IL MESSAGGERO – La gara d’andata l’aveva definita la “peggiore della stagione”, ieri De Rossi si è preso la sua rivincita. Un po’ di rabbia gli è ancora rimasta dentro, ma non ce l’ha fatta ad esultare ai due gol del Genoa. Né al primo di Messias né al secondo di Vitinha che gli ha regalato il primo successo contro una big: “Io non credo agli ex che non sono felici di battere le proprie squadre. Ma non esultare è il minimo che io devo ai tifosi, è il minimo che dovevo ai giocatori perché è grazie loro che sono qui ad allenare una squadra di alto livello in Serie A. Meritavano del contegno. Non faccio finta di essere dispiaciuto, l’ipocrisia non mi appartiene. Ci servivano come il pane questi punti, poi si torna amici come prima. Questo sarà il mio destino finché farò questo lavoro, magari fino al giorno in cui tornerò a sperare che la Roma vinca trentotto partite all’anno”.
La fede resta così come la speranza di poter tornare in futuro a Trigoria, ma Daniele è un professionista e non può far altro che applaudire i suoi per la prestazione: “Speravo che finisse così perché, al di là di quello che è stato il mio passato sono qui per fare il mio lavoro. Sono felice perché abbiamo fatto una partita di grande intensità. I ragazzi sono stati veramente bravi. Se loro danno tutto quello che hanno dato io non posso dare un centimetro o un millimetro in meno. Se devo pensare a una squadra che mi taccia sentire un po’ a casa, con una tifoseria simile per pregi e difetti a quella della Roma, il posto dove sono adesso mi ricorda molto quelle sensazioni e mi piace davvero tanto”. A proposito di Roma. De Rossi non si dimentica di dare una carezza a Pellegrini, finito ancora una volta nell’occhio del ciclone per una brutta partita giocata e per il fallo da rigore su Ellertsson: “Non so quanto sia corretto parlare dei giocatori degli altri.
Ho visto i suoi numeri e ha superato me negli assist. Come tutti i romani vengono criticati ma fra un po’ ci diremo ‘Hai visto quando c’era Pellegrini?’. Siamo un po’ borbottoni, loro non sono più miei calciatori ma sono amici. Posso dire che sta facendo la storia di questo club”. Scacco matto a Gasperini per il quale ha speso nuovamente parole al miele:”I più grandi li spio e li seguo. Mi piace molto il calcio che fa e per giocare contro le sue squadre o sei coraggioso o ti mangiano”. Lui che ha come obiettivo quello di regalare a Genova la salvezza. E il cambio di marcia è ormai evidente. Ha ereditato un gruppo con zero vittorie in campionato e lo ha portato a +6 dalla zona calda. Il Ferraris è tornato a ruggire come un tempo, quando in panchina c’era Gasperini: “Vivere questo stadio è un privilegio. Mi sta piacendo molto quello che sto vedendo. È bello cercare la carica, mi spiace non ci fossero i tifosi giallorossi perché avrei voluto salutarli come ho fatto all’andata con l’amore di sempre”. Nelle prossime due si gioca una fetta di stagione contro Hellas e Udinese: “Abbiamo una sfida difficile contro un avversario battezzato da tutti come retrocessa ma che ha messo in difficoltà il Napoli. Questa squadra dà tutto. Se non faremo una partita seria a Verona è perché sarò stato un pessimo allenatore in settimana”. E dall’altra parte avrà sicuramente una tifoseria che nonostante il risultato di ieri farà il tifo per lui.peggiore della stagione. Io non credo agli ex che non sono felici di battere le proprie squadre. Ma non esultare è il minimo che io devo ai tifosi, è il minimo che dovevo ai giocatori perché è grazie loro che sono qui ad allenare una squadra di alto livello in Serie A. Meritavano del contegno. Non faccio finta di essere dispiaciuto, l’ipocrisia non mi appartiene. Ci servivano come il pane questi punti, poi si torna amici come prima. Questo sarà il mio destino finché farò questo lavoro, magari fino al giorno in cui tornerò a sperare che la Roma vinca trentotto partite all’anno.Speravo che finisse così perché, al di là di quello che è stato il mio passato sono qui per fare il mio lavoro. Sono felice perché abbiamo fatto una partita di grande intensità. I ragazzi sono stati veramente bravi. Se loro danno tutto quello che hanno dato io non posso dare un centimetro o un millimetro in meno. Se devo pensare a una squadra che mi taccia sentire un po’ a casa, con una tifoseria simile per pregi e difetti a quella della Roma, il posto dove sono adesso mi ricorda molto quelle sensazioni e mi piace davvero tanto . Non so quanto sia corretto parlare dei giocatori degli altri. Ho visto i suoi numeri e ha superato me negli assist. Come tutti i romani vengono criticati ma fra un po’ ci diremo ‘Hai visto quando c’era Pellegrini?’. Siamo un po’ borbottoni, loro non sono più miei calciatori ma sono amici. Posso dire che sta facendo la storia di questo club Gasperini.
I più grandi li spio e li seguo. Mi piace molto il calcio che fa e per giocare contro le sue squadre o sei coraggioso o ti mangiano.Vivere questo stadio è un privilegio. Mi sta piacendo molto quello che sto vedendo. È bello cercare la carica, mi spiace non ci fossero i tifosi giallorossi perché avrei voluto salutarli come ho fatto all’andata con l’amore di sempre” Hellas e Udinese: “Abbiamo una sfida difficile contro un avversario battezzato da tutti come retrocessa ma che ha messo in difficoltà il Napoli. Questa squadra dà tutto. Se non faremo una partita seria a Verona è perché sarò stato un pessimo allenatore in settimana“.
