Roma 3-0 Cremonese: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   22 Febbraio 2026

La Roma batte per 3-0 la Cremonese all’Olimpico. Di seguito le pagelle della gara di Stefano Petrucci.

SVILAR 7

È letteralmente da fantascienza l’uscita bassa con cui sbarra la via del gol a Vardy, capocannoniere del magico Leicester di Ranieri, a nove minuti dal termine. Dopo gli ottanta vissuti da spettatore, solo un fenomeno può farsi trovare così pronto.

MANCINI 6,5

Si ritrova in avvio a dividere con i colleghi di reparto il controllo della coppia inedita –  l’ex Sanabria e Bonazzoli – scelta da Nicola al posto dei vecchioni Vardy e Djuric, 74 anni in due. Centra la traversa con una perentoria girata di testa in torsione al 34’, in mezzo a una partita che interpreta da vecchio marpione, chiudendo dove serve ed evitando l’ammonizione che gli sarebbe costata l’assenza domenica prossima contro la Juve.

NDICKA 7

Si beve come shottini i tanti attaccanti che Nicola (ne ha più di Gasperini, dannazione, anche se nessuno particolarmente efficace) spedisce a cercare l’impresa impossibile e, incoraggiato dagli scarsi pericoli sofferti, si propone in attacco come un vero bomber. Su un bel suggerimento di Venturino sfiora il 2-0 con il piattone sinistro respinto da Audero (65’), ma non sbaglia col destro al 77’, quando il tacco di Cristante su calcio dì angolo calciato basso da El Aynaoui lo smarca al centro dell’area cremonese. Cerca pure il bis di testa al 78’ su un altro bello spiovente di El Aynaoui su punizione.

GHILARDI 6,5

Promosso titolare all’ultimo secondo dal problema sofferto da Hermoso nel riscaldamento, gioca un primo tempo ai livelli (alti) cui ci ha abituato, sfoggiando anticipo e aggressività in perfetto Gasperini-style.

EL aynaoui 6,5

Rileva Ghilardi dopo l’intervallo, quando Gasperini decide con straordinario intuito di rischiare il tutto per tutto stravolgendo lo spartito con il 4-2-3-1 che manderà Nicola all’inferno. Il franco-marocchino si piazza davanti alla difesa, controllando in prevalenza il solido Thorsby e consentendo a Cristante di salire in appoggio all’attacco. Concreto ed essenziale, va a rimediare un giallo bloccando Bonazzoli (66’), sfuggito a un Wesley frenato nei contrasti dal peso della diffida.

CELIK 6

Primo tempo anonimo, come capita da un po’, nella scontata sfida podistica con Pezzella sull’out destro. Meglio nella ripresa, quando ritrova sprint e intensità: splendido il duetto con Venturino (69’) che il turco chiude col tiro-cross diagonale che Audero pizzica in uscita bassa disinnescando l’intervento di Malen.

ZIOLKOWSKI s.v. (per Celik dall’84’)

Va a rimboccare nel finale le coperte di una difesa peraltro sempre impeccabile.  

KONE’ 6,5

Prende subito a riferimento Maleh, perno centrale del catenaccione montato da Nicola, e appoggia le offensive romaniste con un pressing costante nel complicato primo tempo della partita. Spara un destro per lui inconsueto addosso a Ghilardi (25’), nel tentativo di forare il muro eretto davanti ad Audero. Cala un po’ di intensità nella ripresa: inevitabile, dopo un mese di stop.

CRISTANTE 7

Scardina con una capocciata da cannoniere, al minuto 59, il match che lo vede in giallorosso per la 350.ma volta, poi replica con la deviazione di tacco che smarca Ndicka per il 2-0 (77’). Dodicesimo romanista di sempre per presenze, ormai a un passo dall’Anima Candida Tommasi, è titolare dal 2018 con qualsiasi allenatore, si chiamasse Di Francesco o Ranieri (in due stagioni diverse), Fonseca o Mourinho, De Rossi o Gasperini, dimenticando un croato innominabile, con noi – il sottoscritto in testa – a dire che è lento e che ci piacerebbe vedere un altro al posto suo. Arrendiamoci.

