Durante la trasmissione di Daniele Cecchetti e Matteo Cirulli è intervenuto Iacopo Volpi che ha parlato della gara di ieri sera tra Bosnia e Italia e dei problemi che affliggono il calcio italiano.
Di seguito le sue parole: “Parlando del discorso tecnico l’Italia è una squadra debole che ha faticato anche nei quaranta minuti di partità numerica. Concettualmente è sbagliato il rapporto tra nazionale e mondo del calcio ma negli ultimi anni la Nazionale è diventata un fastidio. Gattuso ha avuto i giocatori tra domenica notte e lunedì, erano tutti acciaccati. Non sono stati capaci a fargli fare uno stage e a fermare il campionato una settimana. Credo Gravina sia un ottimo dirigente ma è arrivato il momento di dimettersi”.
Le nazionali minori stanno facendo molto bene: c’è un problema nel passaggio tra Under 21 e nazionale maggiore?
“In Serie A non gioca nessuno, i ragazzi vanno fatti giocare. Baldini, l’allenatore dell’under 21 è bravissimo, insegna a vivere oltre a fare calcio ma non è possibile non fare nulla per 4 mesi e con un campionato a meno squadre si sarebbe riuscito a fare una preparazione come si deve, come successo ai tempi di Arrigo Sacchi. Decidiamo chi deve pagare il conto ma non si possono definire dilettanti degli atleti che guadagnano 800,000 euro l’anno. Il CONI nel corso degli anni ha fatto un grandissimo lavoro ma il calcio è un mondo a se stante. Negli altri sport viene fatto un lavoro di vicinanza con gli atleti, nel calcio la Lega è infastidita dalla Federazione. Gattuso ha visto arrivare giocatori cotti, mezzi infortunati. Non è possibile che nessuno si assuma le responsabilità: Abete e Prandelli dopo l’eliminazione nel girone nel 2014 si dimisero subito. Credo che Gravina abbia detto negli spogliatoi a Gattuso e Buffon di andare avanti fino a Giugno. Gattuso ha colpe zero, indipendentemente dalle formazioni schierate o dai convocati“.
Possibile ci sia un problema che attraversa varie generazioni?
“Nel 2006 si vince il mondiale grazie a giocatori di qualità e grande carisma, pur non giocando gare bellissime. Oggi gioca titolare un calciatore che gioca in Arabia. Sulla base c’è un discorso sociale, nelle scuola calcio si pagano 800 euro, con 2/3 figli non se lo possono permettere tutti. Spesso vengono scartati giocatori che non hanno un gran fisico, non ci sono più grandi maestri di tecnica, parlano tutti di tattica. Inoltre in Serie A ci sono partite che non si possono vedere, già a 18 squadre si potrebbero fare più prove con la Nazionale durante l’anno, aiutando il CT”.
L’Inter tra andata e ritorno prende 5 gol dal Bodo, l’Atalanta 10 dal Bayern Monaco, il Napoli campione d’Italia in carica fa meno punti del Qarabag…
“Questo significa andare a giocare a livello internazionale, ci sono calciatori che a un certo livello non sono pronti”.
