A cura di Andrea Leopardi
Una vita nel calcio giovanile romano, che lo ha visto allenare in società diverse per tanti anni, prima di confermarsi osservatore alla Tor Tre Teste: per Fernando Mastropietro i settori giovanili non hanno più segreti. Lodigiani, Roma, Totti Soccer School, Tor Tre Teste appunto e Atletico Lodigiani: dal 1986 Mister Mastropietro ha visto da vicino il calcio cambiare. Oltre a uno dei giocatori italiani più forti, Francesco Totti, allenato alla Lodigiani proprio in quell’annata, quando il futuro capitano della Roma aveva 10 anni.
Si immaginava diventasse il calciatore che è diventato?
“Non avevo dubbi: mai visto uno come lui. Venne a fare un provino e ci bastò quello. Ebbi l’impressione di avere davanti un campione. Aveva la capacità di ascoltare e mettere in pratica ciò che gli dicevamo. A soli 10 anni faceva le cose che facevano i grandi. Non era solo talento ma anche predisposizione”.
Vi sentite ancora oggi?
“Ogni tanto sì, ci inviamo qualche messaggio e mi ringrazia ancora oggi”.
Ha mai visto successivamente uno come Totti? E nella Serie A attuale c’è uno come lui?
“No, non l’ho più visto uno con quelle doti. Anche nella Serie A di oggi, non vedo nessuno come lui. Oggi si fanno troppi tocchi, lui con uno anticipava i tempi e lo faceva anche quando era piccolo, tanto che i compagni di squadra a volte non lo capivano”.
Ci parla del problema dei settori giovanili? Come mai si fa fatica a far emergere talenti anche in ottica Nazionale?
“C’è un problema di meritocrazia, oltre che di mentalità: oggi si guarda solo al risultato, aspetto che va contro il talento del ragazzo. Una volta si guardava solo questo e si invitava tutti a prendersi dei rischi. Ciò che contava era il giocatore. Oggi non più, ci sono altri interessi”.
Le piace la Roma di Gasperini?
“La sua Roma è un qualcosa di splendido e lui è il prototipo del Mister che dovrebbe esserci nei settori giovanili: coraggioso e mai contento. Le sue squadre hanno identità e gioco, cosa che fa la differenza. Quando vuoi giocare tutta la partita nella metà campo avversaria per cercare di fare più gol possibile è perché hai un tuo stile e questo vuol dire tanto”.
