Claudio Ranieri, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha rilasciato una lunga intervista toccando temi caldi in casa Roma. Dai programmi della società al momento della squadra, fino al futuro di alcune figure chiave: di seguito le dichiarazioni del Senior Advisor giallorosso.
La Roma è tra le prime sedici in Europa League, quinta in classifica, questa dimensione è in linea con le aspettative?
“Non è stato fatto un programma certo, sicuro, su dobbiamo arrivare lì o darci un obiettivo preciso. Lo scorso anno siamo arrivati ad un punto dalla Champions, è arrivato un altro allenatore, con una filosofia differente. E questa filosofia si è vista dall’inizio. È chiaro che vorremmo giocare in Champions, ma si è parlato di un programma di tre anni, con 15-16 giocatori da far ruotare, più altri giovani. Questo è il percorso da fare in tre anni. Siamo contenti di quello che sta facendo la squadra e di quello che sta facendo Gasperini”.
Gasperini l’ha scelto lei.
“Lo abbiamo scelto noi. C’è stata una lista di nomi che ho presentato e io ho detto la mia. Loro hanno sentito diversi allenatori e hanno scelto Gian Piero”.
Come decifra l’analisi dell’allenatore dopo la gara di Udine?
“Ha detto quello che sappiamo dall’inizio. La voglia è di andare più in alto possibile, ma stiamo costruendo. Avevo detto che ci sarebbero stati due mercati di difficoltà, non pensavo arrivassero tutti questi giocatori. Questo significa che Gian Piero è molto bravo a farsi seguire. Tutto non si può avere. Abbiamo seguito diversi giocatori, giocato su più tavoli. Voleva Malen, voleva Zaragoza, mentre Robinio Vaz è stato voluto da noi tutti. Le squadre in Europa stanno acquistando giocatori giovani a 50-60 milioni, tu non puoi competere con i top club. Noi speriamo di centrare questi ragazzi”.
Da queste tensioni interne nasce una spinta positiva o creano problematiche?
“Nell’ambiente nostro, allenatore, società e tutto non credo. Sono due caratteri differenti. A Gian Piero piace martellare sempre, martella tutti, è la sua forza. Da quando arriva la mattina. Dopo una carriera molto positiva è arrivato alla Roma. L’altro è una persona riflessiva, calma, incassa molto bene e poi cerca di fare il suo lavoro. Massara è la società. E io sto nel mezzo”.
Il futuro di Dybala sarà alla Roma?
“Lo dissi già. Il tempo ci dirà. Quando sta bene è un giocatore fenomenale. A fine stagione poi si deciderà”.
Quando finirà il FFP?
“Vedremo se scadrà il 26 di giugno. I soldi della Champions non vengono addebitati prima del 26 di giugno. Io una spolverata su questo argomento la conosco, ma il mio lavoro è occuparmi come stanno i giocatori e l’allenatore”.
Un suo giudizio su Malen e Zaragoza?
“Due giocatori di grossissima esperienza. Malen è nazionale olandese. È un giocatore che ci mancava, si smarca, riesce a tirare in porta, si crea occasioni. L’altro dovrà capire il gioco di Gasperini. Nell’uno contro uno è molto bravo, salta l’uomo, quando capirà il gioco del mister sarà un bell’arco. Senza Soulé e senza Dybala ci mancava uno che rompeva la marcatura e lui rompe la marcatura”.
Secondo lei è una Roma più forte dopo questo mercato di gennaio?
“Penso di sì, ma poi sarà il campo a parlare. Uno quando acquista un giocatore cerca sempre di migliorare, il futuro ci dirà se gli acquisti saranno stati azzeccati. I giocatori sono essere umani, possono anche non ambientarsi al meglio o non entrare in sintonia con l’ambiente”.
Se Dybala e Pellegrini venissero a bussare alla porta, per trovare un accordo, cosa risponderebbe la direzione sportiva?
“Io credo, io credo eh, che già abbiano bussato e si siano parlati. Per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte stipendi. Non è che la società non voglia, bisogna abbassarlo. In base a quello che sarà il campo, le richieste della società, se ci sarà un accordo bene, altrimenti ci si saluta”.
Quanto sono coinvolti i Friedkin nel nuovo percorso?
“Il nuovo stadio dice ampiamente quanto siano coinvolti. Stiamo costruendo nel tempo per arrivare in Champions League, poi per restarci e magari vincere lo scudetto. Gasperini più volte ha parlato di un blocco di giocatori cardine. Il nostro obiettivo è arrivare ad un blocco di 15-16 giocatori. Quando riuscirci? Sarebbe stato meglio ieri, ma non tutto si può fare. Gian Piero è un uomo di grande visione, io concordo con lui, ma serve tempo per sposare la sua visione”.
Al ritorno di Francesco Totti in società ci state pensando?
“Ci stanno pensando e mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma. Perché lui è una parte della Roma”.
