I dieci gol più belli della Roma nel 2025

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   26 Dicembre 2025

Una volta, Alex Del Piero disse: “Esiste, naturalmente, la bellezza del gol. Un gol bello di per sé, e un gol che diventa bello perché utile, necessario. In questo senso si potrebbe dire che tutti i gol sono belli, ma qualcuno di più”.

L’ex numero 10 della Juventus sottolinea così una caratteristica importante del calcio, ciò che lo distingue dagli altri sport: il basso punteggio. È da qui che nasce la necessità di ricerca del dettaglio, di ciò che ti permette di avere la meglio sull’avversario: un calcio piazzato, la giocata provata e riprovata in allenamento durante la settimana, o la sorte che decide per un autogol al 90’ per guadagnare tre insperati punti in classifica, o magari passare al turno successivo in Coppa.

È tutto sintetizzato in una parola: gol. La stessa parola che urliamo tutti quando la rete si gonfia (qui a Roma in realtà diciamo “GO”, ma il concetto vale lo stesso). Una singola parola in grado di spiegare tutto. Prima di essa, però, c’è il fatto: prima del gol c’è il gesto tecnico. E questo può essere più o meno cercato, più o meno fortunato.

Il viaggio che percorreremo insieme premia i migliori gol della Roma nel 2025, in ordine cronologico, così da avere un quadro più preciso di questo anno a tinte giallorosse.

Prima di iniziare, concedetemi un’ultima citazione, questa volta da uno dei libri più iconici legati al mondo del calcio, Febbre a 90° di Nick Hornby.

“I gol hanno quel valore della rarità che i punti e i set non hanno, e quindi ci sarà sempre quel fremito, il fremito di vedere qualcuno fare qualcosa che può essere fatto solo tre o quattro volte in tutta una partita se sei fortunato, neanche una se non lo sei”.

Pellegrini al derby – 5 gennaio 2025


Il nostro cammino inizia il 5 gennaio 2025. All’Olimpico va in scena Roma-Lazio, il Derby della Capitale. Oltre a riaffermare per un’altra volta la supremazia cittadina (mai messa in dubbio), i giallorossi vogliono recuperare punti in classifica ai rivali storici: prima del calcio d’inizio il divario segna un inquietante +15 per i biancocelesti. Si sfidano la quinta contro la decima in Serie A, risultato figlio del disastroso (si fa per dire) lavoro di Juric a inizio stagione.

Al posto del tecnico croato, esonerato il 10 novembre 2024, siede sulla panchina della Roma Claudio Ranieri, vero e proprio specialista delle stracittadine. Il testaccino ha già caricato i tifosi della Roma il primo gennaio, quando al Tre Fontane una calca giallorossa ha riempito d’amore la squadra per il primo allenamento del 2025.

“Faremo di tutto affinché voi siate orgogliosi di noi” aveva affermato Ranieri. Parole profetiche, a 24 ore dall’Epifania. Questa volta, però, non saranno Melchiorre, Gaspare e Baldassarre a portare i doni a Gesù Bambino, ma Ranieri, Pellegrini e Saelemaekers a regalare gioia ai tifosi romanisti (o il carbone alla Lazio, uscendo dal paragone biblico ed entrando in quello pagano).

È proprio la rete del capitano il primo splendido dono dell’anno. Siamo al decimo minuto, N’Dicka cerca col lancio lungo la sponda di Dovbyk, che di petto serve Pellegrini. Il numero sette supera il pressing di Rovella con un colpo al volo elegante per Dybala, che dopo due tocchi serve Saelemaekers sulla fascia. Arrivato sulla trequarti, il belga passa la sfera a Pellegrini nella zona della lunetta.

Qui il tempo sembra fermarsi: il capitano giallorosso non ha mai segnato sotto la Curva Sud in un derby. Ne ha fatti di gol contro la Lazio, reti di pregevole fattura, ma sempre “davanti agli altri”.

Allora sarebbe facile tirare di prima, ma Pellegrini sceglie la via più complicata, quella esteticamente più appagante: finta di tiro per mandare in contro tempo due difensori, e pennellata con il destro. Una parabola perfetta supera Provedel e porta la Roma in vantaggio. L’ennesima perla “anti-lazio” di Pellegrini (citando la scenografia della Curva Sud), ancora una volta, davanti a loro.

