A poche ore dalla sfida tra Roma e Panathinaikos è intervenuto ai nostri microfoni Andrea Marinozzi. Il telecronista di Sky Sport ha risposto alle domande di Alessandro Santoro e Piero Torri. Di seguito l’intervista completa.
Hai seguito da vicino la partita della Roma con il Milan. Ti eri accoro del fastidio al ginocchio di Dybala? Nell’ultimo periodo che Dybala stai vedendo?
“No, non me ne ero accorto, poi ho sentito Gasperini. C’è un Dybala pre e post Malen. La partita col Torino ha permesso a Dybala di essere più associativo, con un giocatore più adatto anche ad attaccare la profondità. Non solo 1-2, senza possibilità di essere un po’ più rapido e incisivo in attacco, ma con lui c’è la possibilità di combinare ad alto livello e anche avere velocità e profondità.
Nel primo tempo contro il Milan è il giocatore che tocca più palloni nella Roma. È il Dybala che sta vivendo quest’ultima parte di carriera europea, un giocatore che non ha più lo spunto di una volta, i suoi dribbling sono notevolmente scesi, sia come quantità, sia di precisione, ma nell’ultimo terzo di campo, quando non deve coprire molto spazio, è sempre un giocatore che sposta parecchio, con la sua capacità di mandare in posto i compagni e di finalizzare lui stesso, anche se questo aspetto sta mancando. Non segna da tanto tempo in casa, l’ultimo ha segnato sul calcio di rigore contro il Parma”.
Non so se hai la stessa mia impressione, ma Dybala non corre più come prima, mi sembra un giocatore che sta più sulla difensiva.
“È vero, lo ha sottolineato anche Gasperini quando parlava di un Dybala che sta bene, e ha sottolineato anche il tirare in porta. Lui si fa male calciando un rigore contro il Milan. Sono degli aspetti che devono essere messi in considerazione quando si parla di Dybala. É un giocatore che mi è piaciuto e mi ha regalato tantissime emozioni, però ora ne parlo un po’ al passato, perché quel giocatore lì che abbiamo ammirato non è più quello di adesso. Però, nel suo essere un calciatore differente, credo che sia ancora utile in questa stagione per la Roma, per passaggi che permettono di calciare in porta, per la sua abilità sulla trequarti, rimane uno dei migliori giocatori che ha a disposizione la Roma e forse anche il nostro campionato”.
Stasera ti aspetti una sorpresa come centravanti? Tutti qui danno Soulè io mi aspetto qualcosa di particolare, come Wesley centravanti.
“Wesley sembra un po’ avventuroso (ride, ndr), però magari ci sorprende veramente. El Aynaoui può legare il gioco. Però in questo periodo di crisi legata agli infortuni, soprattutto in zona offensiva, ma a centrocampo anche con il problema di Koné, mi aspetto tanto dal marocchino. Mi aspetto che possa giocare un po’ di più e avere più fiducia, cercare di far vedere le cose buone che ha fatto sia in Francia ma anche adesso in Coppa d’Africa. Perché ha fatto un’ottima Coppa d’Africa”.
Tu hai commentato la partita con il Milan. Il primo tempo finito 0-0 è un mistero.
“È vero, è vero. L’unica sensazione che mi ha lasciato la Roma, soprattutto nel secondo tempo, non tanto nel primo, è che pur tenendo tanto il Milan lì, la Roma non avesse la possibilità di sfruttare bene i cross. Perché Cristante e Koné iniziavano l’azione ma non andavano a completarla. E Malen, Soulè, Dybala, Pellegrini, Venturino sono tutti piccolini. L’ha sfruttato con il calcio di rigore, ma un cross lungo in cui Celik che prova a rimetterla dentro e Bartesaghi tocca palla con il braccio largo, ma l’alternativa in quella situazione mi è un po’ mancata contro una squadra che ti concede tanti cross. Nel primo tempo la Roma ha tante volte provato soluzioni, uno o due, per poi rimetterla dietro, e così è arrivata l’occasione più grande della situazione, quella di Celik con la parata di Maignan. L’altra, grossa di Malen, è arrivata dallo sviluppo di una palla inattiva. Questo è l’aspetto che mi ha lasciato, tra le tantissime cose positive, l’attacco schierato da Gasperini. Quello scelto è sicuramente il migliore, ma in alcune partite può mancare un po’ di peso e centimetri”.
Secondo te quindi è una questione di centimetri?
“Sono caratteristiche che mancano, non credo che si possa migliorarla più di tanto. El Aynaoui ha più gol e inserimento di Koné. Adesso che non c’è, magari può provare a trovare dei gol alternativi con i centrocampisti, cosa che manca. L’Atalanta, l’ultima Atalanta, aveva Retegui. Malen ha altri caratteristiche, anche se non è male di testa, però non è la sua principale qualità”.
Mi hanno detto che Gasperini ha voluto Malen perché gli ricordava proprio Retegui, ci sta come paragone?
