È l’ora delle scelte. I Friedkin all’ennesimo bivio della loro gestione romanista: Ranieri o Gasperini, non c’è altra strada. Il rapporto tra allenatore e senior advisor dopo le parole di Sir Claudio di venerdì non è più recuperabile e ora la proprietà dovrà decidere tempi e modalità di prosecuzione di un progetto naufragato sul nascere.
Da oggi a Trigoria ogni momento è buono per un confronto ma la vera direzione la tracceranno i Friedkin. Da una parte c’è Ranieri, l’uomo che ha risollevato le sorti dei giallorossi durante la scorsa stagione: a lui la presidenza ha affidato la ricostruzione futura con un parere determinante nella scelta del tecnico che è ricaduta su Gasperini, uomo del quale alcune sfaccettature sono state probabilmente sottovalutate, tant’è che il rapporto inizialmente solido tra i due ha iniziato a vacillare sin da subito, fino alla rottura.
La scelta di Ranieri di mettere alla luce del sole i dissidi interni non poteva trovare il placet della proprietà, pur partendo da contenuti condivisi in gran parte. Un vero all-in di Sir Claudio che ora vuole capire che tipo di reazione arriverà dal club, con la disponibilità anche a fare un passo indietro qualora il suo parere non sia più determinante per il futuro giallorosso.
La palla passa quindi alla proprietà. Difficile immaginare quale sia stavolta l’esito della riflessione. E se Ranieri sembrava intoccabile ora, anche per stanchezza, torna in gioco anche lui. Visto che anche Gasp, tra contratto blindato e voglia di evitare l’ennesimo ribaltone in panchina, è difficile immaginarlo lontano da Trigoria.
Lo scrive Lorenzo Pes de Il Tempo.