Il derby si chiuderà con la rete di Saelemaekers a sancire un’altra volta la supremazia giallorossa. Ma, piccolo spoiler, questa è solo la prima stracittadina della classifica.

Angeliño contro il Napoli – 3 febbraio 2025

Facciamo un salto in avanti di un mese e giungiamo al 3 febbraio 2025. All’Olimpico sbarca il Napoli di Conte che sta lottando testa a testa con l’Inter per lo Scudetto.

Da un lato i partenopei arrivano da 7 vittorie consecutive, dall’altro il fortino casalingo sorride alla squadra di Ranieri con 8 vittorie di fila tra le mura domestiche. La gara d’andata al Maradona è terminata 1-0 grazie al gol dell’ex di Lukaku, al primo match di Ranieri dopo l’esonero di Juric.

Il ritorno sembra poter procedere allo stesso modo: la squadra allenata da Conte, sospinta dall’opportunità di staccare l’Inter, visto il pareggio dei nerazzurri nel derby di Milano, passa in vantaggio con il gol alla mezz’ora di Spinazzola, altro ex giallorosso.

Ennesima tassa da pagare dai tifosi romanisti, ormai rassegnati a quello che sembra un girone dantesco. Angeliño, però, si veste da Virgilio, e con un gol nei minuti di recupero, permette alle anime giallorosse di trascendere dall’Inferno al Purgatorio, di passare dalla sconfitta al pareggio.

Siamo al 92’, il forcing della Roma parte da Saelemaekers, che sulla fascia destra (guardando la partita dalla Monte Mario) scambia con Soulé. Il belga entra in area e a testa bassa cerca un cross insperato, che risulta perfetto per Angeliño. Il terzino spagnolo aveva chiesto il pallone sulla profondità, ma vedendo la traiettoria del cross decide di compiere due passi indietro, complice anche l’assenza di marcatura.

E così, come nel giorno della marmotta, Angeliño si trova di nuovo su quella mattonella, dove, tre giorni prima, in Europa League con l’Eintracht Francoforte, aveva realizzato il suo primo gol ufficiale con la maglia della Roma: defilato sul palo opposto al cross, pronto a colpire al volo col suo sinistro. Questa volta, però, è leggermente più distante, il che rende l’esecuzione ancora più difficile.

La coordinazione e il tiro sembrano usciti da un’illustrazione dell’album di Calciatori Panini: il pallone non tocca terra e, colpito al volo, disegna una traiettoria secca rasoterra che si infila nell’angolino basso. L’Olimpico esplode di gioia, conscio di essere riuscito nell’impresa di fermare una corazzata che vincerà qualche mese dopo il secondo Scudetto in tre anni; ma soprattutto, convinto di poter dire ancora qualcosa in un campionato che, prima del ritorno di Ranieri, sembrava finito a novembre.

Soulé contro il Parma – 16 febbraio 2025

Come detto in apertura, le vie del gol sono tante, e la rete può arrivare anche da un gesto tecnico non cercato, con un colpo di fortuna e uno di genio. Cosa accadrebbe, allora, se il gol arrivasse da una decisione stravolta?
È il destino di questo terzo gol giallorosso, in questa classifica per la prima volta lontano dall’Olimpico. All’Ennio Tardini, a 468km da casa, si gioca Parma-Roma, 25° giornata di Serie A.

La serata di metà febbraio si concluderà come tante gare giocate (e vinte) dalla squadra di Ranieri nella seconda metà di stagione: i giallorossi batteranno gli avversari per 1-0. Questa sicuramente non è una notizia (vedendo anche il percorso dei giallorossi nella stagione corrente), ma quella che certamente lo è stata (e spettacolo) è l’acquisto estivo della Roma, un ragazzo che pian piano inizia a prendersi la scena, e a dare ragione a tutti quei tifosi che il 28 luglio 2024 si sono presentati a Fiumicino per il suo arrivo: Matias Soulé.

