Roberto Mancini, nuovo CT della Nazionale, e Claudio Ranieri, nuovo DT, si sono presentati alla stampa nella consueta conferenza. Ecco le loro parole.
“Anticipo molti chiarendo cosa è successo tre anni fa. Ci fu un problema di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati prima e meglio avremmo probabilmente risolto. Mi è dispiaciuto molto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante. Per me è come aver perso l’amore della mia vita, significa che ho sbagliato e che quello che era stato fatto prima non contava nulla. Il destino mi ha dato un’altra opportunità grazie al presidente Malagò e sono qui per riportare l’Italia dove merita”, dice Mancini prima di ricevere le domande dei giornalisti presenti.
Mancini: qual è il tuo obiettivo dopo quello che è successo tre anni fa?
“A prescindere da quello che è successo nel 2023, l’obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani”.
Mancini: ti sei chiarito con Gravina?
“L’ho fatto in passato, la responsabilità è stata la mia. Se ci fossimo parlati prima forse avremmo chiarito”.
Mancini: oggi ci sono più polemiche rispetto al tuo primo mandato? Secondo te ci sono i giocatori giovani validi?
“Le polemiche ci sono sempre state per un ct, anche quelle che ci sono ora passeranno. Io porto l’esempio di Zaniolo. Lo convocai quando non aveva nemmeno esordito in Serie B e al primo raduno faticò molto. Dopo due mesi era un altro giocatore. Questo è l’obiettivo, individuare i giocatori migliori e farli crescere”.
Mancini: per quanto tempo speri di rimanere? Secondo te le nazionali giovanili dovrebbero giocare nella stessa maniera?
“Io voglio vincere un trofeo importante, magari anche due. E poi rimanere anche più tempo della durata del mio contratto se possibile. Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un’identità tattica comune”.
Mancini: questa Nazionale ha meno colonne di un tempo, basti pensare a Bonucci, Chiellini, Jorginho, il Chiesa di quel tempo. Oggi dovrà lavorare più di fantasia?
“Bonucci e Chiellini furono molto importanti, ma per esempio Jorginho e Barella non avevano mai giocato insieme perché si riteneva fossero troppo piccoli e simili. Io credo che ci vogliano giocatori giovani e tecnici, se li facciamo giocare insieme ci daranno soddisfazioni. Poi troveremo qualche colonna come Bonucci e Chiellini che possa far da chioccia a loro”.
Mancini: ma quest’Italia attuale potrebbe vincere un Mondiale o è un discorso troppo prematuro? Cosa pensi dei tanti stranieri che ci sono in Serie A?
“Quando ero ct la prima volta, molti giornalisti dicevano che eravamo la settima o l’ottava squadra in Europa. Poi siamo stati tre anni imbattuti e abbiamo vinto l’Europeo. Se l’Italia si qualificasse al Mondiale, come sarebbe normale, sarebbe sempre un’aspirante squadra alla vittoria finale, anche se non fosse tra le favorite”.
Mancini: la Nations League che vi aspetta è molto difficile. Quanto le servirà questo torneo?
“Tutti i gironi della fase A sono duri. Lo saranno per noi, ma anche per i nostri avversari. Non vediamo l’ora di confrontarci con le altre squadre”.
Mancini: ti senti coperto nel ruolo di centravanti?
“Mi auguro che tutti possano segnare i gol di Immobile, che è stato un attaccante molto importante per la mia squadra e non solo. Secondo me non siamo messi così male, tra bomber ed esterni abbiamo diverse soluzioni. Tra l’altro si tratta di ragazzi giovani che possono ancora crescere. Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene”.
Mancini: farà altri stage come in passato con giocatori di Serie B, C o delle giovanili?
“Non so se sarà possibile, dovremo sfruttare il tempo che avremo. Molti di quei ragazzi chiamati a suo tempo, si trovano ora nelle Under”.
Mancini: che ricordi ha della sua prima esperienza e cosa le sarà utile per questo secondo mandato?
“I tre anni senza perdere e l’Europeo vinto furono fantastici, purtroppo poi c’è stata l’eliminazione, forse era arrivata già prima con il girone in cui arrivammo secondi senza perdere, bastava qualche episodio fortunato con i rigori di Roma e Basilea. Ma sono convinto che dal passato si possono sfruttare gli errori per ripartire”.
Mancini: cosa si aspetta dal sistema calcio per essere aiutato?
“Il mio unico obiettivo è cercare di rendere l’Italia competitiva da subito”.
Ranieri: dopo l’esperienza finita male con la Roma questa per lei è una rivalsa?
“Assolutamente no, è solo il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell’accettare. Il mio obiettivo è far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e di realizzare il sogno di tutti quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l’Italia al Mondiale”.
Ranieri: tranne il blocco interista, tanti italiani faticano a imporsi nelle grandi squadre. Un esempio sono Baldanzi e Venturino nella Roma…
“Una volta c’era un massimo di tre stranieri, ora le cose sono cambiate. Mi auguro che tutte le componenti lavorino in modo da permettere l’utilizzo di più italiani nei club così da far avere più scelta al commissario tecnico. Normale che poi non si possa obbligare un allenatore a far giocare questo piuttosto che quello, l’obiettivo è sempre vincere e schierare i migliori”.
Ranieri: Leonardo e Maldini avevano parlato di un programma per il settore giovanile. Hai avuto modo di vederlo?
“Tutto ciò che c’è di buono è mio dovere studiarlo. Chiederò di visionare questo programma se disponibile. Secondo me la frase di Maldini sui 10 anni è stata mal intrepretata, lui intendeva che ci sono dei giovani da ristrutturare a livello tattico individuale. Una volta si giocava più in strada, oggi ci sono ragazzi che non dribblano più. Dobbiamo fare in modo che la libertà del ragazzo venga fatta esprimere senza pensare a diagonali e passaggi”.
Ranieri: ti sei pentito di non aver accettato l’Italia l’anno scorso visto come è finita la Roma? Tua moglie invece cosa dice? Da anni millanti di volerti ritirare…
“Io quando scelgo col cuore sbaglio sempre, ma non mi pento mai. Con il contratto che avevo con la Roma, non potevo assolutamente fare l’allenatore della Nazionale, ci sarebbero stati tantissimi problemi. Mia moglie stavolta è contenta, almeno le ho evitato un trasloco”.
Ranieri: cosa si può fare per abbassare il costo del calcio di base in Italia? Ha dei consigli da dare dall’alto della sua esperienza?
“Il mio obiettivo è fare in modo che molti più bambini si avvicinino al calcio, quindi rendendolo anche più accessibile. Devo capire come poter incidere, fatemi studiare le carte e vedrò se e come posso incidere sul tema. Consigli per Mancini? Quando vuole, sono a sua completa disposizione”.
Ranieri: oltre ai bambini, bisogna far innamorare anche di nuovo i giocatori della Nazionale?
“I giocatori non si devono innamorare di nuovo, loro sono i primi a stare male per questa situazione”.
Ranieri: come sarà il tuo rapporto con Mancini da direttore del Club Italia? Chiederete aiuto alla politica per avere più italiani convocabili?
“Certo che chiederò una mano alla politica, la chiederò a tutti quelli che possono aiutarci. Bisogna essere italiani anche nei momenti difficili, non solo quando si vince. Ci vuole la collaborazione di tutti”.
