Gasperini in conferenza stampa: “Svilar ha una frattura da stress, un mese di stop”

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   10 Ottobre 2026

La Roma riparte dopo la sosta con un big match: domani, domenica 11 ottobre, i giallorossi fanno visita al Como alle 12:30. Gasperini presenta la sfida in conferenza stampa, facendo il punto sulle condizioni di Svilar, sullo stato di forma della squadra e sulle scelte in vista dei prossimi impegni, compresa la sfida contro il Senigallia.

Può darci un aggiornamento sulle condizioni della squadra e in particolare sulle condizioni di Svilar?

“Purtroppo lo abbiamo perso per alcune settimane, ha avuto una frattura da stress dopo una spinta in allenamento, la frattura riguarda la parte inferiore del quinto dito. Non è una frattura scomposta, ma richiederà almeno un mese di guarigione, decideranno se applicare un rinforzo come una vita, ma questo prolungherà i tempi del recupero a dopo la sosta. E’ una brutta tegola, ma nelle stagioni molto lunghe possono capitare imprevisti come questi. Sarà Gollini a sostituirlo, avrà modo di tornare a essere un portiere importante. Per quanto riguarda gli altri, c’è solo Koulierakis che ha subito una contusione contro la Germania e non è recuperabile contro il Como, da lunedì sarà a disposizione”

Quanto influisce il fatto che molti giocatori siano arrivati last minut dopo gli impegni con le rispettive Nazionali?

“Sono tutti pronti, gli argentini sono arrivati per ultimi, gli altri sono arrivati regolarmente, qualcuno ha giocato di più e qualcuno di meno. Adesso si riparte e giocheremo tante partite, è inutile restare su quello che è successo durante la sosta. Ripartiamo da dove ci siamo fermati, con grande fiducia, contro il Como sarà una partita importante. Pellegrini? Anche lui sta bene, ormai è un giocatore recuperato”

Ha già parlato con Gollini? Come si allena un portiere che nell’ultimo anno e mezzo ha giocato solo una partita? Ha bisogno di essere motivato?

“Gollini è un giocatore che nella sua carriera ho fatto giocare con continuità in passato, l’ho ritrovato qui alla Roma, è un ottimo secondo portiere, adesso ha l’occasione di giocare di nuovo con continuità. Quando era con me all’Atalanta è stato convocato anche in Nazionale, ha delle capacità, ha del valore, si è sempre allenato bene in questi mesi, deve avere la fiducia di tutti, non stiamo mettendo un portiere che non ha mai giocato, adesso avrà la possibilità di avere continuità”

Cosa si aspetta dalla squadra di Fabregas? Quanto può influire sulle sue scelte di formazione?

“Il Como ha dimostrato quello che vale con i risultati di questi ultimi anni, è una squadra che merita tutti gli elogi che riceve, una squadra di valore che compete per le primissime posizioni. L’Inter è la squadra un po’ sopra le altre e noi abbiamo fatto una partita molto positiva contro di loro e da quella dobbiamo ripartire. Il Como fa parte di quel gruppo di squadre che si giocano le prime posizioni alle spalle dell’Inter, sperando che l’Inter possa zoppicare ogni tanto. Il Como, proprio come noi, ha diverse possibilità e diverse varianti, loro hanno giocato anche con la difesa a tre conto di noi, l’aspetto tattico è importante ma non è così determinante”

L’infortunio di Svilar è legato all’allenamento oppure si è trattato di uno scontro fisico durante Roma-Inter?

“Contro l’Inter c’era stato uno scontro che aveva provocato una contusione a Svilar, ma dopo quella partita si era allenato bene: la frattura al dito si è verificata precisamente una settimana fa”

Wesley ha avuto qualche problema, forse non è mai stato al 100%, adesso ha recuperato del tutto? Continueremo a vedere un’alternanza sugli esterni?

“Secondo me Wesley ha fatto delle ottime partite, in questo inizio di campionato è stato molto forte, sulle corsie laterali dovendo giocare 9 partite in 27 giorni c’è la possibilità di alternare tutti i ruoli”

Come si risolve il problema dei gol subiti dopo l’intervallo?

“Questi sono particolari a cui presti attenzione, ma sono anche molto soddisfatto dei gol che facciamo e dei nostri recuperi. Ci teniamo il buono che abbiamo e cerchiamo di migliorare cosa non va, secondo me sono state più situazioni individuali che problemi di squadra”

Spesso l’ambiente romano viene definito come qualcosa di ‘limitante’, qualcuno prima di lei ha provato a soffocarlo. Lei invece sembra quasi che voglia provare a portare questo entusiasmo dalla sua parte?

