CORRIERE DELLO SPORT (M.Ferretti) – Sotto certi aspetti, è sembrato di rivedere i fantasmi di Udine: una partita scorbutica, una squadra ‘punita’ dall’episodio e un centravanti lasciato troppo solo. Contro il Genoa, è tornato a suonare il campanello d’allarme in attacco. In questo momento, il reparto offensivo della Roma si appoggia unicamente sulle spalle di Malen. Senza sostituti, complici gli infortuni di Dovbyk e Ferguson, l’olandese dovrà trascinare la carretta ancora a lungo. E il calendario presenta impegni serrati.
Ciò che resta della Roma (oppure I resti della Roma: vogliamo parlare della penuria in attacco?). Potrebbe essere il titolo di un romanzo horror, invece è semplicemente la fotografia della complicata, non bella situazione nel gruppo di Gian Piero Gasperini. E ogni tanto spesso… capita di pensare: e se la Roma a gennaio non avesse preso neppure Malen? Insostituibile, nel più profondo senso della parola. Gasp fa finta di niente, cerca sistematicamente di glissare sulla faccenda. Ha già battezzato Dovbyk e Ferguson fuori da ogni discorso stagionale, Dybala è stato appena operato e Soulé combatte con la pubalgia. Non ci sono (e forse non ci saranno fino alla fine…) altre punte centrali, tolto l’acervo Vaz (conferme negative da Genova…) e il più ancora sabato Arena.
Riuscire con questo potenziale ad ottenere a fine stagione quanto sperato da Gasperini, leggi Zona Champions, per la Roma equivarrebbe a entrare qualcosa di clamoroso. Senza dimenticare che tra poche ore si ricomincerà a giocare per l’Europa e che le scelte lì saranno ancora più ridotte, visto che Venturino e lo stesso Arena (ieri lasciato alla Primavera) sono fuori dalla lista Uefa. Al di là delle assenze, come detto, la Roma ha giocato una partita molle, senza anima contro un avversario disposto a lasciare tutto sul campo pur di prendersi la vittoria. Questo per dire che le assenze vanno sottolineate ma serve pure registrare da un po’ di tempo un evidente calo di tensione. E di attenzione.
