Termina 2-1 lo scontro diretto per la Champions tra Como e Roma, con i giallorossi che prima passano in vantaggio e poi si fanno rimontare dai lariani terminando il match in inferiorità numerica. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.
Svilar 5,5
Ormai soffre anche lui, alle spalle di una difesa che da diverse partite ha perso solidità: sette i gol subiti nelle ultime tre di campionato. Sbarra la porta al sinistro di Nico Paz (14’), liberato da un erroraccio di Koné, poi (24’) a quello di Valle. Se lo graziano Ramòn e Nico Paz, terminali sbucati dal frenetico flipper di Fabregas, è imbarazzante, per un portiere della sua classe, il gol che subisce da Douvikas per l’1 a 1. È purtroppo l’inizio della fine. Prova a riprendersi con un buon riflesso sulla botta di Diao (77’), ma torna ad arrendersi al tap-in di Diego Carlos, innescato da una sua respinta corta sul destro di Smolcic.
Ghilardi 5,5
L’assetto scelto inizialmente da Fabregas, che parte con tutte le punte di ruolo in panchina, lo obbliga a sfruttare la qualità dell’anticipo per tamponare i velocissimi puffi che si alternano davanti a lui. Mostra la strapotenza della sua falcata al primo pallone giocato, chiudendo in diagonale su Baturina, poi mura la botta di Caqueret (3’) pochi metri davanti a Svilar. Nella ripresa, cambia tutto, per lui e per la squadra, sotto il forcing lanciato dal Como con
la partecipazione straordinaria dell’arbitro Massa, che con la cacciata di Wesley disegna un’altra partita.
Mancini 5
Torna dopo la squalifica di coppa, scambiando il testimone con Ndicka. Fischiato dai finti snob del Sinigaglia, in ricordo della lite con Fabregas alla fine del match d’andata. Lo stesso Fabregas in avvio non vuole dare punti di riferimento e gli oppone Nico Paz, col sostegno di Caqueret e Baturina. Tutto sommato andrà molto peggio nel secondo tempo, quando il riferimento spunta fuori (il greco Douvikas) e l’esito della sfida si rovescia.
Hermoso 5
Riparte titolare dal primo dopo i tormenti della pubalgia. E per quasi un’ora, dopo un avvio complesso per l’incrocio costante di Baturina e Caqueret, mette in campo tutto il peso della sua esperienza. Ma poi sbaglia clamorosamente il movimento in avanti tenendo in gioco Douvikas in occasione del pari del Como.
ZIOLKOWSKI s.v. (per Hermoso dal 70’)
Entra quando il match ha preso un’altra traiettoria, spinto dalle qualità del Como e dalla diabolica incapacità di Massa. Assiste, in ottima compagnia, al bis di Diego Carlos.
CELIK 5
Riproposto a tutta fascia, dopo due dimenticabili prove da difensore centrale, ripropone la stessa mosceria dell’ultima fase, senza vincere il duello con Valle sull’out destro né trovare uno sbocco che è uno nelle ripartenze. Sarebbe ora di fermarlo per un po’, se esistessero alternative più credibili di Rensch e Tsimikas. Nel dubbio si è fermato lui, per un problema muscolare.
Tsimikas 5 (per Celik dal 70′)
Si presenta per quello che è, tirando al 75’ una punizione di prima (sono ahi noi usciti Pellegrini e Malen) oltre i confini del ridicolo.
Cristante 5
Da Cunha e il consumato Sergi Roberto, 245 partite nel Barcellona, stravincono il confronto a distanza in cabina di regia. Né le cose vanno meglio quando Gasp gli chiede di avanzare il raggio d’azione, nel complicatissimo secondo tempo, a cercare (invano) di dare consistenza a un attacco sparito.
Koné 5
Prova a dimenticare i guai muscolari nel difficile confronto con i folletti di Fabregas. Almeno un grosso errore su un retropassaggio e l’evidente mancanza di esplosività ne macchiano la prova, generosa ma mai brillante nella costruzione e nemmeno nella fase di contenimento.
