L’invito alla chiarezza, in questo caso, contemplava un velato atto di accusa. O, per meglio dire, una vigorosa spinta a scegliere un percorso diverso. Il messaggio che Gasperini martedì sera ha spedito alla Roma non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Se il mercato porta a Trigoria (solo) ragazzini di belle speranze e non giocatori fatti e finiti, va detto con estrema sincerità che l’obiettivo del club non è (più) la zona Champions bensì la valorizzazione delle giovani risorse.
Eccolo, il senso delle parole del tecnico. Che possono essere così sintetizzate: se mi date (solo) i ragazzini, non chiedetemi grossi risultati sportivi. Un segnale di resa, condizionato pesantemente dall’attualità; e, soprattutto un invito a fare, in fretta, cose diverse. Gasperini ha semplicemente sottolineato l’esigenza di trasparenza da parte della proprietà/dirigenza. Non ha criticato niente e nessuno: ha chiesto sincerità. E, indirettamente, acquisti di spessore.
Chi gli rinfaccia di essere un incontentabile dovrebbe ricordarsi che a gennaio la Roma ha giocato senza un solo rinforzo in campo. Nonostante i suggerimenti di Gasp risalgono a mesi fa. E che, anche per questo, è fuori dalla Coppa Italia. La favola di Antonio Arena è bellissima ma paradossalmente è legata alla casualità: ci fosse stato un centravanti come si deve, Little Toni non avrebbe mai giocato.
Va fatta una riflessione: non appena Gasp ha messo un centravanti, anche se minorenne e un po’ spaesato, la Roma ha pareggiato. Questo significa che, tra assenze forzate e mancati colpi di mercato, la faccenda è (era?) davvero seria. Domenica, quando la Roma giocherà in casa del Toro, Gasperini potrà contare su uno, due volti nuovi, lì davanti: finalmente, verrebbe da dire. Meglio tardi che mai.
La deludente partita di coppa Italia contro il Torino ha certificato che la Roma dovrà terminare la stagione lottando su due fronti e che non sa/non riesce a pareggiare. Tra campionato e coppe mai una “ics”. Così come vanno registrate le 10 sconfitte stagionali: tante, troppe. C’è ancora qualcosa di irrisolto, nella Roma di Gasp. Perché troppe cose si ripetono con una puntualità che fa (sportivamente) paura. Lo riporta Mimmo Ferretti sul Corriere dello Sport.
