Durante la trasmissione condotta da Matteo Cirulli, Luca Budini e Francesca Altobelli è intervenuto Carlo Canavesi, giornalista dell’Eco di Bergamo per parlare di D’Amico e dell’interessamento per Scamacca. Di seguito le sue parole.
Come valuti la stagione di Gasperini?
“Ho visto un Gasperini in purezza, la sua miglior versione. A me è sempre piaciuto molto, soprattutto sul lato umano, per la sua capacità di essere sempre molto diretto, sincero, di non dover mentire a tutti i costi, è una caratteristica molto comune nel mondo del calcio. Il risultato gli ha dato ragione, soprattutto gli hanno dato ragione i risultati del campo nelle ultime partite, nel momento decisivo della stagione, ed è sempre stato così per Gasperini. Mi ha colpito molto durante il campionato, soprattutto in primavera quando le cose non stavano più andando bene come nel girone d’andata, e il modo in cui lui è riuscito a tenere alta la tensione e tenere acceso il sogno, continuando a ripetere che per la Champions League non era finita nulla. Alla fine ha avuto ragione. Credo che la valutazione possa essere incredibilmente positiva”.
Quanto era stretto il rapporto professionale tra D’Amico e Gasperini?
“Gasperini e D’Amico hanno sempre lavorato piuttosto bene insieme. Comunque D’Amico nella sua esperienza all’Atalanta è stato tra i dirigenti principali che hanno costruito la rosa che ha portato poi Gasperini e l’Atalanta a vincere l’Europa League. È chiaro che poi Gasperini è un allenatore molto esigente e negli anni sul mercato possono esserci state delle tensioni, come credo possa essere normale in un gruppo di lavoro”.
D’Amico dovrà occuparsi anche del mercato in uscita, ma con l’Atalanta partiva da cessioni almeno da 50 milioni.
“Sicuramente poi l’Atalanta da questo punto di vista ha una tradizione ben consolidata. L’abbiamo vista negli ultimi anni con Lookman, con Koopmeiners, nel modo in cui vengono trattati i giocatori in uscita. Credo sia da questo punto di vista l’Atalanta, Più Luca Percassi o comunque la famiglia Percassi a gestire le operazioni in uscita. Certo, come dicevo prima, è sempre un po’ difficile sapere quello che succede nei corridoi del centro sportivo. Però sicuramente D’Amico ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha gestito l’Atalanta in questi anni. La capacità di saper cogliere le occasioni in uscita andando anche a cercare quei mercati che magari in un determinato momento possono avere più disponibilità economica sicuramente fa parte del suo bagaglio.
D’Amico è un direttore sportivo che magari ha un maggiore gradimento verso i giovani o comunque è condiscendente a un giusto connubio anche con calciatori d’esperienza?
“Ha fatto molto bene al Verona costruendo però un tipo di squadra diverso da quello che poi ha dovuto costruire all’Atalanta in questi anni. Gli è stato criticato di pescare troppo in Serie A negli ultimi anni. Gli ultimi acquisti dell’Atalanta nelle ultime stagioni non sono andati benissimo, penso a Samardzic, che quando l’Atalanta l’ha preso dall’Udinese era considerato uno dei migliori talenti del campionato e non riuscito poi a rendere. Negli ultimi anni magari qualcosa ha funzionato un po’ meno, penso a Maldini, Posch, Musah e Brescianini, che poi ha sempre trovato poco spazio. Però comunque è andato sempre a ricercare quei giocatori del campionato italiano che magari potevano aver bisogno di rilanciarsi, magari non è questo il caso della Roma in questo momento, però anche quello che aveva fatto Al Verona in precedenza, prima di arrivare all’Atalanta dimostra comunque la capacità, anche con poche risorse, di trovare sempre soluzioni”
Quale giocatore dell’Atalanta sarebbe ideale per la Roma?
“Visto che se ne parla dico per forza Scamacca. Pensando alla situazione della rosa in questo momento, a quello che può essere il calcio di Gasperini, mettere un giocatore come Scamacca al fianco di un giocatore come Malen, credo potrebbe far divertire Gasperini e di conseguenza anche i tifosi della Roma. Certo, Scamacca è considerato un patrimonio dell’Atalanta qui a Bergamo, arriva da una stagione complicata. L’Atalanta ha sempre dato per scontato che dall’anno prossimo sarebbe potuto tornare ad alti livelli dopo una stagione di ambientamento in cui comunque non è andato male, ha segnato al Borussia Dortmund e al Chelsea ed è andato in doppia cifra”.
Cosa ci si aspetta da questa Atalanta?
“Che possa essere il vero anno zero dopo la partenza di Gasperini. La partenza di Gasperini doveva essere vissuta per forza di cose in modo un po’ traumatico perché è stato l’allenatore dell’Atalanta per nove anni ma non solo, ha cambiato totalmente la dimensione dell’Atalanta. Nel momento in cui è arrivato l’Atalanta lottava per la retrocessione e l’ha lasciata nella lotta per le coppe europee. Ha ottenuto almeno la qualificazione alla Conference League, che la tiene nel giro delle squadre che fanno le coppe europee, e quindi si aspetta adesso di poter davvero ripartire da zero cambiando tutto, cambiando direttore sportivo e l’allenatore, ma soprattutto anche proprio il modo di giocare. Gasperini ha portato il suo calcio a Bergamo per nove anni. Per questo decimo anno con Juric e Palladino si è cercato di continuare a portare avanti questo credo. Oggi si è deciso di ripartire da zero con Sarri che porterà un calcio totalmente diverso e si spera che questo possa portare all’apertura di un nuovo ciclo. Magari non lungo nove anni come quello di Gasperini, però due, tre, quattro anni con Sarri per tornare in lotta per la Champions e per l’Europa League”.
Tornando su Scamacca hai notizie relative a delle trattative con la Roma?
“Credo che siano giorni di vacanza un po’ per tutti, per Sarri che ha appena finito alla Lazio, Giuntoli che è appena arrivato all’Atalanta ed è stato ufficializzato solo sabato. Credo che a Gasperini sia sempre piaciuto tantissimo Scamacca come centravanti per caratteristiche. Non credo proprio che l’Atalanta sia intenzionata a cederlo. Credo che come in tutte le operazioni non farà uno sconto. C’è da dire che la Roma giocherà in Champions e l’Atalanta in Europa League, ma i bergamaschi potrebbero vedere la Roma come rivale, complicando così la trattativa, perché è difficile trattare con la Dea. Penso a Lookman all’Inter, a Koopmeiners alla Juventus. Il mercato poi è lunghissimo e non so quali cifre per esempio l’Atalanta potrebbe aspettarsi per Scamacca o se magari lo considera incedibile e al centro del progetto. Non so se abbia parlato con Sarri. Forse è ancora un po’ presto per entrare nei dettagli”.
