A scattare un’istantanea del momento delicato dei giallorossi è Zbigniew Boniek, che in un’intervista al quotidiano Il Tempo individua nel fattore psicologico la chiave per comprendere il recente calo di rendimento della squadra.
Secondo l’ex fuoriclasse giallorosso, il punto di rottura non è stato il match contro l’Inter, ma l’episodio finale della sfida contro la Juventus.
“È un momento complicato, che probabilmente non avrebbe vissuto se la squadra avesse vinto contro la Juventus”, ha dichiarato Boniek, sottolineando come la beffa firmata da Federico Gatti abbia minato le fondamenta del gruppo.
“Sono stato un calciatore e capisco bene certe dinamiche. Il gol di Federico Gatti, arrivato quando ormai la partita sembrava finita, ha cambiato qualcosa nella testa dei calciatori. Un successo avrebbe dato entusiasmo e certezze. Credo che anche la sfida europea contro il Bologna sarebbe andata diversamente”.
Si esprime anche sulla guida tecnica di Gasperini:
“A me piace, ritengo stia lavorando bene. È al suo primo anno e certamente ci vuole un po’ di tempo affinché la squadra possa applicare alla perfezione i suoi dettami tattici. Però fa un calcio offensivo e, nonostante i tanti impegni, mi sembra che i giocatori siano ancora ben preparati fisicamente”.
Alla domanda “cosa manca alla Roma per fare il salto di qualità”, Boniek risponde: “Ci vorrebbe un campione che al momento non c’è. Dybala è un top player, ma è molto spesso fuori per infortunio e così si fa difficile. Quando è stato acquistato, comunque, si sapeva che sarebbe sempre stato a rischio. Credo, comunque, che se fosse stato integro, non lo avremmo mai visto giocare nella Roma”.
Sul finale di stagione giallorosso: “Difficile dirlo, mi auguro che la squadra possa riprendersi. Il gol di Gatti, per quanto pesante e negativo, non può essere motivo per arrendersi e per gettare quanto di buono si è fatto finora. C’è una cosa a cui ci tengo: sento di possibili litigi interni, spero non sia vero e, nel caso lo fosse, che tutto si chiarisca immediatamente. Se c’è una cosa della quale ora non c’è proprio bisogno, è di litigare tra noi”.
