Duecentoquarantanove milioni. Un numero che pesa, che rimbomba dentro Trigoria come un’eco difficile da ignorare. È la cifra monstre investita da Dan Friedkin sul mercato negli ultimi due anni e il conto parla chiaro: dei 249 milioni spesi, solo 101 stanno restituendo davvero segnali incoraggianti.
Il resto è un cantiere aperto, un investimento sospeso tra intese e interrogativi. È qui che entra in scena Gasperini con una visione netta, quasi chirurgica. Il tecnico ha acceso i riflettori su un tema tanto evidente quanto scomodo: la strategia. Negli ultimi due anni il lavoro condiviso tra Ghisolfi e Massara è stato complesso, spesso acrobatico, tra vincoli di fair play finanziario e la difficoltà di liberarsi degli esuberi.
Il punto per Gasp è un altro ed è chiarissimo nelle sue parole: “Mi sembra che alla Roma negli 2 ultimi anni siano arrivati 30 giocatori. Di questi forse 4 o 5 stanno giocando, forse meno”. Tradotto: basta quantità, serve qualità mirata.
L’elenco di chi non ha inciso è lungo e pesante: da Dovbyk a Le Feé passando per Salah-Eddine, Dahl, Saud, Nelsson, Hummels. Fino ai più recenti come Bailey, Zaragoza, Ferguson.
Il club ha continuato a investire: 122 milioni in questa stagione, 126 nella scorsa, senza contare gli stipendi. Il cambio di rotta appare dunque inevitabile e Gasp lo ha spiegato senza giri di parole: “Il target sul mercato è Malen-Wesley. Prima però bisogna capire la strada, questo credo sia la cosa più importante”.
Lo scrive Jacopo Aliprandi sul Corriere dello Sport.
