(Alessio D’Urso – Gazzetta dello Sport) Da quando Gasperini ha vinto la “sfida” interna con Ranieri, tra botta e risposta e tensione continua, la Roma è un treno in corsa. Nel segno del tecnico di Grugliasco, manager all’inglese in pectore, la squadra non è mai stata sua come in questo momento: tutti stretti attorno a un’idea di gioco, pronti ad accelerare lungo il rettilineo finale della Champions.
Il campo e la mano del tecnico hanno avuto il sopravvento su tutti gli altri aspetti e in particolare su quella narrazione secondo cui ad ostacolare il peso decisionale chiesto da Gasp negli ultimi mesi era proprio la filosofia contraria dell’ex senior advisor Ranieri. Ed invece, venuto giù il “muro” di Trigoria e il clima da guerra fredda, la squadra si è liberata dalle polemiche e ha preso il volo in appena tre settimane battendo Bologna, Fiorentina e Parma.
Gasp incontrerà a stretto giro i Friedkin per mettere su in chiave futura una struttura modellata sulle sue esigenze, come accaduto nelle nove annate con l’Atalanta. Un gruppo snello, senza compromessi e figure ridondanti, che sia funzionale ai suoi metodi.
Con il pieno controllo tecnico e decisionale che cercava, Gasp potrà indicare quali elementi del nucleo storico potranno proseguire con lui oltre i fedelissimi Mancini e Cristante. E quali giovani potranno completare la crescita con lui: col Parma il tecnico non ha avuto paura di rischiare Venturino.
Nella nuova era, un mix vecchia guardia e talenti può avanzare senza paura. Con Gasp sempre più al potere.
