A tre giornate dal termine del campionato, la stagione della Roma è tutto, tranne che finita. L’obiettivo Champions è ancora vivo e uno snodo importante sarà quello di domani al Tardini, quando la squadra sfiderà il Parma alle 18:00. Al Fulvio Bernardini, nella consueta conferenza stampa della vigilia, è intervenuto Gian Piero Gasperini, il quale ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.
Ecco le sue parole.
Lei ultimamente si è concentrato sul doppio binario, presente e futuro. Sul presente le risposte ci sono state. Volevo chiederle se anche sul binario che porta verso il futuro ha riscontrato qualche novità, qualche elemento di reattività. C’è ritardo?
“Il primo binario è quello che scotta. Quindi domani siamo a Parma, siamo a tre giornate alla fine. Sappiamo che ogni partita per noi è decisiva, quindi la concentrazione è massima è su quello. Sul resto, sono situazioni molto legate a quello che la Società fondamentalmente vuole fare, vuole intraprendere, perciò bisogna rivolgersi principalmente a loro”.
“Non mi sembra che nessuno viaggi così rapidamente. In questo momento siamo tutti impegnati sul campionato, poi magari le cose si evolvono anche più velocemente alla fine del campionato”.
Questa rosa attuale per essere competitiva ai massimi livelli di quante pedine avrebbe bisogno?
“I risultati di quest’anno dimostrano che questa è un gruppo valido. E’ una squadra che ha sempre reagito, per tutto il campionato si è sempre mantenuta in posizione alta di classifica. Poi quel che succederà questa estate si vedrà. Sono sempre dell’idea che bisogna migliorarsi, cercando di mettere degli elementi che possano portare un valore aggiunto, che possano far crescere la squadra”.
La qualificazione in Champions diventa determinante per costruire una Roma più forte oppure ci sono garanzie che i rinforzi arriveranno comunque? C’è il rischio di un ridimensionamento senza Champions oppure no?
“La Champions porta più risorse economiche e quindi maggiori possibilità di operare sul mercato, ed è il motivo per cui tutti vogliono arrivarci. Fino a qualche anno fa il quarto posto non interessava così tanto, oggi invece è diventato molto importante proprio per questi motivi. È chiaro che avere più risorse aiuta, ma non è l’unica cosa: esistono anche società capaci di operare bene sul mercato anche senza risorse così elevate”
A Bergamo è partito un po’ il domino dei direttori sportivi. Più che commentare questa notizia, a che punto è il casting per quel ruolo nella Roma, i Friedkin la stanno coinvolgendo?
“In questo momento siamo totalmente concentrati sul campionato e sulla partita di domani. Tutte quelle che sono le varie ipotesi, come ha detto, riguardano tante squadre e quindi i casting si sprecano un po’ da tutte le parti. Io, almeno personalmente, sono concentrato sulla partita di domani”
Dopo la partita con la Fiorentina, lei ha detto che ha voglia di lavorare sulle sue idee e non con le idee degli altri. Volevo sapere chi sono questi altri a cui si riferisce e se c’è eventualmente qualcuno che non vuole appoggiare totalmente le sue idee. E poi che cosa ne pensa del ruolo di manager all’inglese in Italia? A lei piace?
“”Mi sono già espresso un’altra volta dicendo che, secondo me, allenatore e direttore sportivo devono lavorare assolutamente insieme, non ognuno per strade diverse. Devono raccontarsi le proprie storie e parlarsi con grande sincerità, vedere quello che si può fare per il bene della società, per il bene della squadra e con un unico obiettivo: quello di migliorare tecnicamente la propria squadra andando a ricercare i giocatori con le caratteristiche necessarie all’allenatore per sviluppare il proprio gioco, compatibilmente alle esigenze di spesa che il direttore sportivo si ritrova ad avere. Li vedo come due ruoli molto legati, molto vicini, sia come idee di calcio che come possibilità di sostenersi e aiutarsi l’uno con l’altro, comprendendo anche le difficoltà dell’uno e le difficoltà dell’altro. Questo con una sola finalità: quella di migliorare la squadra. Continuo a dire che parliamo troppo poco di calcio. Stiamo parlando di tante cose, meno che di calcio. Non parliamo di giocatori, non parliamo di situazioni, non parliamo di squadre: gli unici argomenti che sono sviluppati sono questi semi-polemici.
È chiaro che il mio modo di giocare mi ha portato a dei risultati e quindi cerco di portare avanti quelli che sono stati i miei punti di forza e sviluppare delle situazioni e vado alla ricerca magari di giocatori che possano aiutarmi a sviluppare il tipo di gioco che voglio fare”.
È tornato Kone ed è stato subito determinante nella scorsa partita. Io le chiedo: è un giocatore su cui lei vuole contare nella prossima stagione? È uno di quelli che ritiene incedibili? Perché si parla tanto di lui in quest’ottica del fair play finanziario e le cessioni entro il 30 giugno. Volevo capire il suo pensiero sul ragazzo.
“Nel calcio moderno l’incedibile non esiste più da nessuna parte, forse solo nelle squadre migliori del mondo. L’aspetto economico fa la differenza. Koné è forte e spero che continui a giocare per la Roma, poi di fronte a un’offerta irrinunciabile… Ma questo vale per tutti”
Tra le tante chiacchere, c’è anche un suo iperattivismo sui rinnovi di contratto e ds. Quanto c’è di vero?
