La gara d’andata degli ottavi di finale di Europa League tra Bologna e Roma termina 1-1, rimandando così qualunque verdetto al ritorno all’Olimpico tra sette giorni. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci
Svilar 6,5
Pronto sul tiro-cross di Bernardeschi (37’) e soprattutto sul gran sinistro scagliato dall’ex juventino sotto la traversa quasi allo scadere del primo tempo. Ma nulla può sulla rasoiata mancina di Bernardeschi, smarcato da Rowe al 5’ della ripresa nel deserto della difesa romanista. S’avventa su Pobega a evitare in uscita bassa il raddoppio, poco prima del pari di Pellegrini. Nel finale, trema quando Vidik ne brucia l’avventurosa uscita alta centrando di testa la traversa sul perfetto traversone di Lykogiannis.
Celik 5
Balla la rumba sotto la spinta della catena formata da Rowe, che in estate piaceva anche alla Roma, e da Miranda, esterno mancino affatto disprezzabile. L’attaccante inglese, in cima a decine di scatti e piroette, lo beffa come un pivello al 50’ col controllo che avvia lo slalom tra i romanisti dormienti che assistono al vantaggio del Bologna.
Hermoso 6 (per Celik al 65′)
Rileva il turco stordito e va a sinistra, con Ghilardi spostato sull’altra banda. Non è ancora al top (e si vede quando perde un pallone sanguinoso davanti alla difesa), ma la sua esperienza può servire come il pane a un reparto anche ieri sera poco reattivo e determinato nell’azione del gol di Bernardeschi.
N’Dicka 6,5
Cancella dal campo Castro e poi Dallinga, giocando d’anticipo e rilanciando la manovra con precisione. Sull’1 a 1, al minuto 84, con uno stacco su cross pennellato da Pellegrini cerca l’impresa del quarto gol consecutivo, che stavolta varrebbe addirittura doppio.
Ghilardi 6
Deve fare appello ai muscoli e a tutta la sua aggressività di solidissimo difensore per arginare gli spunti di Bernardeschi, che con la cura-Italiano, a 32 anni, ha recuperato d’incanto la brillantezza delle stagioni alla Fiorentina e alla Juve. Quando può slittare a destra, sulle zolle che preferisce, dalle sue parti non si passa più.
Rensch 5,5
Un po’ meglio in difesa, dove peraltro non è sempre costante nel sostegno al traballante Celik, che in attacco, dove cava dal cilindro solo un lancione per Malen al 54’.
Tsimikas 5,5 (per Rensch dal 58′)
Va a sinistra, restituendo Wesley alla corsia preferita. Di meglio francamente non fa.
El Aynaoui 5,5
Titolare come sempre in coppa, gioca molto basso, risultando più utile nel lavoro di contrasto che in costruzione. Da difensore, sbarra la strada a Rowe che s’era bevuto Celik come un margarita (19’). Da mediano, non trova mai i tempi giusti per giocare d’anticipo su Freuler e compagni e dare il via alle offensive romaniste. Se non recupera la qualità che possiede, rischia di dare ragione a chi lo ha già frettolosamente bocciato.
Pellegrini 6,5 (per El Aynaoui dal 66′)
Strana la vita. A quattro giorni dalla pessima prova di Genova, chiude trionfalmente il primo vero lampo collettivo della Roma in attacco, al 72’, sbattendo in rete l’1 a 1 con rabbia il pallone che gli arriva a capo della splendida intesa Cristante-Malen. Più tardi, disegna un cross-arcobaleno per Ndicka. In una squadra decimata, può servire anche la sua tecnica, in questo finale di stagione tutto da scrivere.
Pisilli 6
Corre per sé e per gli altri, nel complicato confronto con un trio di avversari non proprio scarsi (Ferguson-Freuler-Pobega), finendo inevitabilmente per smarrire lucidità nelle soluzioni finali. Ma non molla mai, tanto meno nel finale che vede la Roma tornare a gestire il risultato con sufficiente solidità.
