( CORRIERE DELLO SPORT – Alberto Polverosi) Sarebbe da maleducati rifiutare un regalo e la Roma è una squadra che conosce le buone maniere.
Se Allegri, Spalletti e Fabregas si presentano a Trigoria con oro (sconfitta milanista col Sassuolo), incenso (pareggio juventino col Verona) e mirra (pareggio comasco col Napoli), (…) Gasperini accetta (…) ringrazia e batte la Fiorentina. Anzi, la domina(…)
Dieci minuti, i primi, tanto è stata in campo la squadra di Vanoli. Poi, nello stesso identico modo che aveva permesso alla Roma di segnare all’andata al Franchi, ecco il primo gol: da calcio d’angolo, (…) stavolta l’onore è toccato a Mancini (…) Altri quattro minuti, due a zero di Wesley, un altro quarto d’ora tre a zero di Hermoso.
(…) Viola annientati in mezz’ora.
La Roma è forte dentro e bella fuori, la Fiorentina è debole dentro e brutta fuori. La partita di ieri è la sintesi perfetta della stagione di queste due squadre(…).
Sarebbe stato difficile anche per le difese più forti della Serie A reggere l’urto di Malen, Koné e Wesley, ma di sicuro quella dei viola è stata di una fragilità spaventosa(…).
Sintesi numerica: la Fiorentina ha preso 20 gol da palla inattiva (record in A), 8 su calcio d’angolo (peggio solo Genoa e Torino) e 13 di testa (altro record).
La Roma sta bene ed è convinta delle sue possibilità. Al di là dell’aspetto tecnico e fisico (…), anche sul piano tattico il movimento dei romanisti ha mandato in tilt la Fiorentina (…).
Volendo trovare un lumicino in questo nuovo disastro fiorentino, è il debutto in Serie A del giovane centravanti Braschi, debutto con palo annesso.
I limiti dei viola sono evidenti da sempre, ma la Roma li ha ingigantiti con 90 minuti di grande calcio. Se conta la condizione di quest’ultima giornata, sta meglio di Napoli, Como e soprattutto di Milan e Juventus.
Il rientro di Koné ha restituito energia a tutta la squadra, favorendo il lavoro di Cristante e Pisilli, un giocatore che continua a crescere. Ieri ha impostato, recuperato, difeso, attaccato, creato e segnato(…) Pisilli ha 21 anni: un po’ di luce nel futuro del calcio italiano.
Notizia finale: di quei 4 gol, manco uno di Malen. Che si è dovuto accontentare di un assist con trivelina e un paio di traverse. Che giocatore!
