Il tecnico Luca Rossettini, affiancato dalla centrocampista Giada Greggi, ha parlato durante la consueta conferenza stampa di presentazione in vista della sfida di Champions League che la Roma Femminile giocherà domani alle 21:00 in casa del Leuven. Diversi i temi trattati: dalla gestione disciplinare interna al percorso europeo della squadra, fino alle prestazioni delle singole giocatrici. Di seguito le sue dichiarazioni.
L’episodio con Dragoni? Cosa vi siete detti dopo l’accaduto?
«Non mi era mai capitato un episodio sviluppatosi in questo modo, ma ciò che accade all’esterno non deve intaccare me, lo staff né la squadra. La nostra priorità è il benessere e la piena tutela delle giocatrici. Con Giulia ho un ottimo rapporto: è una professionista esemplare. Pochi giorni prima della partita con la Lazio avevamo già fatto il punto sul suo inizio di stagione. Ha giocato quasi 400 minuti, con tre presenze da titolare. In Champions non era ancora partita dall’inizio e, infatti, era già previsto che lo fosse nella prossima gara a Leuven, e così sarà. Non c’è stato bisogno di alcun chiarimento perché non c’è nulla da chiarire. Ciò che accade fuori rimane fuori. A noi interessa continuare a lavorare, migliorare come singole e crescere come squadra».
Il cammino in Champions è già segnato o ci sono ancora margini? E come sceglierà la formazione?
«Non credo che il nostro cammino sia già segnato, perché ci sono ancora nove punti in palio. Ce la giocheremo, come ho detto, mettendo in campo tutto ciò che abbiamo. Lo stesso criterio vale per la scelta della formazione: cercheremo di schierare la miglior squadra possibile, tenendo conto dei minutaggi, delle fatiche accumulate e dei recuperi di questi giorni. Valutando ogni aspetto, la formazione che scenderà in campo sarà quella che riterremo migliore per provare a vincere la partita».
Cosa dovete portarvi in campo dal derby vinto domani?
«Ci aspettavamo una reazione anche nei risultati. La reazione, però, l’ho vista già dopo la partita con il Vålerenga: la prestazione è stata buona, abbiamo creato molto, ma purtroppo siamo tornati a casa senza punti. Questo dispiacere ha dato alle ragazze la giusta carica in vista del derby, dove hanno mostrato una crescita importante nel gioco, costruendo tante occasioni e, nel finale, dimostrando grande coesione e carattere in un momento piuttosto sofferto, con la Lazio che cercava di cambiare l’inerzia della gara sullo 0-1. Arriviamo a questa partita con la consapevolezza dei progressi che stiamo facendo: stiamo creando tanto, e anche in Champions abbiamo dimostrato di poter imporre il nostro gioco e controllare la partita contro avversarie di alto livello. Dobbiamo sicuramente migliorare nella realizzazione, perché produciamo molto più di quanto riusciamo a concretizzare. Le ragazze ne sono consapevoli e si stanno allenando molto bene: stiamo aumentando le percentuali realizzative nei lavori specifici e nelle esercitazioni sulla finalizzazione. Sono convinto che il lavoro, alla fine, paga. E speriamo che già da domani sera si possa essere tutti un po’ più felici».
Sarebbe soddisfatto se la Roma chiudesse questa prima fase in Champions con 6 punti? Se sì, perché?
«Non ci poniamo obiettivi a lungo termine: l’inizio della nostra stagione ci impone di procedere partita dopo partita. In Champions, finora, abbiamo disputato tre gare senza raccogliere punti, quindi l’obiettivo di domani è provare a fare risultato — uno, o tre sarebbe ancora meglio. Poi penseremo al Como e ai successivi impegni europei. Dobbiamo essere realisti: è una competizione difficile, di altissimo livello, e rappresenta un bagaglio di esperienze di cui le ragazze hanno bisogno, anche perché la squadra è molto cambiata, ci sono tante giovani e stiamo affrontando un momento particolare, con diversi infortuni gravi che ci stanno condizionando. Questo ci porta, in alcune posizioni, a chiedere minutaggi davvero importanti. Affrontiamo la partita di domani con entusiasmo e con la giusta attenzione, e cercheremo di dare il massimo per provare a conquistare i primi punti in questa competizione»
La intensità vista nel derby, che si vede meno in Champions League, è una questione di mentalità o dipende dalla maggiore forza delle avversarie in campo europeo?
«Non credo ci sia una grande differenza di intensità tra campionato e Champions. È l’avversario a determinare l’andamento della partita: nelle prime due gare europee abbiamo giocato soprattutto in fase difensiva perché affrontavamo squadre di altissimo livello. La sfida con il Vålerenga, invece, è stata simile a quella con la Lazio, con dinamiche analoghe: molte occasioni create, buon possesso palla e buon controllo del campo. Per questo non vedo una reale differenza di intensità. È chiaro che il valore dell’avversario influenzi ciò che la squadra riesce a proporre, sia nella pressione sia nello sviluppo del gioco. Noi stiamo lavorando fin dalla prima partita di Champions per mantenere l’intensità che mettiamo contro le squadre più forti, riportarla in allenamento e poi provare a restituirla all’avversario di turno».
Come valuta l’esordio di Oladipo e la crescita del reparto difensivo?
«Oladipo non aveva mai giocato, ma voglio sottolineare anche il valore delle prestazioni di Valdezate, che insieme a lei sta crescendo e offrendo ottime prove. Oladipo è molto giovane e con poca esperienza, ma fin dal primo giorno ha mostrato applicazione, intelligenza e grande disponibilità. Il suo esordio, peraltro contro la squadra più forte del mondo, ha già lasciato intravedere qualità importanti. È una giocatrice che deve ancora lavorare e crescere, e per questo ha bisogno di tempo e spazio. La sua buona prova è stata possibile anche grazie alle compagne, che l’hanno supportata: il merito della singola nasce sempre dal lavoro del gruppo, che sostiene, aiuta e si sacrifica. Con Oladipo ci prenderemo tutto il tempo necessario: giocherà le partite che dovrà giocare e avrà inevitabilmente anche qualche momento difficile. Ma abbiamo grande fiducia in lei e crediamo possa crescere molto e diventare un difensore davvero forte».
