Ogni genere di riflessione sui rapporti tra Gasperini e la proprietà, ma anche sulla gestione della tensione interna e sulla divergenza di vedute che spesso ha animato il dibattito a Trigoria alla fine fa capo a un assunto di partenza: l’orizzonte che Friedkin si è posto è la vittoria dello scudetto. Mister Toyota vuole scrivere la storia, senza porre limiti alle ambizioni.
È questo che a giugno ha stregato Gasperini al punto di convincerlo a lasciarsi alle spalle il porto sicuro di Bergamo e soprattutto a rifiutare la proposta della Juve. Venerdì sera, dribblando le accuse di Ranieri, Gasp si sarà morso la lingua per evitare di dire che sarà stato pure la quarta scelta dei giallorossi, ma era in assoluto la prima dei bianconeri. E adesso guarda oltre: non sarà lui a chiedere a Ranieri un chiarimento, ma è pronto a riprendere gli allenamenti da oggi concentrandosi esclusivamente sul campo.
In ogni caso il telefono resterà sempre acceso qualora i Friedkin volessero contattarlo direttamente per analizzare la situazione. Il modello Atalanta può repricarlo a Roma migliorando però due dinamiche: il tanto tempo che i nerazzurri hanno impiegato a raggiungere un trofeo (9 anni) e l’esigenza di cedere ogni anno 2 o 3 pezzi pregiati.
Gasp ha accettato due sessioni di mercato “lacrime e sangue” ma in estate si aspetta il salto di qualità anche sotto quel profilo. Friedkin a giugno tirerà le fila del rapporto che sembra ormai compromesso tra il tecnico e Massara, ma persino dopo il 5-2 di San Siro ha fatto arrivare ai suoi uomini il messaggio che Gasp non verrà messo in discussione. Da capire se Friedkin avrà la forza di mantenere il punto anche dopo lo strappo con Ranieri.
Lo scrivono Jacopo Aliprandi e Giorgio Marota sul Corriere dello Sport.
