Orsato: “Voglio che i miei arbitri tornino a decidere in campo”

Photo Credit: AIA Schio

Pubblicato il:   30 Settembre 2026

Daniele Orsato traccia la nuova linea arbitrale per la Serie A e lo fa con un messaggio molto chiaro. All’Ibc di Lissone, quartier generale della Var, il designatore della Can ha incontrato giornalisti, opinionisti e commentatori tv insieme al direttore tecnico dell’Aia Domenico Messina e al componente Can Gabriele Gava, illustrando la filosofia che vuole portare avanti fino al termine della stagione.

Sulla nuova filosofia arbitrale:
“Oggi vi spiazzerò: vogliamo fare squadra con voi. Non sono il Vangelo, gli errori ci sono, ma voglio che i miei arbitri tornino a decidere in campo. E vado dritto fino in fondo alla stagione, non cambio idea da una settimana all’altra”.

La direzione indicata da Orsato punta quindi a ridurre gli interventi della tecnologia e a restituire maggiore centralità alle decisioni prese dall’arbitro sul terreno di gioco.

Sulla crescita dei giovani arbitri:
“Oggi i miei arbitri non hanno ancora la personalità di un Cesari, ma voglio insegnare loro quello che ho imparato sul campo. Costruire i giovani, mettere nei miei ragazzi la personalità e il coraggio di decidere. Devono rapportarsi con allenatori e giocatori non usando il cartellino come uno scudo”.

“Gli arbitri sbagliano, ma interveniamo per evitare che infuturo ci siano chirurgici interventi del Var come in passato: quello non è più calcio. Stiamo cercando di tararci, faremo altri errori ma io arrivo alla fine così”.

Sulla preparazione atletica:
“Oggi gli arbitri muoiono sul campo se non sono allenati. Chi non corre sta a casa”.

Un altro tema affrontato è stato quello dei contatti in area e dei cosiddetti “rigorini“. La linea indicata dall’Ifab porta a evitare di punire i contatti minimi: non ogni contatto piede su piede deve diventare un calcio di rigore e, secondo Orsato, per lo step on foot deve esserci un vero “pestone caricato”.

Sul Var:
“Il Var non è morto”.

La tecnologia, dunque, resta un elemento centrale del sistema, ma il suo utilizzo deve rimanere legato alle situazioni di chiaro ed evidente errore. Orsato ha difeso, per esempio, il mancato intervento sul contatto tra De Bruyne e Vasquez: “Fallo sì, fallo no, se ne può discutere. Ma non è situazione da chiaro ed evidente errore e il Var ha fatto bene a non intervenire. La cosa più importante è mantenere l’uniformità sino a fine stagione. È ciò che ci chiedono gli allenatori”.

L’obiettivo dichiarato è dunque quello di trovare un equilibrio: più responsabilità all’arbitro in campo, meno interventi della tecnologia sui contatti interpretabili, ma il Var pronto a intervenire quando l’errore è davvero evidente.

Categorie:   News
Tags:   Orsato

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