Le pagelle sono una vecchia vicenda, coloro che hanno la pazienza di seguirmi sanno che vi annoio da anni con i miei voti. Ritengo che affidare una matita rossa e blu, come si faceva una volta con un giornalista o presunto tale, sia un po’ come vestire un italiano con una divisa. Ci si sente improvvisamente travolti da chissà quale responsabilità. Si sale in cattedra, si esprimono giudizi che molto spesso rispecchiano la scarsissima competenza e voglia di approfondire i problemi che caratterizzano la mia nefasta categoria.
Mi diverto a sfottere spesso quelli che chiamo i pagellanti, un esercito di persone che spesso orecchia giudizi qua e là, non essendo minimamente in grado di esprimerne uno proprio. Ma partiamo con le pagelle dell’anno.
Ranieri
C’è un protagonista assoluto, un uomo dei sogni, che credo francamente sia nel cuore di tutti quanti i tifosi della Roma. Parliamo ovviamente di Ranieri, arrivato a metà novembre del 2024 per scrivere il terzo capitolo di una storia incredibile, la sua storia, e il suo rapporto con la Roma, che è nato da calciatore e poi si è sviluppato attraverso alcuni passaggi della sua formidabile carriera di allenatore.
Ranieri ha riacceso una speranza, ha rivitalizzato una squadra. L’ha portata ai margini della zona Champions League, quella stessa competizione che la Roma di Gasperini adesso sta cercando faticosamente di conquistare per la prossima stagione. Sarebbe formidabile, soprattutto dal punto di vista economico, il ritorno nella Coppa che più conta. Ranieri l’ha sfiorata, ha comunque rigenerato un entusiasmo, ha riportato una fiducia nella squadra e ha soprattutto impostato con la nuova veste di dirigente il lavoro del suo successore. È stato talmente nobile che ancora una volta si è fatto da parte quando i Friedkin hanno provato a convincerlo a prolungare il suo contratto da allenatore della Roma. Ha detto con grande equilibrio e grande onestà intellettuale di non ritenersi un progetto per il futuro. Preferisce questo ruolo di dirigente, ed è l’uomo che ha scelto, Gasperini, che rappresenta in qualche modo il futuro.
Gasperini
Gasperini è il secondo voto che voglio assegnare in questa rapida rincorsa nei 12 mesi che ci stiamo per lasciare alle spalle. Io a Gasperini do un voto intorno all’otto e mezzo. É un grande tecnico che ha riportato indubbiamente una metodologia di lavoro importante a Trigoria, ha cementato una squadra che aveva ereditato con uno spirito di gruppo molto importante grazie al grande lavoro svolto da Ranieri, e soprattutto le ha dato un’identità. Quest’ultima è ancora incompleta. Perché la squadra è incompleta, così come il mercato è stato incompleto. Vedremo quello che potrà accadere a gennaio, ma indubbiamente il lavoro di Gasperini è quello dettato dalla classifica.
16 giornate, quarto posto, purtroppo con un vantaggio minimo adesso sulla Juventus. La prospettiva rimane comunque interessante, e non possiamo dimenticarci che per 7-8 giornate la Roma è stata addirittura prima quando si riteneva che questo club non potesse competere per un posto in Champions League.
Svilar
Passando ai calciatori, penso che non si possa non segnare un grande voto, direi un 9, a Mile Svilar. Portiere straordinario, a paletti il migliore del campionato, uno dei più grandi in Europa. Speriamo di potercelo tenere stretto chissà fino a quanto. Molto dipenderà anche da questo dannato imbuto, questa sorte di forca caudina che è il fair play finanziario. Vedremo quello che accadrà. Per ora possiamo godercelo. Come ha detto Capello, vale quanto un bomber, ed effettivamente, le parate di Svilar valgono come i gol degli attaccanti. Attaccanti che purtroppo fino adesso hanno fatto cilecca.
Dybala
Passando proprio dal lato opposto, la prima insufficienza di questa stagione, paradossalmente, va data al giocatore più importante tecnicamente che la Roma può ancora vantare. Parliamo di Paulo Dybala. Non si può andare oltre il 5 per un giocatore con problemi che si stanno in qualche modo cronicizzando. Situazioni sempre più complicate anche a livello di recupero fanno si che il giocatore è nella condizione che abbiamo visto, purtroppo, anche a Torino. Calciatore dal piede divino, ma minato nel fisico, nei muscoli, da problemi che ormai si protraggono da anni. La sua è stata un’avventura che veramente ha regalato un sogno alla tifoseria giallorossa. Molti erano presenti, ma chi non si è sentito accanto a quel Colosseo Quadrato, con Dybala a festa in un’estate stupenda, che veramente ha fatto ipotizzare chissà quali trionfi legati a un talento formidabile come pochi.