Con il contributo di Ranieri, l’argentino è riuscito ad evolversi calcisticamente, svestendo i panni dell’individualista per giocare sempre più come uomo di squadra. Se c’è una sua caratteristica, però, che è sempre stata sotto gli occhi di tutti è la sua tecnica cristallina. La mente, così, va subito al primo gol con la maglia della Roma, quel tocco di tacco col Verona in una serata buia che ha visto i giallorossi sconfitti per 3-2.

È forse proprio per questo infausto particolare che le divinità calcistiche hanno deciso di guardare questo Parma-Roma, di mettere una mano sulla spalla di “Mati”, e di regalargli un ricordo meno grigio.

Siamo al 28’, la partita è bloccata sullo 0-0. Nel giro palla Paredes passa a Shomurodov: l’uzbeko, con un ottimo guizzo, serve proprio Soulè tra le linee, che ha un’occasione ghiotta per fiondarsi verso l’area di rigore. Leoni non gli sta dietro e per fermarlo non può che intervenire con un fallo. L’arbitro Chiffi non ha dubbi: calcio di rigore e ammonizione al centrale del Parma.

Le divinità del calcio non ci stanno: il rigore, con molta probabilità, sarebbe stato di competenza di Paredes, ma oggi non è il suo turno. Il direttore di gara viene corretto dal Var sul reale punto di contatto. Decisione ribaltata, calcio di punizione dal limite e rosso per Leoni.

Sul pallone va comunque Paredes, con Soulè che si sistema al suo fianco. Da quella posizione è congruo aspettarsi il colpo di un destro a superare la barriera. Ma, come sappiamo, i piani divini sono altri.

Al fischio dell’arbitro, Paredes rimane fermo. A prendere la rincorsa è il 18 giallorosso, che con il suo sinistro frusta il pallone. La traiettoria sembra, allo stesso tempo, veloce e lentissima: una piuma con la rapidità di un colpo di pistola. Un bacio al palo, forse è quello il tocco più evidente del divino, prima che la palla finisca tra le maglie della rete. Soulé ha un nuovo gol più bello, ancora di più del primo. Sicuramente di più perché con questo può finalmente esultare e, soprattutto, portare a casa i tre punti.

La Doppietta di Dybala contro il Porto – 20 febbraio 2025

Per il prossimo “quadro” devo prendermi una licenza, perché non parlerò di un singolo gol, ma di una doppietta. Ci sono partite che racconteremo ai nostri nipotini quando saremo vecchi. Allo stesso modo, ci sono prestazioni individuali che elevano il singolo dal gruppo.

Cerco di spiegarmi meglio: in Roma-Porto del 20 febbraio c’è Paulo Dybala, e poi tutto il resto scompare. Nella bolgia dell’Olimpico, i giallorossi affrontano i portoghesi nello spareggio di Europa League, alla caccia di una qualificazione agli ottavi di finale di una coppa che più volte ha regalato partite spettacolari ai tifosi romanisti.

L’andata è terminata 1-1 e, come se questa non si fosse giocata, si decide tutto al ritorno nella Capitale. Questa volta, però, non sembra iniziare bene: il Porto passa in vantaggio al 26’. Ma poi qualcosa sembra improvvisamente accendersi: quella scintilla è Paulo Dybala.

Passano 8 minuti: la Joya serve Shomurodov, che gli restituisce immediatamente il pallone. Il numero 21, al limite dell’area, decide di mettersi in proprio, fregandosene degli avversari. Il pregio del giocatore che abbiamo invidiato per anni alla Juventus e apprezzato quando ha mosso i primi passi in Serie A con il Palermo si vede tutto in questo gol: slalom tra le gambe dei difensori del Porto e tocco d’esterno a insaccare il pallone in rete, che supera un attonito Diogo Costa e così riporta il risultato in parità.

Niente male come primo gol stagionale in Europa League, ma perché fermarsi a uno solo? Lo abbiamo detto prima, molto spesso le notti europee all’Olimpico sono speciali: tre minuti dopo, Dybala sceglie Koné come co-protagonista. Il francese deve solo servire il 21 all’interno dell’area di rigore. Il resto è appannaggio della Joya: finta di corpo sulla destra, pallone spostato quel tanto che basta sulla sinistra per liberare un tiro violento sul primo palo. La sfera ribalza, la traiettoria per Diogo Costa è inaspettata, e non può che arrendersi alla perfezione della partita di Dybala. Alla scintilla che è diventata fuoco.

