Nel pre-gara di Roma–Cremonese ha parlato Claudio Ranieri ai microfoni di DAZN. Ecco le sue dichiarazioni:
Sono passati dieci anni da quell’impresa bellissima con il Leicester e c’è quel signore lì, proprio alle nostre spalle, Jamie Vardy. Le chiedo se vi siete già incontrati, se vi siete già parlati, perché a Cremona lei non c’era, però magari…
“No, no, non ci siamo più rivisti, per cui è bello adesso salutarlo”.
Che ricordi ci sono legati a quell’anno lì e legati a lui?
“Sono ricordi magnifici, anche perché non ci si aspettava né dalla squadra né da lui di fare tutti questi gol, ed è stato un anno travolgente”.
Si è detto che manca la Champions. Faccio ricorso al discorso di Gasperini ieri in conferenza stampa: la città aveva chiesto un programma di tre anni, un progetto di tre anni. Lui però vuole anticipare i tempi, «a me manca la Champions League, la voglio fare» e quindi ci sono anche gli elementi perché poi il mercato è stato completato a gennaio con giocatori forti. Come ci si arriva in Champions?
“Allora, la cosa importante è mettere le cose in chiaro. L’anno scorso io ho fatto 46 punti nel girone di ritorno e sono arrivato a un punto dalla Champions League. Mi è sembrato logico non caricare di aspettative il nuovo allenatore che arrivasse. Ma è logico che tutti vogliamo andare in Champions League, i Friedkin vogliono vincere il campionato. Per cui abbiamo trovato un allenatore che sa costruire con i giovani e con giocatori già esperti quel mix che ci vuole per fare tanto e bene”.
L’impatto di Malen. Tu hai fatto la Premier, hai fatto la Serie A. Questi giocatori del campionato inglese che arrivano e fanno la differenza, o comunque aiutano molto nel nostro campionato, è una questione di valore del giocatore e di essere al posto giusto nel momento giusto, come è anche la mia opinione, oppure c’è tanta differenza tra la Premier e la Serie A? Qual è la tua opinione, mister?
“Tutte e due, sono d’accordo con te: arriva nel momento giusto al posto giusto, con l’allenatore giusto. Ma è anche vero che c’è tanta differenza tra la Premier League e il nostro campionato. In Premier League, per via dei soldi, prendono giocatori giovanissimi a 50-60 milioni e non puoi competere con loro. In Premier lui giocava e non giocava, entrava e usciva e non ha trovato quegli spunti che invece qui nel campionato italiano sta trovando. Per cui io credo che sia un mix di tutte e due le cose. Noi ci teniamo stretto Malen perché sta facendo molto bene e gli auguriamo veramente di continuare su questa strada”.
