Francesco Totti è tornato a parlare e lo ha fatto in compagnia di Pierluigi Pardo nel corso di un evento su eBay Live. Tra i temi trattati, anche quello relativo alla scontro Ranieri-Gasperini: “Non vorrei entrare in questa dinamica, da tifoso della Roma l’obiettivo comune e principale è rimanere uniti anche se ci sono screzi interni. Sia Gasperini sia Ranieri devono avere rispetto verso i tifosi della Roma e la società”. E sulla corsa Champions: “Siamo lì, a tre punti dalla Juve, la Champions è alla portata. L’unico obiettivo è la Roma e noi romanisti ci auguriamo che si possa andare nella stessa direzione. I problemi sono ovunque ma esporli in questo momento… non mi sembra il momento giusto. Serve unire le forze, poi a fine stagione si tireranno le somme”.
Una battuta quindi sul suo rifiuto al Real Madrid nel 2004: “Mi volevano, sì. C’è stato un avvicinamento abbastanza reale. Poi l’amore per la tifoseria, per la società, per i Sensi che mi avevano trattato sempre con i guanti bianchi e il profondo rispetto reciproco… per loro ero come un figlio, non era il rapporto giocatore-Presidente. E’ stata la scelta più difficile della mia carriera. Forse avrei vinto di più ma quello che ho vinto a Roma con l’amore dei tifosi è stato magico”.
Spazio quindi alla Nazionale, con cui ha vinto il Mondiale nel 2006: “Lippi mi ha dato una convinzione incredibile… mi disse che sarei dovuto andare al Mondiale anche con una gamba. Mi ha aspettato ed è venuto in clinica il giorno dopo l’operazione. Ho sempre avuto un grande rapporto con lui. Ho lavorato il triplo, lui e la squadra mi volevano lì”. E sull’attuale momento: “Non siamo al terzo Mondiale consecutivo, trovare le parole in questi momenti è difficile. Nel 2006 eravamo forti ma non favoriti.
Poi un’altra battuta: “Diamolo ora lo scoop, a 50 anni rientro. il centenario della Roma, i miei 50 anni…vinciamo lo Scudetto”.
Un commento quindi sulla rivalità con la Lazio: “La rivalità c’è sempre, ma c’è anche rispetto. Ai tempi nostri era molto più bello, c’erano più prese in giro e più sfottò. Era più sentito”. Una parola quindi per Buffon: “Un supereroe. Per me è stato uno dei più forti al mondo in circolazione, di sempre, e ci sono stati anni in cui era il più forte di tutti”. E per Ronaldo Il Fenomeno: “Non è un giocatore, è un marziano. Dopo Maradona è stato il più forte in circolazione. E Pelé, ma ai tempi di Maradona io cominciavo a subentrare. E ho convissuto quasi tutta la carriera con Ronaldo, purtroppo sempre da avversario. Faceva quello che ogni tifoso voleva vedere e aveva tutto ciò che un giocatore potesse avere”.