“Abbiamo rinnovato tutti infatti…( mister ride, ndr) In questo momento sto lavorando solo sulla squadra per vincere la partita di domani. La società quando vorrà proverà ad accelerare ma si sta muovendo. Probabilmente non è ancora il momento giusto”.
In questo momento siamo in piena campagna Champions. Questa Roma perché dovrebbe andarci?
“La Roma potrebbe andare in Champions League ma, come si è detto prima, la differenza è veramente minima perché lo meritano anche le altre. Perché siamo stati sempre lì tutto quanto il campionato a battagliare, a giocare con tutte le altre squadre. A eliminazione sono andate via il Bologna, la Lazio, l’Atalanta… Le altre sono rimaste ancora un lì e ora ci si gioca tutto sul filo di un punto. Perché è stata una stagione, da parte nostra, per me molto soddisfacente, da parte della squadra. Se andassimo in Champions, sarebbe veramente un risultato che ci darebbe grandissima soddisfazione”.
Confermerà l’undici titolare di Firenze o se comunque, essendo il Parma una squadra che sono quasi sicuro che domani schiererà una formazione molto più difensiva che offensiva, magari aggiungere qualcosa davanti o a centrocampo piuttosto che la solita difesa.?
“La Roma sta facendo bene, stiamo vivendo un buon momento anche di fiducia, anche tecnica. Ogni partita è veramente diversa. Incontriamo una squadra che ha fatto dei risultati importanti, si è tolta molto bene dalla lotta per non retrocedere, è sicuramente una squadra tranquilla. Ma abbiamo visto la scorsa settimana come il campionato italiano, per fortuna, sia diventato bello fino all’ultima giornata, dove anche squadre che non hanno degli obiettivi chiari in questo momento giocano però le partite al meglio. Si è visto il Verona già retrocesso fare tre punti a Torino e il Sassuolo battere il Milan… Questo è molto positivo. Io so che domani per vincere col Parma dovremo fare veramente bene”.
Lei ha detto “parleremo con la società se sarò coinvolto”. Non è certo a riguardo?
“Ma no, non fermiamoci sulle parole e andiamo al succo del discorso. Chiaramente arriverà il momento che dovremo essere una squadra forte, con la convinzione di tutti di quello che dovremo fare. Su questo non possiamo avere incertezze”.
E’ soddisfatto delle ultime partite che ha giocato Soulé? E’ un leader tecnico di questa squadra?
Ha fatto sicuramente bene, poi ha avuto questo periodo molto lungo e sofferto di pubalgia che gli ha lasciato qualche strascico, ma che sta superando. Non è al meglio ma il suo contributo è sempre importante.”
Volevo parlare un attimo di Cuesta. Dopo una breve esperienza nella primavera è diventato allenatore a 18 anni. Dal suo punto di vista, questo aspetto può essere una cosa positiva o negativa?
“Ho avuto modo di conoscerlo la scorsa estate ed è molto preparato. Ha saltato molti ostacoli arrivando in alto subito. Succede a volte, di solito è più rischioso ma ha dimostrato di acquisire sempre più fiducia e questo è lo specchio della sua squadra che è solida. Ha ottenuto dei risultati veramente importanti, ha salvato il Parma con diverse giornate d’anticipo, ed è stata una squadra molto concreta. E questo, comunque, rappresenta già un anno direttamente in Serie A per un allenatore così giovane, che è sicuramente un bel traguardo”
Come stanno Dybala e Angelino?
Dybala sta bene, è già da qualche settimana che sta bene ma per lui non è una questione di condizione, è una questione di recuperare la forza in quella gamba. Angelino? Stagione inaspettata, difficilissima. In queste ultime settimane si sta riavvicinando al giocatore che è stato l’anno scorso e questo fa ben sperare per la prossima stagione”
( Report) Stiamo lavorando sulle operazioni di mercato e i giocatori stranieri: il tema della loro presenza massiccia nel campionato. Abbiamo lavorato su alcune operazioni della Roma e anche di altri club. Ci sono un paio di operazioni della Roma, in particolare quella di Bailey e quella di Wesley, che ci risultano intermediate da un giovane 32enne di nome Pietro Scala, che è un amico di Ryan Friedkin, non ha un ruolo ufficiale nella Roma, però ha un ruolo di fatto. Cioè, ha un ruolo nel controllo dei contratti e in molte vicende. Le chiedo se questo suo rapporto particolare sia la ragione per avere intermediato questi contratti, dove poi ci sono commissioni importanti: su quello di Wesley parliamo di commissioni di più di 2 milioni di euro. Sono le uniche operazioni che lui ha fatto di questo genere.
“Sono la persona meno indicata perché io parlo sempre sotto l’aspetto tecnico. Se lei mi chiede di Wesley sotto quell’aspetto, ne posso parlare finché vuole. “Bailey purtroppo ha avuto… Però ora ho visto che è disponibile sempre, può giocare. Sotto l’aspetto contrattuale, io non partecipo mai alle trattative e non partecipo mai allo sviluppo dei contratti”.
Cioè non conosce chi tutela gli interessi di questi calciatori?
“Posso anche conoscere direttamente qualcuno di più, qualcuno di meno. Se lei mi chiede chi sia il procuratore di Bailey, io non lo so. Magari lo conosco, eh, però così non glielo so dire. Io non partecipo alla stesura dei contratti e neanche alle trattative su quanto costi uno e quanto costi l’altro, di quanto tirino, di quanto siano le commissioni. Non credo che ci siano allenatori che possano aiutare in questo senso”.
