La Roma esce dall’Europa League: il Bologna vince ed esulta all’Olimpico. Di seguito le pagelle di Gabriele Conflitti.
Svilar 5
Tiene su la baracca dopo il gol di Rowe, rispedendo al mittente il tentativo di Bernardeschi che avrebbe spento anzitempo le speranze dell’Olimpico. Del pararigori resta il ricordo di quei sedicesimi con il Feyenoord di due anni fa.
Mancini 4.5
Come sente il tocco di Rowe va a terra, provando a ingannare l’arbitro ma finendo gabbato lui. Fiero esponente del sestopostismo praticante, resta un mistero dove fosse in occasione del terzo e del quarto gol del Bologna.
Ndicka 5.5
Commovente gesto di altruismo. Gasperini chiede a gran voce un attaccante alternativo a Malen, ma in mancanza di interpreti ha deciso di dedicarsi alla causa. Quarto gol nelle ultime cinque giocate e la miccia che riaccende l’entusiasmo di un Olimpico raggelato anima e corpo dalla prima mezz’ora di partita. Poi lo riammazza con l’errore che propizia il gol di Castro e la disattenzione che costa la partita.
Hermoso 5
Partecipa alla fiera dell’errore difensivo gentilmente allestita da Gasperini e i suoi fedeli alfieri nella serata più importante della stagione.
Celik 6
Mollate completamente le velleità offensive, stavolta il turco sembra tornato quello dei giorni felici. Un’ottima chiusura su Rowe in avvio, poi tanta sostanza e un bel duello con Joao Mario sulla fascia destra. A volte meglio andare per sottrazione.
(Dal 109’ per Celik) Zaragoza SV
Un cambio offensivo. Nel senso che è un’offesa presentarsi a gennaio con un profilo del genere e avere anche l’idea di mandarlo in campo per vincere una partita ai supplementari.
Pisilli 6
Gioca al massimo delle sue possibilità, portando vitalità nell’ultimo terzo e quantità nei restanti due, senza però riuscire a trovare la giocata della quale la Roma avrebbe disperatamente bisogno.
(Per Pisilli dal 104’) El Aynaoui 5.5
Il 2026 si sta rivelando una barzelletta nemmeno troppo divertente per questo ragazzo.
Kone sv
Impossibile da giudicare. Lui, perché su chi lo ha rimesso in piedi e chi lo ha mandato in campo ci sarebbe qualcosa da dire.
Wesley 5.5
Il motorino stasera resta spento per gran parte del tempo. La benzina inizia a scarseggiare, ma stavolta Hormuz non c’entra niente.
(Per Koné dal 20’) Pellegrini 6.5
Entra e completa il quartetto che ha ormai perso anche quella allure europea che ne aveva meravigliosamente occultato le miriadi di campionati all’insegna della mediocrità. Grida talmente forte la vendetta per quell’incrocio dei pali su punizione, che da corner arriva il cross che spiana la strada all’1-1. Non pago, riequilibra i conti sul 3-3 quando tutto sembra essere andato per il verso sbagliato.
Cristante 4.5
Se gioca con tutti gli allenatori ci sarà un motivo. Peccato che il motivo sia evidentemente rendere più facile la vita agli avversari.
El Shaarawy 4.5
Perisce del rigore con il quale aveva ferito a Como, permettendo al Bologna di chiudere avanti il primo tempo. L’idea è che certi livelli ormai non gli appartengano più, almeno dal primo minuto. Il problema è che chi entra riesce nella mirabolante impresa di farlo anche rimpiangere.
(Per El Shaarawy dal 57’) Robinio Vaz 5.5
Serviranno spalle larghe e tanta qualità in più per scollarsi di dosso l’etichetta di bidone irrimediabilmente appiccicatagli addosso dopo quel tiro goffo, storto e malfatto. Si riscatta quando prende il rigore che tiene viva la partita e serve poi l’assist per il 3-3.
Malen 6.5
Come Michael Jordan in Space Jam, sembra essere l’unico a ricordarsi ancora come si fa. Dà la carica trasformando il rigore del 2-3 e provandoci fino all’ultimo con una qualità che pochi altri hanno in rosa.
Gasperini 5
Sembra essersi smarrito e con lui la sua squadra. Preoccupante la regressione nel gioco offensivo e nella proposizione di idee. La fase difensiva un horror lungo 120 minuti più titoli di coda. E la mancanza di alternative di qualità non è una giustificazione sufficientemente ampia a coprire certe falle nel gioco palesatesi come sgradite ospiti dal gol di Gatti in poi. A marzo fuori da due coppe e al momento anche dal quarto posto.
