Nel post partita di Atalanta-Roma, ha rilasciato delle dichiarazioni il tecnico giallorosso. Di seguito le sue parole.
gasperini a sky
Concessi solo due tiri. Che prestazione si è fatta e l’idea sul gol di Scalvini viste le proteste?
“Non ho avuto modo di rivedere il gol. Peccato aver preso un gol così dopo aver sfiorato il vantaggio in modo clamoroso. L’Atalanta è molto forte, questo lo sapevo. Sono contento della Roma, che ha avuto ottime opportunità. Ha fatto la sua partita”.
Dovbyk e Ferguson potevano dare di più?
“Non è facile”
Gasperini si blocca ed osserva il replay del gol di Scalvini affermando..
“Mi sembra abbastanza discutibile – poi continua – L’Atalanta quando riparte lo fa con molta forza fisica. Queste gare viaggiano ad episodi e non ce li abbiamo avuti a favore”
L’occasione di Dybala: il vero Dybala salta il portiere e fa gol. Non è da lui quel passaggio…
“Difficile dire così, magari questi gol si sbagliano anche a vent’anni. Sicuramente era un’occasione clamorosa, ma anche sulla seconda palla. Era una partita dura, questi episodio cambiano la gara. E’ stata una sfida combattuta, non usciamo ridimensionati da questa sconfitta. L’Atalanta è una squadra forte, noi siamo all’inizio. Il fatto che siamo avanti a loro è un grande nostro merito fino a questo momento”.
Non avete mezze misure: o vincete o perdete.
“Non è un caso. Bisogna crescere e migliorarci in qualche cosa. Andiamo molto vicino al pareggio ma non lo raggiungiamo. Dopo 18 partite è una caratteristica evidente, dobbiamo far crescere questa squadra e società”.
GASPERINI A DAZN
Le chiedo il suo giudizio sulla prestazione della Roma di stasera.
“Abbiamo fatto un’ottima gara. Purtroppo abbiamo preso un gol sul quale, dal campo, era difficile intervenire, anche se i giocatori erano molto certi di questo; poi, rivedendo le immagini, è assolutamente inspiegabile per quelle che sono le regole del VAR in questo momento. Abbiamo giocato contro una squadra molto forte e noi siamo stati comunque all’altezza. Non siamo riusciti a segnare nemmeno nel primo tempo e questo è assurdo. Non è possibile il VAR di fronte a queste immagini, perché addirittura con la lente è esattamente inspiegabile, addirittura col braccio è assolutamente inspiegabile per quelli che sono i regolamenti. Si possono fare degli errori leggeri, sono stati tre minuti fermi: chiaramente dal campo è difficile, però così non c’è spiegazione. Poi ci vengono a dire il braccio, le cose ce le rigirano, e sennò si cambia opinione e si cambia regolamento ogni volta”.
C’è stato un confronto a caldo, qualche spiegazione o analisi?
“Noi veniamo da mesi di panchina, quindi ci affidiamo e ci fidiamo giustamente di quelli che sono gli organi preposti a giudicare. Poi ci sono delle cose che effettivamente sono difficili da valutare, ma non questa. Questa è di un’assurdità senza precedenti. Ci sono due aspetti evidenti: uno, le mani addosso al portiere; l’altro, il braccio con cui viene toccata la palla. Quindi non è neanche una sola cosa, è assolutamente inspiegabile”.
Un episodio del genere è entrato nella testa dei giocatori e ha cambiato la partita dal punto di vista emotivo?
“No, no. Poi giochi e continui a giocare, che discorsi sono? I giocatori non sono quelli che fanno una partita per un episodio. L’Atalanta è una squadra forte, lo abbiamo detto, noi abbiamo avuto le nostre occasioni e non siamo riusciti a pareggiare. Abbiamo sofferto contro una squadra che ha giocato una gara di grande generosità e di grande forza fisica, quindi è stata una bella partita. Però questa roba qua non esiste, è inspiegabile: è una situazione sulla quale non c’è commento”.
Come si inseriscono questi novanta minuti dentro nove anni?
“Novanta minuti sono un’altra cosa. Io li ho giocati per la mia squadra, giustamente, e ognuno tira l’acqua al proprio mulino, cerca di fare il massimo per la propria squadra: questo fa parte del calcio ed è giusto che sia così. Poi si può non essere d’accordo su alcune situazioni: ad esempio questo è un fallo clamoroso su Mancini, è un’ancata con un fallo che l’arbitro giudica giustamente fallo. Ma al di là di queste situazioni di gara, che come finiscono finiscono, anche con Palladino è finita lì. Ma certo, non è che le cose vadano avanti. Ognuno in partita fa per la propria squadra, con le proprie idee, con quello che vede. Dopo la partita, però, le cose finiscono lì. Il gol no: il gol è una cosa che ha determinato comunque il risultato. Poi non so se l’Atalanta avrebbe potuto vincere lo stesso, se potevamo vincere noi o pareggiare, non lo so, però questa roba determina qualcosa che nel calcio non ha più senso”.