Dovbyk contro il lecce — 28 marzo 2025

Cosa si intende per gol da “centravanti vero”? Un tap-in in area di rigore? Una girata verso la porta tra due difensori avversari? Quello a cui pensiamo, prima di tutto, è un gol caratterizzato da cattiveria agonistica, strapotere fisico e senso della porta. Bene, ciascuna di queste definizioni non è mai stata affibbiata ad Artem Dovbyk sino ad ora nella sua esperienza nella Capitale. Arrivato in estate come “Pichichi”, ovvero come capocannoniere della Liga, l’ucraino non ha mai scaldato i cuori dei romanisti con prestazioni “da vero centravanti”, e ha rischiato più volte il posto a discapito di Shomurodov.

Tutto ciò prima del 29 marzo. Al Via del Mare di Lecce, i salentini ospitano la Roma nella 30° giornata di campionato. Una partita che, sin dal via, sembra stregata da entrambe le parti. Sia i padroni di casa sia gli ospiti sprecano occasioni su occasioni, senza trovare la via del gol. Servirebbe proprio un gol da supereroe, ma dove trovarlo?

Il Gol-Segnale viene lanciato da Cristante, che calcia il pallone in aria da centrocampo alla ricerca di una punta. Ed è proprio ora che arriva il nostro superuomo. Un mix tra la forza fisica di Hulk e l’agilità di Spiderman invade il corpo di Artem Dovbyk: prima vince il corpo a corpo con Baschirotto (il Thanos di questa metafora fumettistica) e poi ubriaca di finte Gaspar all’interno dell’area di rigore. Una conclusione di sinistro spiazza, infine, Falcone e così arriva il gol di quello che sarà il finale 1-0. Dovbyk decide di non esultare, ma, almeno per questa volta, tutte le definizioni di gol da centravanti vero può cucirsele addosso, come la tuta di un supereroe.

Soulé al derby – 13 aprile 2025

Secondo Vaas Montenegro, celebre cattivo di Far Cry 3, videogioco di casa Ubisoft, la follia è “fare e rifare la stessa cosa, aspettandosi un cambiamento”. Una citazione che, nel mondo calcistico e più distintamente in quello romanista, si potrebbe accostare a moltissime cose. Nella storia di questo gol, in particolare a due: i derby della Capitale di Ranieri e i gol da fuori area di Soulè. Cosa succede quando le due cose si uniscono? Cosa succede se le cose non cambiassero mai?

13 aprile 2025, Lazio-Roma, ultimo derby di Sir Claudio da allenatore. Colui che non ha mai perso una stracittadina da allenatore giallorosso è deciso a chiudere nel miglior modo possibile. Il primo gol raccontato era quello di Pellegrini nella partita di andata, quando la Roma si trovava sotto di 15 punti. Bene, prima del fischio d’inizio, alla 32° giornata, il divario dai biancocelesti è solo di due. L’incredibile rincorsa di Ranieri verso un posto in Europa si sta per realizzare, ma l’avversario di sempre rappresenta un duro ostacolo.

La gara è tesa tra due squadre impaurite, la posta in palio è molto alta. La Lazio passa in vantaggio al 47° con Romagnoli. Sembra tutto finito, una rimonta che termina con una sconfitta al derby, la prima nell’ultimo di Ranieri.
Ma quale è la definizione di follia? Per i biancocelesti è sicuramente giocare, passare in vantaggio, sperare in un cambiamento, questa volta in una vittoria. Non c’è spazio per la follia all’Olimpico, non in questa stagione, non con Ranieri in panchina. Non quando la razionalità si unisce al talento.