È una vicenda che si sta concludendo e mi auguro che lo si faccia al meglio. Se dovessi chiedere un regalo a questo Natale, e anche all’anno prossimo, sarebbe quello di rivedere perlomeno gli ultimi spiccioli di un Dybala straordinario, che purtroppo da troppo tempo non abbiamo visto più.
Soulé
Tornando a voti più che positivi, penso che possa ottenere una pagella abbastanza abbondante, direi tra l’8 e il 7,5 per il giocatore più interessante tra quelli acquistati lo scorso anno. Parliamo di Soulé, che ha probabilmente ancora il limite di soffrire un po’ quando c’è da alzare l’asticella, ma rimane un giocatore interessantissimo. È quello che segna di più, ha segnato tanto lo scorso anno, pur non giocando sempre da titolare inamovibile e sta segnando tanto anche quest’anno. É il capocannoniere della Roma, e questo dice tutto sul rendimento di quelli che sono gli attaccanti veri, ma è un giocatore che indubbiamente, anche come prospettiva, non può non essere considerato un grande protagonista.
Wesley
Al fianco di Soulé, per voto, c’è l’ultimo arrivato. Parlo ovviamente di Wesley. Un giocatore straordinario, fortemente voluto da Gasperini. Dopo cinque mesi di stagione su di lui ci sono già squadre importantissime che si sono già interessate al cartellino di questo formidabile giocatore. Anche in questo caso facciamo gli scongiuri. Wesley a volte sembra giocare e scendere in campo con la motocicletta, mentre tutti gli altri comuni mortali vanno a piedi.
Mancini e Cristante
Un voto importante va dato anche a quella che possiamo chiamare la vecchia guardia. Anche qui siamo generosi, un 7/7,5 ovviamente a Mancini e a Cristante, rinati con la cura Gasperini. Giocatori sui quali forse lo stesso Gasperini aveva qualche perplessità, ma che hanno indubbiamente contribuito a questo cammino molto interessante della Roma, almeno fino a Torino.
N’Dicka
Stesso voto per un giocatore meno veterano di Cristante e Mancini, parlo di N’Dicka. Un giocatore indistruttibile, che mi auguro la Roma non rimpianga troppo in questo mese, che lo vedrà lontano per la Coppa d’Africa, perché è un giocatore che non salta una partita e raramente la sbaglia in modo clamoroso.
Koné
Un giudizio importante deve essere riservato assolutamente anche a Koné. Giocatore del quale ormai sapete tutto, morte e miracoli, oltre ai limiti che possono essergli attribuiti. Se avesse il tiro e le soluzioni balistiche di Nainggolan sarebbe uno dei centrocampisti più forti del mondo. Sembra negato assolutamente alla conclusione. Questo è un limite per un giocatore di quella qualità e forza. Rimane il fatto che è l’emblema di una squadra che ha trovato finalmente la fisicità che De Rossi tanto invidiava e che sarebbe piaciuta da matti anche al suo predecessore Mourinho e che, in assoluto, fa molto comodo anche a Gasperini. Vogliamo chiedere un regalo anche in questo caso? Qualche gol o, quantomeno, il tentativo di segnarlo, perché abbiamo la sensazione che Koné si sia un po’ rassegnato a questo ruolo di giocatore straordinario fino a quelli che sono i limiti dell’area avversaria, come se oltre ci fossero le colonne d’Ercole. In realtà c’è un mondo. e questo mondo Koné dovrebbe assolutamente provare a esplorarlo.
Dovbyk
Accomuno in una insufficienza piena tutti gli attaccanti che si sono succeduti in questo anno. Partiamo dallo stesso Dovbyk, che nella prima parte dell’anno fa un percorso decoroso, ma comunque senza riuscire mai a segnare un gol contro un’avversaria di quelle che contano. E comunque sempre dando la sensazione di avere limiti tecnici e caratteriali che sono imbarazzanti. Un giocatore che è costato molto e che ha avuto legittimamente delle aspettative così importanti a suo carico, perché veniva con l’etichetta di capocannoniere di un campionato spettacolare come quello della Liga Spagnola.
