sv (dall’82’ per soulÉ)

Quando l’argentino va in debito d’ossigeno. Gasp lo preferisce a Dybala e il giamaicano lo ripaga con buona vivacità, impegnando Butez con un destro dal limite.

Pellegrini 6

Molto più mezzala che trequartista, sacrifica la qualità al movimento, con esiti non sempre felicissimi. Peccato che, a capo del miglior spunto del match, al 47’, scatti in fuorigioco, nella splendida azione che vede prima il palo di Soulé e poi il gran gol di Cristante, purtroppo cancellati dalla storia del match.

El Shaarawy sv (Dal 72′ per Pellegrini)

Si batte nel finale convulso, proponendo tante corse e un paio di buoni spunti sull’out mancino.

Ferguson 6

Rinato a Glasgow, si muove molto, stavolta per 90 e passa minuti, ma non trova la via del gol riscoperta al Celtic Park. Parte con una percussione da rugbysta, sbuccia di testa un bel cross di Wesley, quindi Baturina si oppone a un suo buon destro (41’) e subito dopo non trova l’impatto giusto su un nuovo traversone di Wesley. Nel secondo tempo, non centra la porta con un diagonale mancino. Nel complesso, voglia tanta, efficacia ancora scarsa. È comunque un altro giocatore, rispetto a poche settimane fa.

Gasperini 7,5

Incarta nel complesso la sfida a Fabregas, battendolo sul terreno del pressing alto e della ferocia negli uno-contro-uno. E’ impressionante la spinta prodotta dalla sua Roma, in campo giovedì sera mentre il Como poteva già concentrarsi su questa partita. Con una punta vera in più, l’esito del match sarebbe stato con ogni probabilità definito già nel primo tempo.

Arbitro: Feliciani 5

Campione dell’arbitraggio a caso, semina sul campo sciatterie assortite. Lascia correre quando non dovrebbe, salvo chiudere sventolando cartellini gialli come un semaforo guasto. Ha una laurea in Giurisprudenza, è commerciante di rilievo nella sua città, Roseto degli Abruzzi. Ma purtroppo s’è messo in testa di arbitrare, come faceva suo padre Pietro, che per fortuna s’era fermato alla Serie D. Lui invece è arrivato alla A, bontà di Rocchi e della sua banda.

Categorie:   Pagelle
Tags:   Roma-Como

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