“All’inizio Retegui aveva dei numeri impressionanti, pochissimi tiri in porta, ma tantissimi gol. Ogni volta che provava a calciare la porta la prendeva. Ha avuto una stagione in cui veramente ha avuto un feeling incredibile con la porta, grazie anche al lavoro di Gasperini. Sicuramente le caratteristiche sono diverse, ma la capacità fulminea di trovare la porta può essere accomunata.”
Ti è capitato di vedere il Pananthinaikos quest’anno?
“No, non mi è capitato. Quest’anno l’ho vista con meno attenzione. Ho visto un po’ la Roma, in Bologna, o la Fiorentina in Conference, ma le altre le ho guardate poco. La cosa che mi incuriosisce di più è sapere chi giocherà in attacco, se ci sarà una sorpresa, come si divideranno lo spazio. E magari, in emergenza, puoi trovare la soluzione anche per il futuro, qualcosa di diverso che non pensavi di avere a disposizione”.
Sarebbe importante almeno pareggiare per rimanere nelle prime otto.
“C’è un altro discorso, a parte la questione economica di un successo, ma c’è il ranking, che è fondamentale, importantissimo, soprattutto per la Roma che sta lì e lotta per un posto in Champions League. Già abbiamo perso il Napoli, una perdita incredibile e pesante, ma vincere più partite, cercare di portare più squadre possibili avanti, farli saltare un turno e accumulare punti è importantissimo per provare a essere insieme alla Premier League, che sarà sicuramente la prima nazionale con cinque squadre nel prossimo anno, ad avere anche noi la possibilità di portarne cinque in Champions League”.
A proposito di Premier, nelle prime otto della Champions ce ne sono cinque inglesi.
“C’è una differenza enorme che sta aumentando ancora di più. Soprattutto con questo formato della Champions. Serve una rosa lunga e naturalmente di qualità. Ieri il Chelsea fa entrare Cole Palmer, Garnacho, Gittens. Hanno una rosa clamorosa, ampia e ti permette così di gestire bene il team”.
Che giudizio dai al mercato della Roma anche in considerazione delle aspettative che aveva Gasperini su questo mercato?
“A me è piaciuto perché magari c’è qualcos’altro in questi giorni. È piaciuto perché ha preso un giocatore forte e pronto subito, Malen e ragazzi di prospettiva. Robino Vaz è un acquisto atipico per il nostro campionato, perché sono andati a prendere un giocatore di 18 anni da una squadra di un top campionato, il Marsiglia, e non è partito in Premier League o in Germania. È arrivato in Italia. Un giocatore con un’ampia prospettiva, con dei difetti, adesso deve essere gestito, ma la traiettoria atipica di un calciatore come Robinio Vaz non è l’Italia, e se una squadra lo porta in Italia io sono contento e sottolineo questo aspetto. Perché è un acquisto atipico e a me piace vedere un ragazzo del 2007 che arriva da un campionato prestigioso e non passa in Premier League o in Bundesliga ma alla Roma. I giallorossi stanno costruendo il proprio futuro anche con Ghilardi e Ziolkowski. Sono giocatori non arrivati adesso ma quest’estate e ora sono le valide alternative ad Hermoso e N’Dicka. La Coppa d’Africa sembrava un dramma, ma è stato ben sopperito dalle buone prestazioni di Ziolkowski, e Ghilardi ha giocato molto bene al posto di Hermoso contro il Milan. La Roma sta costruendo il futuro, non è così banale. Perché può permettere alla Roma di fare il mercato in uscita, perchè la Roma ha bisogno poi di vendere quest’estate. Quando arriveranno le offerte per Manu Koné, Pisilli magari in questo periodo dimostra di avvicinarsi a Koné e quindi domani tu hai già un giocatore pronto e sul mercato puoi prendere un’altra alternativa. Ma già hai El Aynaoui in casa che può esserti utile per diventare il titolare insieme a Pisilli o Cristante o con un altro. Ed è qualcosa di importantissimo per costruire qualcosa di concreto per poi andare a prendere un posto in Champions League o addirittura lo Scudetto tra qualche anno.
La Roma ha l’allenatore giusto per questo tipo di percorso?
“Deve capirlo anche Gasperini, che deve fare meno polemica. Perché è arrivato un giocatore in grado di far fare punti adesso e un giocatore che domani può fare qualcosa di importante. Lui si lamenta ma lo sa. Ha Venturino appena arrivato che è 2006, Robinio Vaz del 2007, c’è Pisilli. La Roma era giovanissima nel finale contro il Milan, e questa è una bella cosa. Lui ce l’ha il coraggio di buttare dentro un ragazzo se vede il valore, l’ha fatto ha fatto i primi anni a Bergamo. Poi all’Atalanta hanno venduto i giocatori giovani piuttosto di farli giocare, ma credo che possa fare entrambe le cose. Lavorare su un giocatore già pronto, migliorarlo e costruirne uno da zero”.
