Panathinaikos-Roma 1-1: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   29 Gennaio 2026

La Roma chiude all’ottavo posto nella League Phase di Europa League ed evita le due partite del play-off grazie alla rete di Ziolkowski. Ecco le pagelle di Stefano Petrucci.

Gollini 5

Titolare per la prima volta, a un anno del suo arrivo a Roma. Esordio fortunato sulla traversa centrata da Katris al 36’, assai meno – una mezzora dopo – sul guizzo-gol di Taborda che peraltro ne mostra tutta la ruggine accumulata nei lunghi mesi di panchina.

Mancini 4

La sua partita dura solo 13 minuti. Quanto basta a sbagliare clamorosamente il piazzamento sul lancio del portiere di Lafont che innesca lo scatto di Pantovic, agganciare al collo il centravanti serbo e atterrarlo a pochi metri dall’ingresso dell’area romanista. Allo scadentissimo arbitro spagnolo serve l’intervento del Var per cambiare il colore del cartellino da giallo a rosso. Roma in dieci, imprevedibilmente tradita per una volta da uno dei suoi leader conclamati.

Ziolkowski 7

È il pupillo di Zibì Boniek l’uomo della provvidenza, il giovane gigante – spesso criticato con superficialità – che cancella il rischio della beffa dei playoff con l’imperiosa incornata dell’1 a 1 al minuto 79. Il difensore polacco s’avventa come il bomber che non c’è sul cross di Pisilli sporcato da Katris nell’area greca, facendo rifiatare Gasperini (che ne farà un grande difensore) e tutto il popolo romanista. Chiude in bellezza, sbarrando la strada all’ultimo attacco del Panathinaikos.

Ghilardi 5,5

Non è proprio serata, per i difensori della Roma. Dopo l’errore sanguinoso di Mancini, al 58’ arriva pure il suo rinvio di testa, sghembo e iellatissimo, con la squadra sbilanciata in risalita, a liberare la facile giocata vincente dell’argentino Taborda. Prova a riprendersi una partita fin lì ancora una volta importante gettandosi con rabbia nell’assalto che porterà la Roma al pari.

Celik 6

Frena parecchio la spinta, dopo un inizio incoraggiante, quando la squadra resta in dieci. Prova il gol della vita calciando d’esterno al volo un buon cross di Tsimikas (57’): il primo e ultimo squillo della sua partita.

Wesley 6 (per Celik dal 64′)

Getta subito nel match la sua verve, partecipando alla reazione che darà corpo all’1 a 1 decisivo per volare direttamente ai quarti.

El Aynaoui 6,5

Torna a giocare dopo la Coppa d’Africa che non ha vinto, ma che pare averlo svelato agli occhi del mondo, e anche di chi inspiegabilmente lo vedeva giocare senza capire quanto fosse forte. Parte alla grande, provando inserimenti e conclusioni da fuori. Dopo un quarto d’ora scarso gli tocca mettersi a correre per due. Impresa compiuta, che anticipa il superlavoro che lo aspetta, in assenza di Koné.

Cristante 6

Arretra presto da mediano a regista difensivo, per completare la linea orfana dell’espulso Mancini. Se la cava anche dietro, chiudendo a denti stretti su Pantovic (32’), di nuovo lanciato pericolosamente in verticale verso Gollini. Alla ripresa, torna in mezzo al campo, fino a quando il fiato lo sostiene.

Rensch 6 (per Cristante dal 64′)

Entra per far respirare Cristante, si butta largo a destra e gli capita subito il pallone buono, sul lungo traversone di Ghilardi dalle retrovie: il pallonetto che prova non è la soluzione ideale. Ma l’appuntamento con l’1 a 1 è solo rinviato.

Tsimikas 6,5

Restituito alla causa romanista dai progressi mostrati in campo (non molti) e dalle difficoltà di mercato (molte di più), si presenta subito col bel sinistro che impegna l’ex viola Lafont, su perfetto taglio di Pelllegrini. L’aria di casa gli fa bene e forse pure l’antica rivalità del suo Olympiakos con la squadra di Benitez. Sta di fatto che spinge con continuità sull’out mancino, cavando dal cilindro qualche buon cross e arretrando a serrare le linee dopo l’uscita di Mancini.

Angeliño s.v. (per Tsimikas dall’87’)

Una manciata di minuti che valgono una festa. Bentornato, di cuore.

SOulé 6

Si addormenta un po’, in coppia con Pellegrini, quando Lafont ne fa una grossa (6’), spalancando la porta a una conclusione che non arriva. Duella con la vecchia conoscenza Kiriakopoulos, provando ad accendere col suo bellissimo sinistro senza fortuna ad accendere un attacco che non c’è, specie quando la squadra rimane in dieci.

N’Dicka 6,5 (per SOulé dal 46′)

Gasp lo butta dentro dopo l’intervallo per restituire equilibrio alla squadra. L’ivoriano riprende con autorevolezza il comando della difesa, consentendo prima a Cristante di risalire a metà campo e poi a Ziolkowski di tentare l’assalto decisivo.

Pisilli 6

Sale inizialmente in trequarti, sognando di prolungare il magic moment europeo inaugurato una settimana fa con la spettacolare doppietta allo Stoccarda. Ma il campo e Mancini raccontano presto un’altra storia. Niccolò la interpreta con grande impegno, gettando in una sfida diventata non poco complicata tutta la freschezza della sua corsa.

PELLEGRINI 6

A quattro giorni dal perfetto rigore del pareggio col Milan, si reinventa falso nove. Falso davvero, viene da pensare quando cincischia a un passo dal gol, su clamoroso errore di Lafont. In realtà prova a muoversi parecchio, in avvio, per garantire qualità e idee a un attacco privo di un elemento di peso. Anche lui si ritrova rapidamente a giocare un’altra partita, contro avversari rivitalizzati dalla superiorità numerica. E dopo poco più di un’ora finisce stremato.

DELLA ROCCA 6 (per Pellegrini dal 67’)

Festeggia il 20° compleanno con due settimane di ritardo: Gasperini gli regala l’esordio in una partita diventata tutt’altro che semplice. Il giovanotto risponde presente, inseguendo caparbiamente sbocchi e avversari ovunque. Ancora auguri.

GASPERINI 7

Se il messaggio (“Priorità al campionato”) appare chiaro anche leggendo la formazione iniziale, è ancora più chiaro come abbia costruito una Roma multitasking, che non molla mai un palmo di terreno né perde identità di gioco, persino a prescindere dagli interpreti designati. La sua creatura tiene il campo anche in dieci e, ridisegnata nell’intervallo, riesce a reagire alla doccia gelata del vantaggio greco, conquistando un passaggio diretto ai quarti che vale oro. Non a caso, grazie alla prodezza di uno dei tanti giovani che sta forgiando.

ARBITRO: MARTINEZ MUNUERA 5

Poliziotto come il maledetto Taylor: solo una coincidenza? Senza combinare i guai della crapa pelada inglese, pare fischiare abbastanza a caso, interpretando il regolamento a soggetto, specie nei corpo a corpo. Grottesca l’ammonizione comminata a Ghilardi a metà del primo tempo, e non solo quella.

Categorie:   Pagelle

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