WESLEY 6,5

Seguito come un’ombra da Zerbin e sempre raddoppiato, trattenuto dalla botta rimediata alla caviglia a Napoli e dal timore di incappare in un giallo che gli costerebbe la sfida alla Juve, trova poche discese delle sue, peraltro senza mai far mancare alla squadra il suo dinamismo. Prezioso anche da difensore puro, nella ripresa, quando Gasp sceglie la difesa a quattro.

ZARAGOZA 6

Terza presenza, la seconda di fila da titolare, nella moria di attaccanti che ha colpito Trigoria. Molti tocchi di fioretto contro una difesa che richiederebbe piuttosto una mazza ferrata. Di sicuro sa crossare con qualità: un suo traversone di trivela porta Luperto a un passo dall’autogol (25’), il bis pennellato al 35’ carica la perfetta torsione aerea di Mancini: traversa piena. Gasp lo vuole più profondo e per questo dopo mezzora lo riporta a sinistra. Da lì, parte appunto la parabola per Mancio e la percussione chiusa da Maleh al 47’.

VENTURINO 6,5 (per Zaragoza dal 55’)

Sostituisce il ninnolo spagnolo, andando a fare l’ala destra con vivacità e sfacciataggine non banali. Suo l‘assist per Ndicka sventato da Audero (65’) che precede di non molto il 2-0 dell’ivoriano, sua la bella incursione in tandem con Celik (70’) e il sinistro a giro con cui sfiora il gol all’89’. Gasp ci crede e, al solito, fa benissimo.

PELLEGRINI 6

Fa girare il pallone, prima a sinistra poi a destra, quindi di nuovo a sinistra, senza trovare la velocità e i lampi di fosforo che servirebbero a illuminare la manovra soffocata nella tonnara di Nicola. Cerca senza fortuna (è chiuso alla disperata da Pezzella) lo splendido tap-in acrobatico dopo la traversa di Mancini, chiuso da Pezzella, ma è una prodezza isolata. Degno del suo piede è però il corner che calcia sul primo palo per il gol di Cristante che stappa il match dopo un’ora.

PISILLI 7 (per Pellegrini dal 71’)

Assatanato nella corsa quanto brillante nelle giocate, brucia campo e avversari andando a firmare il 3-0 con un destro sontuoso (primo gol in questo campionato) e gettandosi su ogni pallone con la garra che lo porta a mancare la rete di un niente in almeno altre due occasioni.

MALEN 7

Lavora per sé e per la squadra, cercando triangoli e attacchi laterali, in assenza di varchi che l’abbottonatissima Cremonese proprio non spalanca e, ahinoi, anche dell’appoggio di compagni a lungo troppo lontani. Prova a fare tutto da solo al 52’, con lo strappo che brucia i difensori avversari con l’eccezione di Audero, pronta a deviare di piede in angolo la sua botta diagonale. Infiamma l’Olimpico con la giocata che vede il suo sinistro chiuso in angolo da Luperto (73’), in cima a un’altra percussione prepotente. Non trova la prodezza personale, ma basta la sua presenza a squarciare la retroguardia cremonese, favorendo il secco diagonale-gol di Pisilli che vale il 3 a 0, prima dello slalom che porta il giovane centrocampista a un passo dalla doppietta.

GASPERINI 8

Il vero fuoriclasse è lui, che trascina la Roma a ridosso del Napoli, a quota 50, a una settimana dalla sfida Champions con la Juventus, ora staccata di quattro punti. Senza risparmiare i diffidati, con coraggio raro, e senza attaccanti veri, a parte Malen e una banda di ragazzini, demolisce alla distanza la muraglia di Nicola rimescolando le carte da prestigiatore in avvio di ripresa: squadra ridisegnata sul 4-2-3-1, Cristante spedito genialmente alle spalle di Malen, il baby Venturino a scimmiottare Ilicic sulla banda destra e Cremonese in ginocchio. Applausi a scena aperta.

ARBITRO: DI BELLO 6,5

Non sarà magari un autentico amuleto per il calcio italiano, ma in compenso lo è sicuramente per la Roma, che centra la settima vittoria consecutiva con lui a fischiare. La notizia è che stavolta lo fa anche in modo più che dignitoso, dirigendo senza sbavature un match corretto ma intenso.

Categorie:   Pagelle

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