“Io non devo portare nessuno dalla mia parte, semmai è il contrario, la gente con la sua passione contagia me e contagia la squadra, sicuramente giocare in questo stadio sempre pieno è qualcosa di molto favorevole e positivo”

Cosa pensa dell’analisi di Fabregas al Subbuteo?
“Com’è finita questa partita? Non lo sapete neanche voi, allora. Vediamo domani”.

Sulla gestione della rosa.
“Per questi giocatori la sosta è stata sicuramente utile. Per Pellegrini, ad esempio. Magari Mora è andato via con la Nazionale del Portogallo, non c’è stato, ma ad esempio Molina. Purtroppo Balerdi è andato via anche lui. Però è chiaro che questi giocatori sono arrivati a fine mercato, poi è partito subito il campionato e per loro sicuramente la sosta è stata utile. Il rovescio della medaglia è che è da tempo che non giocano. Però bisogna anche che comincino a giocare, perché queste nove partite in 27 giorni, come abbiamo detto prima, consentiranno a tutti di essere in campo. Vedrai che alla fine, numericamente, ci sarà chi giocherà cinque partite dall’inizio e quattro entrando, chi il contrario, chi tre, non lo so. Ma in un tour de force così importante, con le cinque sostituzioni e sperando che non ci siano ulteriori defezioni, è inevitabile che bisognerà utilizzare tutta la rosa. Però questo per me deve essere un punto di forza. È qualcosa che ho sempre cercato: non si possono tenere giocatori in rosa senza utilizzarli. Chi è in rosa ha tutta la fiducia di poter giocare e di poter essere importante e determinante, come del resto lo sono stati l’anno scorso. Ieri parlavamo di come a Parma abbia fatto gol e procurato un rigore nei minuti finali e di come possa essere stato decisivo anche in un solo momento. E questo deve valere un po’ per tutti i giocatori. Poi è chiaro che ci sarà qualcuno che giocherà sempre un po’ di più e qualcuno un po’ di meno, ma il minutaggio sarà tanto. È importante e determinante per tutti”.

Su Rodrigo Mora. 
“Non posso parlare di tutti i giocatori uno per uno, capite? Perché altrimenti diventa difficile. Domani siamo in 18 giocatori di movimento, più Gollini in porta, e di questi 18 probabilmente ne giocheranno 16. Sì o no? Spero che questo messaggio poi passi, a un certo punto. Io oggi non riesco a prevedere chi giocherà mercoledì con il Real Madrid, figurati se posso prevedere chi giocherà sabato con il Genoa, martedì con il Bratislava, il sabato dopo a Napoli, il martedì con il Cagliari, il sabato a Udine, il martedì a Manchester e poi finiremo con il Sassuolo. È veramente qualcosa di imprevedibile. Nel frattempo, l’unica cosa che mi auguro è di non avere infortuni, come è successo adesso con Svilar, nel modo più… C’è il filmato di come si è fatto male e dici: com’è possibile? Sta fuori un mese. L’unica cosa che spero è questa. Per il resto non sono preoccupato di nulla: se giocherà uno, se entrerà l’altro. Finché ho dei giocatori da far entrare, questi giocatori della rosa sono tutti in grado di essere competitivi e di offrire prestazioni positive per la Roma e per la squadra. Hanno tutti un forte attaccamento. Quindi, finché siamo in 16, va bene”.

Come pensa di coinvolgere maggiormente la proprietà?
“No,non lo so. Poi, giustamente, loro fanno quello che ritengono più opportuno. La mia constatazione è semplicemente che, per fare grande una squadra, ma grande come penso io, possibilmente sia a livello italiano che internazionale, visto che ci sarà uno stadio importante, stanno facendo investimenti importanti in quel senso e ci sarà un centenario di mezzo, credo che sia importante avere una società con una proprietà molto coinvolta.
Però questa è solamente una mia considerazione, anche perché io sono venuto alla Roma nel momento in cui ho conosciuto Dan e Ryan Friedkin e questo mi ha sicuramente convinto che si potesse fare qualcosa di importante. Spero di essere ancora di quell’idea, di quella visione”.

Qual è il motivo principale per cui si fa fatica a vincere a Roma e cosa si può fare?
“È una domanda molto lunga, alla vigilia del Como. È molto complessa, non so. Vi lascio libera possibilità di spaziare, di variare e di fare ognuno le proprie considerazioni. È un po’ lunga”.

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