Lecce-Roma 0-2: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   6 Gennaio 2026

La Roma batte il Lecce con i gol di Ferguson e Dovbyk e vola a quota 36 punti in classifica. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.

SVILAR s.v.

Si regala, e gli regalano, un pomeriggio finalmente di piena tranquillità, senza l’obbligo di abbassare di continuo la saracinesca. Merito della protezione di una difesa nuova quanto attenta e, va detto, anche dellla modestia degli attaccanti leccesi.

GHILARDI 6,5

Col suo fisico da wrestler, propone subito chiusure decise, sulla bestia nera Sottil e non solo (Di Francesco inverte di continuo la banda di competenza delle sue ali), slittando frequentemente anche a raddoppiare i compagni di un reparto rivoluzionato. Dal 56’ gli tocca il controllo dell’argentino Pierotti, la cui distanza da Diego El Monito non è segnata solo dalla vocale in più nel cognome. Non cambia la musica: il giovanotto frettolosamente criticato può avere un futuro importante.

ZIOLKOWSKI 6,5

Affronta il talento di Camarda (37 anni in due, beati loro) senza timidezze di sorta, disinnescandolo con una prova tosta e concentrata. Più tardi si ritrova davanti il serbo Stulic, forse il primo centravanti toppato da Corvino nella sua vita da formidabile talent scout, cui riserva la stessa sorte toccata al giovane milanista. Ha tempi corretti nell’anticipo, fisicità, carattere, un piede più che discreto. Basta aspettarlo, senza troppa fretta. Anche nei giudizi.

CELIK 6,5

Torna a fare il difensore puro, ma a sinistra, nel reparto massacrato da squalifiche, influenza e Coppa d’Africa. Sulla sua corsia si lanciano a turno, invano, la bestia nera Sottil e il folletto Banda, più tardi un altro fastidioso piccolotto tutto sprint, l’ivoriano N’Dri. Non c’è problema: il turco disinnesca la velocità di un avversario dopo l’altro, concreto e puntuale come nelle giornate più felici.

WESLEY 6,5

Martella l’out destro come sempre, a tratti forse con più frenesia che precisione. Ma la sua spinta è sempre di enorme intensità, ne sa qualcosa il dignitoso dirimpettaio Gallo. Una spina nel fianco per qualsiasi avversario. Andrebbe magari cercato di più sullo scatto, che quando affonda fa sempre male.

KONE’ 6

Duella nelle praterie col cavallone Kaba, accendendo il turbo a cercare varchi nel muro non impenetrabile del Lecce. Se pare spesso imperioso nell’uno contro uno, tende a smarrirsi purtroppo nell’ultimo tocco. Con più sostanza che brillantezza, perde il sanguinoso pallone che al 57’ lancia il Lecce verso Svilar, quando si è ancora sullo 0-1: fortuna che la conclusione finale tocca a Pierotti, del tutto allergico al gol.

PISILLI 6,5

Lanciato titolare, dopo l’inizio vagamente arruffato trova la posizione e comincia a correre e pressare assatanato, spezzando sul nascere l’impostazione di Ramadani e compagni. Segna un gran gol (37’), controllo su lungo lancio di Wesley e destro sull’uscita di Falcone: fuorigioco fischiato da Sacchi e confermato dal Var. Più tardi, in cima a un match di grande sostanza, pennella il cross per il raddoppio di Dovbyk.

EL SHARAAWY 6

Preferito sulla fascia mancina a Tsimikas, e questo dice molto della stima di Gasperini per il greco ex Liverpool, fronteggia con continuità e buona applicazione il portoghese Veiga, esterno di passo e piede dignitoso. Comincia a soffrire alla ripresa, quando nella sua zona si aggiunge la spinta di N’Dri.

TSIMIKAS 6 (per El Sharaawy dal 60’)

Rileva il Faraone in affanno, aiutando Celik nell’inseguimento di N’Dri.

CRISTANTE 7

Il migliore, per continuità e precisione nelle scelte. Se è il solito puntuale metronomo, costante e affidabile nel lavoro di contenimento e di costruzione, stavolta brilla anche salendo in trequarti in fase di possesso, ad affiancare il movimento di Dybala in appoggio a Ferguson. Avvia l’azione del vantaggio con la sventagliata che innesca la magia dell’argentino. Nella ripresa, quando il Lecce accentua la pressione, si abbassa lasciando le avanzate da incursore a Pisilli. Un vero peccato il giallo finale che gli costerà la squalifica per sabato.

DYBALA 6

Si presenta con una punizione moscia come un fico secco, al 5’, ma di lì a poco confeziona un assist per Ferguson che è poesia pura. Subisce un’entrata da killer da Maleh (ammonito), ma si rialza e ricomincia a dipingere con quel sinistro degno di Raffaello. I movimenti sono ancora orfani di intensità, come si vede soprattutto nel secondo tempo, ma il piede resta un incanto, almeno finché il fiato lo sostiene.

SOULE’ s.v. (per Dybala dal 79’)

Preservato in avvio per qualche acciacco, fa respirare Dybala nel finale. 

FERGUSON 7

Il destro con cui fulmina Falcone, al minuto 14, è degno del fantastico suggerimento di Dybala. È un gol da Ferguson prima maniera, come quello segnato sul campo del Celtic un mese fa. Un gol da centravanti vero, il terzo in serie A, in attesa di Raspadori, Zirkzee o quello che sarà. Manca pure il bis non di molto, al 41’, quando Falcone di piede nega il bis alla sua botta radente su bel cross di Celik.

DOVBYK 6,5 (per Ferguson dal 60’)

Altro centravanti forse stimolato dalle manovre di mercato della Roma, peraltro fin qui senza esiti concreti. Sta di fatto che l’ucraino entra e dopo poco più di dieci minuti ritrova la via della rete sul campo che quasi un anno fa lo aveva visto segnare forse il suo più bel gol in giallorosso. La deviazione da bomber d’area sul cross di Pisilli vale il 2-0 della tranquillità, oltre che l’allungo sul Como in classifica. Peccato che un nuovo infortunio muscolare lo tolga di mezzo sul più bello.

ROMANO s.v. (per Dovbyk dall’86’)

L’emozione dell’esordio a 19 anni, per il centrocampista svizzero che, richiestissimo sul mercato, probabilmente andrà presto a giocare altrove.

GASPERINI 7

Brontolone, testardo, anche muto (non parla a fine partita: per evitare uscite al veleno?), ma tecnico vero. I turbamenti per il calcio mercato che non decolla non lo privano evidentemente della concentrazione né della capacità di spingere una squadra decimata al ritorno alla vittoria in trasferta, dopo il brutto rovescio di Bergamo. Nel match pieno di elementi significativi, impressiona soprattutto la tenuta di una difesa che di certo il Gasp non aveva avuto modo di provare per più di mezzo allenamento.

ARBITRO: SACCHI 6

Marchigiano della provincia di Macerata, da cinque arbitro in A, nella vita psicologo (auguri). Proprio nello stadio di via del Mare fu protagonista di un episodio piuttosto spiacevole, due anni fa. Sotto il tunnel che porta in campo, prima di Lecce-Sassuolo, strinse la mano ai suoi collaboratori ma non alla guardalinee Francesca Di Monte, che gliela stava tendendo. Un gesto sessista, e comunque sgarbato, che Sacchi giustificò parlando di un fraintendimento (“Ci eravamo già salutati prima”), senza peraltro evitare il turno di sospensione affibbiatogli dall’Aia. Stavolta saluta tutti, garantendo una direzione tutto sommato onesta.

Categorie:   Pagelle
Tags:   Lecce-Roma

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