Wesley 6
Parte stranamente frenato, rimediando un giallo evitabile dopo appena un quarto d’ora. La sfida podistica con Joao Mario e il difficile raddoppio su Bernardeschi gli tolgono forse brillantezza. Produce comunque un gran cross dei suoi (25’), respinto da Skorupski in anticipo su Malen e Cristante. Sembra andar meglio quando può tornare stabilmente a destra, dove peraltro si sacrifica soprattutto da difensore puro, prima su Rowe poi su Cambiaghi.
Cristante 6
Galleggia per un tempo e passa tra centrocampo e attacco a ritmo troppo sincopato, cercando varchi e appoggi per Malen che non arrivano. Arretra nella posizione abituale all’ingresso di Vaz e arriva magicamente al grande anticipo su Joao Mario che innesca l’azione del pari romanista.
Zaragoza 5
Potrebbe (dovrebbe) essere la sua serata. Ma parte subito battendo un calcio d’angolo con inquietante mediocrità (e lanciando il contropiede avversario come successo in Roma-Juve): è, ahinoi, lo specchio di quello che vedremo per 45 minuti. Se Miranda, che salterà il ritorno per squalifica, prova ad azzopparlo al 13’, Malen vorrebbe forse strozzarlo quando lo vede scaricare a lato, con un osceno diagonale, il ghiottissimo pallone che gli allarga (21’). Di lì in poi, non trova posizione né giocate, finendo per spegnersi malinconicamente.
Vaz 6 (per Zaragoza dal 46′)
Il disperato Gasp, lo fa esordire in Europa perché crede nelle sue qualità e probabilmente perché ne ha abbastanza di Zaragoza. Il ragazzino francese ringrazia con 45 minuti di impegno serio e giocate negli spazi che fanno sperare: con buona pace dei gufi, potrà essere prezioso anche lui, al ritorno all’Olimpico e anche nelle ultime dieci di campionato.
Malen 6,5
Abbonato alla solitudine, si batte come un leone, cercando il varco giusto a ogni giocata e confezionando l’assist per Zaragoza, che lo spagnolo spreca banalmente. Toccato duro (troppo) nell’indifferenza dell’arbitro tedesco, ci fa tremare quando dopo un pestone corre a farsi bendare il collo del piede destro. Liberato da un gran lancio di Rensch, accarezza il palo alla destra di Skorupski con un sinistro radente (52’). Poi è Casale (ammonito) a cercare di farlo fuori. Le botte però non lo spaventano e continua a macinare gioco. Al 72’ confeziona con una prodezza tecnica (e reggendo a un possibile fallo da rigore) la giocata giusta per il pari di Pellegrini; quattro minuti dopo vince l’Oscar della jella quando Casale e Lucumi gli sbarrano la via della rete rischiando l’autogol: la palla impattata goffamente dal centrale colombiano va a sbattere sul palo con Skorupski a terra.
Gasperini 6,5
Conta in avvio otto assenze e forse si ritrova a osservare con invidia la panchina di Italiano (Cambiaghi, Odgaard, Dallinga, Orsolini, Dominguez) chiedendosi quanto gli avrebbe fatto comodo disporre di tante alternative in attacco. Lui si fa bastare Malen, getta nella mischia Vaz quando non ne può più di Zaragoza, rilancia per l’ennesima volta Pellegrini e riesce a centrare il miglior risultato delle ultime tre sfide. Ora può concentrarsi sulla delicatissima trasferta di Como e poi preparare il ritorno col Bologna all’Olimpico, magari con un Koné e un Soulé in più.
ARBITRO: JABLONSKI 5
Nella vita fa il bancario a Brema. Si occupa di mutui e prestiti. Se lo fa con le stesse capacità che mostra da arbitro (per informazioni rivolgersi a Malen e compagni), tanti sinceri auguri ai poveretti che vanno a chiedergli un finanziamento.
