Linea Giallorossa è la rubrica quotidiana che vi tiene aggiornati su notizie e approfondimenti degli speaker di Manà Manà Sport Roma.
Aprono il palinsesto Gabriele Conflitti e Marco Valerio Rossomando: “Giuntoli mai stato contattato in maniera ufficiale e lui non è neanche troppo contento che circoli il suo nome in orbita Roma. L’idea di rimettersi in gioco nella Capitale a lui non dispiace. Su di lui anche squadre da Premier e Ligue 1”, dice il primo. “Roma cantiere aperto per il futuro: qualcosa deve cambiare. Difficile pensare di lavorare così”, dice il secondo.
Alle 9:00 è ospite Piero Torri: “Servono i fatti. La Roma dovrebbe avere un’idea precisa ma ho il sospetto che la proprietà navighi molto a vista. Il buono in questa stagione c’è stato. Dagli errori del passato non si è imparato”. E poi: “Gasperini sa che in queste partite si gioca molto”.
Dalle 10:00 alle 14:00 ci tengono compagnia Riccardo Angelini e Daniele Cecchetti: “Magari Gasperini si aspettava di essere più supportato da Ranieri“, dice quest’ultimo. Alle 11:00 è ospite Matteo De Santis de La Stampa: “Deve essere la società a decidere chi è l’allenatore, chi il Direttore”. E ancora: “Quest’estate, in assenza di Champions, qualche sacrificio verrà fatto. Ad aprile Gasperini lancia dei messaggi”.
Alle ore 12:00 è ospite Marco Juric di Repubblica: “Cambi radicali di formazione con il Pisa non me li aspetto. Per pareggiare o perdere la Roma dovrebbe staccare il cervello”. E poi: “Entro il 30 giugno si prova a chiudere delle plusvalenze importanti. La speranza della Roma è sacrificare un solo giocatore. Attenzione alla situazione legata a Pisilli”.
Alle 13 torna, come di consueto, l’Angolo del Fuoriclasse con Riccardo Trevisani, che analizza la situazione del calcio italiano tracciando un parallelo con il post match di Champions League: “Chi prova a vincere non ha paura di perdere. In Italia, invece, il livello di pressione è tale da spingerti prima di tutto a non perdere, finendo però per dimenticare molti aspetti fondamentali. È una questione di mentalità, e in questo stiamo sbagliando tutti. Per me è tutto da rivedere: a partire dalle dirigenze, passando per allenatori e calciatori, fino ad arrivare ai giornalisti”. Sul possibile recupero di Dybala aggiunge: “Sinceramente ho smesso di aspettarmi qualcosa”. Infine, sulla sfida tra Roma e Pisa: “Metterei Vaz dal primo minuto per aiutare Malen”.
Alle 14 torna la trasmissione con i consueti protagonisti: Peppe Lomonaco, Stefano Petrucci e Giulio Cerza.
Il primo collegamento è con il giornalista di Sky Sport, Angelo Mangiante, che apre commentando il KO della Roma al Meazza: “Ennesima conferma di una fragilità nel DNA della Roma. Bisogna aggiungere una dose di giusta mentalità”. Sulla situazione attuale: “Dopo la Juve hai vinto una sola partita, questo significa che devono cambiare tante cose”. Riguardo alla possibile rivoluzione annunciata a Trigoria: “È impossibile: è sbagliata sia nel metodo che nella sostanza. Dichiarazioni di questo tipo vanno fatte mettendoci la faccia”. Sui rinnovi congelati: “Mi sorprenderebbe non vedere Mancini e Cristante in rosa il prossimo anno. A Gasperini servono”.
Pronto a intervenire alle 15, Filippo Biafora che si esprime sulla possibile rinuncia alla Conference League: “È un’ipotesi che, dopo la gara con l’Inter, sta prendendo sempre più piede: difficile, ma non impossibile. Non mi sento di escluderla del tutto, anche se le coppe europee hanno spesso portato fortuna alla Roma.” Su Dybala: “La visita a Villa Stuart è andata bene, la scadenza dei 45 giorni per il rientro scade intorno al 20 Aprile”.
Ad impreziosire il palinsesto pomeridiano ci pensa anche Andrea Di Caro de Il Corriere della Sera: “Negli ultimi 3 anni la Roma ha ingaggiato 36 calciatori, di questi quelli divenuti titolari si contano sulle dita di una mano. Giocano sempre i soliti perché molti acquisiti si sono rivelati sbagliati. Non mi fiderei di Massara per una rivoluzione“.
Alle 19, nell’ultima ora della trasmissione condotta da Nisi e Torri, arriva anche Sandro Sabatini di SportMediaset: “Non mi è piaciuto il trattamento di San Siro nei riguardi di Gasperini, le parole hanno un peso. Conte sarebbe la scelta migliore per la Nazionale, anche se l’autocandidatura non mi ha fatto impazzire“.