È al 69° che arriva la sentenza: Saelemaekers porta il pallone fino alla trequarti, Soulé si stacca dalla marcatura e si avvicina alla sua zona, quella della lunetta dell’area di rigore, questa volta leggermente più lontano. La zona in cui è necessario sperare in un cambiamento, a costo di sentirsi chiamare folli. Qualcuno avrebbe chiamato folle proprio Soulè, che da quella zona decide di calciare con il sinistro: una traiettoria ipnotica che colpisce la traversa, tocca terra e colpisce di nuovo la traversa.

Dentro o fuori? Passa un secondo, un secondo che divide le due tifoserie tra follia e realtà. Ma è folle pensare che le cose cambino. Sozza indica il centro del campo. Soulé ha segnato, la Roma ha pareggiato e Ranieri è rimasto imbattuto. In questo derby, in questa stagione, non c’è spazio per la follia.

Paredes contro il Milan – 18 maggio 2025

Per l’ultimo gol della stagione 24/25 l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: il 18 maggio 2025 all’Olimpico si gioca Roma-Milan, ultima gara in casa da allenatore di Claudio Ranieri. Nel paradosso di Zenone Achille non riesce mai a raggiungere la tartaruga perché per ogni passo di dell’eroe greco, la tartaruga aveva già fatto un passo avanti e poteva sfruttare il vantaggio iniziale. Così la Juventus, quarta in classifica, che a due giornate dalla fine si trovava, prima del fischio d’inizio, a +4.

Una rincorsa insperata, una rincorsa che poteva passare proprio dalla gara con il Milan. Match che, paradosso nel paradosso, viene risolto da un gol su calcio da fermo. Al 57° il match è fermo sull’1-1, Il Milan è in inferiorità numerica e la Roma ha a disposizione una punizione sulla trequarti, defilata sulla sinistra. Sul pallone si presenta Paredes che durante la stagione ha avuto luci e ombre, oltre al costante vociferare di un suo possibile ritorno al Boca Juniors. Ma tutto questo non conta, bisogna raggiungere la tartaruga. E allora bastano 5 passi: quelli che prende Paredes come rincorsa prima di calciare il pallone. La sfera supera la barriera e si va a depositare nell’angolino basso, con Maignan che si chiude su se stesso nello slancio per cercare di agguantare il pallone. 2-1. Il match terminerà 3-1, la tartaruga è più vicina, ma la fine del paradosso di Zenone lo conosciamo tutti. Il movimento è un’illusione, soprattutto se si parte con uno svantaggio iniziale così ampio.

Dovbyk contro il Parma — 29 ottobre 2025

Stesso anno, nuova stagione. A differenza dell’anno solare, quando i buoni propositi iniziano a gennaio, nelle stagioni calcistiche le promesse sono frutto dell’estate, quelle di club, direttori sportivi, allenatori a tifosi che, per l’ennesimo anno, si gettano nella speranza. Nuova stagione e nuove promesse, è così per tutti i calciatori, è così anche per Dovbyk nella Capitale.

Dopo un anno di luci e ombre, il nove ucraino si è ripromesso più volte di voler diventare il centravanti ideale della nuova Roma targata Gasperini. Si è alzato il livello degli avversari per il posto, con il nuovo arrivato Ferguson, e questa volta anche gli infortuni gli danno filo da torcere. Forse è possibile, però, tornare sulla retta via con un gol.

Nona giornata di campionato: la Roma, che incredibilmente in casa fati a fare risultato, passa in vantaggio contro il Parma grazie a Hermoso al 62’. Ma il match è ancora in bilico. Serve il gol dell’attaccante, del centravanti che ha il compito di mantenere la promessa, del nove che deve assolutamente affermarsi come tale.

Quando Cristante dà il la, Dovbyk si fa trovare pronto, gli restituisce la passa, per poi posizionarsi con il corpo a favore del centrocampista, per ricevere il pallone di ritorno , che è già pronto a proteggere all’interno dell’area di rigore. Ma Cristante preferisce provare il tiro.

Qualche volta il fato ci mette lo zampino: il tiro viene deviato, la palla arriva comunque ad Artem Dovbyk che prima palleggia col ginocchio sinistro e poi, con la stessa gamba, lascia partire una conclusione diagonale che va a depositarsi nell’angolino basso. Il gol da centravanti vero, l’inizio roboante di una promessa. Una rete che si rivelerà fondamentale, visto che il Parma riuscirà ad accorciare le distanze a 5 minuti dalla fine, cosicché il gol del nove diventi decisivo per i tre punti finali.

