( CORRIERE DELLO SPORT – Jacopo Aliprandi) La Roma del futuro prende forma tra le mura di Trigoria, nei summit riservati, nelle riunioni operative e soprattutto nell’asse sempre più forte tra Ryan Friedkin e Gasperini. Un’alleanza che oggi rappresenta il cuore pulsante del progetto giallorosso.
Perché il vicepresidente romanista si è letteralmente innamorato dell’allenatore(…) soprattutto della sua ossessione per la vittoria. La stessa che accompagna Ryan, trentasei anni e un desiderio enorme: vedere la Roma dominare in Italia e in Europa.
Gasp ha conquistato tutti. Non soltanto con il calcio, ma con la capacità di entrare dentro i problemi del club e indicare una strada. Una direzione precisa(…) Gasperini non ha visto una squadra da demolire. Ha visto una squadra incompleta. E qui sta la grande differenza.
Dopo il pesantissimo 5-2 contro l’Inter dello scorso aprile, l’idea della proprietà era chiara: rivoluzione totale, via il gruppo dei “quinti posti”, dentro una nuova Roma. Ma Gasp si è opposto. Con forza. Pubblicamente e privatamente. “Questa è una squadra che se rinforzata come si deve avrebbe potuto già negli anni passati togliersi grandi soddisfazioni”, ha ripetuto più volte(…). Perché il tecnico non ha chiesto una rifondazione. Ha chiesto qualità, esperienza, equilibrio. Ha difeso i suoi uomini simbolo(…). Ha chiesto innesti di livello(…) Un mix tra talento e affidabilità, seguendo il modello Wesley-Malen, i due che hanno cambiato 1l volto della stagione romanista.
E soprattutto ha lanciato un messaggio preciso al club: “Dovrò parlare con la società per evitare le incomprensioni di inizio stagione”(…). La Roma ora vuole programmare davvero. I risultati, intanto, stanno dando ragione all’allenatore. E le conseguenze sono state forti.
Ranieri e Massara hanno pagato il prezzo di questa rivoluzione silenziosa. Il loro allontanamento è stato (e sarà per il ds) il segnale definitivo: oggi il potere tecnico è nelle mani di Gasp.
E Ryan è sempre più presente accanto a lui per costruire la nuova Roma. Non è un caso che proprio Friedkin Jr abbia posto la domanda che ogni allenatore auspica di sentire quando il fantasma delle plusvalenze aleggia sui conti dei club: chi è davvero cedibile e chi invece va trattenuto a ogni costo? Una svolta importante. (…) E allora attenzione ai nomi di Koné e Ziolkowski, costati relativamente poco e seguiti dal mercato internazionale (…).
Ma il vero segnale è un altro. Ryan non sta soltanto osservando. Sta vivendo la squadra. (…). E in questi giorni sta incontrando i calciatori uno a uno, ascoltandoli, cercando di capire umori, problemi, ambizioni. Vuole conoscere la Roma dall’interno. Vuole capire come migliorarla davvero(…).
(…) La sensazione è chiara: per la prima volta da anni la Roma sta cercando di costruire una struttura vera, non soltanto una squadra competitiva. Adesso manca l’ultimo passo. La Champions. Quei sessanta milioni che cambierebbero il presente e il futuro del club. Ma soprattutto la certificazione definitiva di una scelta forte e profondamente condivisa: affidare la Roma a Gian Piero Gasperini.