Purtroppo la storia di Dovbyk la conoscete, ha condito la stagione così così dello scorso anno con un infortunio nelle ultime partite, quando si sperava che finalmente potesse provare a spiccare Il volo. Quest’anno si è riproposto nella versione peggiore della stagione precedente, e tra l’altro, con un infortunio molto delicato che l’ha tirato fuori proprio nel momento in cui sarebbe servita come il pane la sua fisicità. Chiunque si è affacciato nel ruolo di attaccante ha mostrato dei limiti. Sappiamo che la Roma non è una squadra completa, e che proprio in quel reparto Gasperini aveva chiesto molto più. Anche in questo ci auguriamo che i regali arrivino sul serio, vogliamo veramente vedere finalmente dei giocatori che siano un po’ più in linea con le richieste dell’allenatore.
Angeliño e gli altri
Un voto di grande incoraggiamento bisogna darlo ad Angeliño, anche per il piccolo grande dramma sportivo che ha vissuto, con un problema molto serio che lo ha bloccato per dei mesi, e che solamente ora lo sta vedendo faticosamente tornare alle posizioni precedenti.
Penso anche all’abnegazione, non sempre affiancata anche dalla qualità oggettiva del rendimento, di El Shaarawy, che è comunque sempre molto utile.
Da considerare anche la rinascita di Hermoso, che è un regalo di Gasperini fatto alla Roma, visto che era un giocatore considerato finito.
Spero che l’anno prossimo regali qualcosa di più a Pisilli, a cui non do voti, se non in prospettiva. Credo che sia un giocatore molto importante e mi auguro che riesca finalmente ad avere l’occasione per dimostrarlo nella Roma.
Friedkin e la dirigenza
Non ho voglia di dare voto a Dan Friedkin, in questo caso i voti li darà la storia. Per ora la sua vicenda ai vertici della Roma vede un grande dispiego di mezzi e una scarsissima raccolta di risultati. Se togliamo la Conference, in questi anni, molto poco è stato raggiunto dalla società, che è la più ricca nella storia del nostro club.
Passiamo al resto della dirigenza. A Massara, visto che è sulla bocca di tutti, il voto lo daranno le prossime sessioni di mercato. Quella di gennaio e ancora di più quella di giugno prossimo. É chiaro che quando devi operare senza soldi e devi lavorare sui prestiti, è difficile trovare i fenomeni. Si può arrivare a profili di giocatori a volte arrivati al lumicino, anche come carriera. Noi ci siamo portati avanti col lavoro anche prima che arrivasse Massara, pensate agli ingaggi di Wijnaldum, Renato Sanches e di altri giocatori che non hanno lasciato traccia.
Quest’anno con Bailey, non dico che si è toccato il fondo ma quasi. I giocatori che sono arrivati in estate dalla Premier sono stati pressoché un disastro, compreso anche il giovane Ferguson, un altro che non arriva purtroppo alla sufficienza, pur essendo tra gli attaccanti quello che ha espresso un po’ di più.
Per il resto non mi va di infierire, è Natale, voglio provare ad essere buono, anche se non lo sono affatto per natura. Quindi lascio stare Ghisolfi, penso che il voto se lo sia dato da solo. Tanti auguri per la sua avventura lontano da queste latitudini, che ha dimostrato di non poter frequentare per competenza tecnica, ma soprattutto per la debolezza, per il carattere e per la mancanza di personalità che la Roma ha finito per pagare.
Il 10 e lode
Lascio infine il voto più importante, il 10 e lode, quello che una volta si dava veramente all’élite di chi veniva giudicato, al pubblico della Roma. Quindi anche a voi che, indirettamente, ci ascoltate. Non soltanto per i sold-out, non soltanto per l’entusiasmo, che non è mai mancato anche nei momenti meno felici, ma proprio per la costanza, per la passione, per lo stesso stimolo che ci date con idee che non sempre combaciano con le nostre. É un orgoglio per noi poterci rivolgere a una platea così piena di interesse, di passione, per tanti versi di competenza e di conoscenza.
È bello mettersi davanti a un microfono e sapere che dall’altra parte c’è chi è in grado di confrontarsi, non soltanto sulle cose che si vedono sul campo, ma anche per una passione che ci accomuna tutti. La passione per la Roma è uguale e ognuno la esprime a modo suo, ma è fantastico poter avere questo questo tipo di interlocuzione con voi. Ed è a voi che do il voto più alto e che formulo l’augurio veramente più sentito per un finale di anno fantastico. Un 2026 che spero sia all’altezza delle vostre aspirazioni, dei vostri sogni, dei vostri desideri, che faccia stare un po’ meglio chi magari quest’anno lo ha vissuto in maniera poco felice. Soprattutto spero che ci aiuti a ritrovarci a giugno di fronte a un traguardo che per la Roma deve essere un trampolino di lancio verso un futuro ancora più radioso. Buon Natale e grazie.