Wesley 6
Un’incursione in tandem con Malen attorno al minuto 20’ ne mostra tutta la qualità offensiva (sul suo cross, Cristante si vede ribattere la conclusione), ma la sua partita stavolta è tutta in difesa, a guardia della banda dove si lancia in percussione anche Ramòn, difensore giocatore di qualità ma probabilmente antipatico anche ai parenti stretti. Strepitoso nel chiudere su Sergi Roberto al 31’, viene subito ammonito per uno sgambetto a Diao, pessimo cliente del secondo tempo: è quanto basta all’orrido Massa per farlo fuori alla prima occasione (un inesistente fallo sullo stesso senegalese-spagnolo). La sua partita finisce al minuto 64 e purtroppo anche quella della Roma.
Pellegrini 5,5
Rilanciato dal gol del pari a Bologna, si propone pendolo sulla corsia meno amata, provando anche ad attaccare la profondità da ala pura (18’) e recuperando un paio di buoni palloni a metà campo. Malen non lo cerca nell’azione che potrebbe riportare la Roma avanti e lui vede progressivamente spegnersi la luce.
PISILLI 5,5 (per Pellegrini dal 67’)
Entra nel momento più sbagliato, in una Roma sbriciolata dalle assenze, dalla stanchezza e dall’arbitro. In queste condizioni, non basta nemmeno la sua corsa a raddrizzare la rotta smarrita.
El Shaarawy 6
Tirato fuori dalla naftalina come faremo con le magliette tra qualche settimana, brucia in anticipo Diego Carlos al primo scatto nel cuore dell’area del Como (7’): rigore netto anche per Massa, ed è tutto dire. Prima di restare a fiato mozzo, tra rincorse e tentativi di appoggio a Malen, lanciato (non bene) da Koné a inizio ripresa, è fermato da Butez in uscita a terra, dopo un nuovo errore nella costruzione dal basso di Ramòn e soci.
RENSCH 5 (per El Shaarawy dal 55’)
Non sembra trovare la posizione, almeno fino a quando Fabregas non getta nella mischia il dribblomane Jesus Rodriguez e l’olandese si sposta, con scarsissima efficacia, nel ruolo abituale.
Malen 5,5
Fabregas prova a ingabbiarlo tra le sbarre solide di Diego Carlos, Ramòn e Kempf. Ci riesce abbastanza, anche per la lunga solitudine sofferta al solito dal bomber, ma quando arriva l’occasione del rigore non ce n’è per nessuno. La sua esecuzione dal dischetto è non solo perfetta, ma anche totalmente diversa a quella di Napoli: palla radente alla destra di Butez, volato dalla parte opposta. È il settimo sigillo in nove partite con la Roma. Ma poi è inquietante il contropiede che spreca al 61’, sull’impeccabile lancio di Wesley: non scavalca l’uscita sballata di Butez, né – soprattutto – serve a centro area lo smarcatissimo Pellegrini.
VAZ s.v. (per Malen dal 70’)
Rileva Malen affaticato e forse anche avvilito dall’occasione mancata. Fa rimediare subito il giallo a Diego Carlos, ma purtroppo non riesce a fare molto di più.
Gasperini 6
Raschia il fondo del barile, ripescando El Shaarawy e ridisegnando via via una Roma scombiccherata dalle lacune croniche, quanto dalle assenze e dall’arbitro. Undici contro undici, regge il confronto con l’insopportabile Fabregas, al quale alla fine vorrebbe far sentire la mano non solo con una stretta. A fuochi spenti, ricorda con un garbo che non sempre gli appartiene quanto si sia dovuto sacrificare sinora, a fronte di carenze strutturali evidenti, specie in attacco. Purtroppo, lo ammette anche lui, la Roma è arrivata alla fase decisiva della stagione con le gomme a terra e senza ricambi.
ARBITRO: MASSA 5
Sesta sconfitta di fila per la Roma con lui a fischiare. È un killer o un incapace? Fate voi. Anche stavolta, come fa impunito da anni, di certo non legge bene un contrasto neppure per sbaglio, meno che mai quando decide di ridurre la Roma in dieci, inventando uno sgambetto di Wesley su Diao e mettendo la strada del Como, già spianata dalla bravura dei padroni di casa, definitivamente in discesa. È in buona fede? Beh, allora vuol dire che porta sfiga.
