Genoa-Roma 2-1: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   8 Marzo 2026

La Roma perde contro il Genoa al Marassi grazie ai gol di Messias e Vitinha, perdendo così terreno nella corsa Champions. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.

SVILAR 5,5

Non gli riescono più miracoli, specie alle spalle di una difesa che ormai non è più di ferro. E finisce lui stesso per smarrirsi in occasione del raddoppio genoano maturato in perfetto copione Oggi le comiche. Con una vera prodezza, allo scadere, riesce almeno a evitare l’onta del 3-1 chiudendo l’angolo a Malinovskyi.

MANCINI 5,5

Subito toccato duro zoppica per un po’ ma non molla. Non è comunque la sua serata: dopo i primi 45’ così così (per tutti) incrocia Colombo, spesso sghembo ma mobilissimo, e la faccenda si complica. Con uno stacco perentorio, partecipa, per quello che serve, al gol del momentaneo pari di Ndicka.

ZIOLKOWSKI s.v. (per Mancini dall’84’)

Prova soprattutto a partecipare all’assedio finale, senza trovare l’incornata-gol in stile Atene.

N’Dicka 6,5

Pareggia il rigore di Messias con il terzo gol di fila, questo realizzato in cima alla serie di carambole aeree messa in moto da un calcio d’angolo. Ma servirà a poco. Serata nera: il giallo rimediato dopo 11’ (fallo su Ekhator) gli farà saltare la delicatissima trasferta di Como.

Celik 5

Preferito a Ghilardi come contro la Juve, gioca di nuovo da centrale di sinistra. Torna sull’altra banda all’uscita di Rensch. Non lascia grandi tracce in una posizione e nemmeno nell’altra.

Vaz s.v. (per celik dall’84’)

Può far poco, in quel finale con scarsissimo senso. Ma ora ripartirà il coro stonato di chi da mesi ormai dice, magari portando sfiga, che non andava comprato.

Rensch 5,5

Non replica, ahinoi, la bella prova di domenica scorsa. Più difensore (si scontra spesso con Ekuban, che De Rossi allarga sulla sua zona) che incursore, fa rimpiangere mille volte l’assenza di Wesley. Che avrebbe giocato sull’altra corsia, ma di sicuro meglio.

GHILARDI 5,5 (per Rensch dal 69’)

Si piazza con apparente efficacia a sinistra, dove purtroppo, assente come il resto della difesa romanista, non riuscirà però a chiudere su Vitinha, smarcato davanti a Svilar dalla perfetta intesa Malinovskyi-Masini per il 2-1 che chiude il match.

PISILLI 6

Gasp gli consegna le chiavi del centrocampo, lasciando in panchina il soldato Cristante. L’inizio è duro, sotto il pressing martellante di un Genoa che ha rinunciato alla tecnica a favore della corsa. Il duello con Masini è tosto, la sua prova (nel secondo tempo da centrale davanti alla difesa) la conferma della sua straordinaria duttilità. Anche dentro un match sbagliato.

Koné 5,5

In partenza pare quasi voler battere il record dei palloni sbagliati da Cristante contro la Juventus. Poi si riprende un po’, senza peraltro trovare mai i break che potrebbero scardinare la barriera alzata da De Rossi a protezione della sua difesa.

Tsimikas 6

Un decoroso compitino di greco, a tamponare Ellertsson e a cercare di dare supporto ai pallidi movimenti di Venturino, finché c’è, quindi ad appoggiare i tentativi offensivi che non trovano lo sbocco che servirebbe.

Pellegrini 5

Triste, solitario y final come un racconto di Soriano. Galleggia sulla corsia destra senza mai trovare sbocchi per sé né tantomeno per Malen. In compenso al 50’ trova il contatto suicida con Ellertsson, che incrocia con imbarazzante sbadataggine nell’area romanista, consegnando al Genoa il rigore che sblocca la partita. Se non siamo ai titoli di coda, come per Dybala e Ferguson, non siamo nemmeno troppo lontani.

EL AYNOAOUI 6 (per Pellegrini dal 55’)

Ci mette sostanza e buona volontà. Più di molti suoi compagni.

VENTURINO 5,5

Preferito a Zaragoza (e all’inizio è già una sorpresa), l’ex senza malizie né veleni fa probabilmente la fine che avrebbe rischiato lo spagnolo, fisicamente in difficoltà contro 190 centimetri di Marcandalli e comunque poco stimolato da una manovra che non decolla. Di certo pare acerbo assai.

CRISTANTE 5,5 (per Venturino dal 46’)

Va ad allargare la manovra, salendo a ridosso dell’area genoana a far sentire Malen meno solo, illudendo tutti di aiutare a venire a capo di una partita sbagliata. Ma è, appunto, soltanto un’illusione.

Malen 6

Abbandonato nel deserto, prova a mettersi in proprio nel primo tempo in un paio di occasioni, producendo gli unici lampi dello scadente primo tempo romanista. Prima fa tremare la difesa rossoblù con uno spunto chiuso a fatica in corner (20’), poi avvia un’azione che prova a chiudere con una spettacolare rovesciata: l’involontario calcio sul testone di Ostigard gli costa un giallo che è lo specchio delle contraddizioni del calcio (40’). Innescato da El Aynaoui segna al 50’ il gran gol del 2 a 1: ma purtroppo per lui e per la Roma è in fuorigioco di mezzo metro. Ostigaard lo marca con spietatezza, la squadra non lo assiste: così non può fare granché, nemmeno nel forcing finale.

GASPERINI 5,5

Non cerca mai alibi (e ne avrebbe parecchi), ma ora dovrà trovare soluzioni. Di certo non è riuscito a liberare la squadra dai postumi dello choc del 3-3 con la Juve. Non tutte le scelte iniziali sono assolutamente comprensibili, ma è nel suo complesso che la Roma sempre più orfana di giocatori d’attacco pare distante dal calcio che ha in mente. Deve essere assolutamente lui, ci mancherebbe, la guida del futuro: ma bisogna dargli altro materiale sul quale lavorare.

ARBITRO: COLOMBO 5

È finita così anche la storia dell’amuleto. A capo di 4 vittorie e 5 pari, arriva la prima sconfitta con lui a fischiare (stavolta a vanvera). Propone un’inquietante somiglianza con il generale Vannacci e, quel che è peggio, si esibisce in una ancora più inquietante serie di sciatterie. Non vede contrasti troppo duri o ancora più spesso li vede a rovescio. E per completare l’opera, in cooperativa con il Var, chiude incomprensibilmente gli occhi sulla parata di Malynokskyi su Konè.

Categorie:   Pagelle

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