L’attesa è finita davvero. Gasperini ritrova i suoi uomini chiave proprio nel momento in cui ci si gioca tutto. La sfida con l’Atalanta non è una partita come le altre: è un crocevia emotivo, tecnico, quasi simbolico di questo finale di campionato. E l’allenatore vuole arrivarci armato fino ai denti.
Dopo due giorni di pausa concessi post Pisa, il gruppo torna a lavoro con una certezza: il ritorno dei big non è più un miraggio. Mancini, Wesley e Konè sono pronti a rimettere piede in campo dopo gli infortuni. Tre titolari che possono cambiare volto e ritmo alla squadra. Scalpitano anche Dybala e Dovbyk che puntano alla convocazione per la gara col Bologna del 25 aprile.
Questa Roma ha pagato un prezzo altissimo agli infortuni con oltre 150 partite complessivamente perse: un dato che spiega come un macigno e spiega, almeno in parte, il calo accusato nel cuore della stagione.
La squadra non è stata mai completa da gennaio, mai davvero padrona del proprio destino. E allora il ritorno dei titolari assume il valore di una rifondazione in corsa, di un tentativo affascinante di rimettere insieme i pezzi sul più bello.
Lo scrive Jacopo Aliprandi sul Corriere dello Sport.