Celik contro l’Udinese – 9 novembre 2025

Il penultimo gol di questo viaggio è un bellissimo film di riscatto sociale. Come nelle migliori pellicole, il protagonista parte dal basso e con l’avanzare della trama si fa spazio tra le difficoltà della vita per uscirne vincitore. Così la Roma tutta e Zeki Celik, il nostro protagonista, sognano la vetta, partendo da un inizio anno da underdog, con una squadra in costruzione e la novità a farla da padrone. Eppure, arrivata a novembre, la Roma è inspiegabilmente lì davanti, in costante lotta per mantenere il primato in classifica e cercare di confermare le buone sensazioni di una squadra in continuo divenire.

Gli elementi ci sono tutti: la giornata è l’11°, l’avversario è l’Udinese e prima del fischio d’inizio, Gasperini viene premiato come allenatore del mese di ottobre. Gli spettatori, i “soliti” 60mila dell’Olimpico, hanno già visto il primo e il secondo atto (il palo di Cristante e il gol di Pellegrini) e sono solamente in attesa del climax di questo lungometraggio, con il personaggio principale che non ti aspetti. La Roma si fa bella, le comparse si mettono a disposizione dell’eroe: lo scambio Pellegrini-Koné libera spazio per il centrocampista francese, che arriva fino alla trequarti, consegnando il pallone al nostro eroe turco. Il Can Yaman romanista apre per l’inserimento di Mancini che, sul fondo, decide di premiare Celik. Una volta che la palla è di nuovo tra i piedi dell’esterno, libera il piattone a botta sicura e fa esplodere di gioia tutta la sala, anche se questa è grande come un intero stadio: volano i pop corn (Anche quelli del papà di Bailey), tutti si abbracciano. È il primo gol in Serie A di Celik, non poteva essere più bello. In attesa del sequel, tutti guardano i titoli di coda, su cui compaiono i nomi di ogni giocatore che ha partecipato all’azione: la Roma gioca bene e convince, e questo gol ne è la prova.

Wesley contro la Cremonese – 23 novembre 2025

“Sognate! I sogni plasmano il mondo. I sogni ricreano il mondo, ogni notte”. Questa citazione di Neil Gaiman, autore tra gli altri di American Gods e The Sandman, ha, nel mio modestissimo parere, una singola falla. La sfera dei sogni è limitata alla notte, al calar del sole. E se si potesse sognare anche da svegli, in un pomeriggio di fine novembre?

Quello che sappiamo è che un’intero popolo, al gol di Wesley contro la Cremonese, ha sognato a occhi aperti. La motivazione è semplice: la Roma è prima in solitaria in Serie A e ci rimarrà per almeno 7 giorni. È così che Gasperini si trasforma in Morfeo e guida i romanisti nell’arte dell’onironautica, la capacità di controllare i propri sogni e renderli lucidi. Prima il gol di Soulè, poi la rete di Ferguson nel secondo tempo. Due prove, per preparare un palcoscenico ancora più grande, simile a un quadro di Escher. La bellezza della complessità, che nel mondo onirico si tramuta in semplicità.

Mancini nella trequarti difensiva serve El Shaarawy, che dialoga con Ferguson: due tocchi di prima, uno più bello dell’altro. Il Faraone porta avanti il pallone di petto e serve immediatamente Wesley con il destro. Il brasiliano ha così campo aperto per sfidare Audero. L’esterno entra in area, attende il momento giusto e poi alza quel poco che basta il pallone per scavalcare l’estremo difensore. La firma del 3-0, il quadro finito.

No, al gonfiarsi della rete non ci si sveglia sudati, è successo veramente: un’azione corale spettacolare, che alimenta speranze e sogni di una tifoseria intera. E pazienza se a fine anno non saremo primi o se a stagione conclusa non vinceremo il Campionato, perché non puoi togliere all’uomo la possibilità di sognare e, soprattutto, come scriveva Carl Sandburg, “Nulla accade se non è preceduto da un sogno”.

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