Nuovo sviluppo nell’inchiesta per presunta frode sportiva che sta coinvolgendo i vertici arbitrali italiani. Gianluca Rocchi, ex designatore, non si presenterà giovedì 30 aprile davanti al pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione, segnando un cambio di strategia rispetto alla volontà iniziale di chiarire la propria posizione.
Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, la decisione di rinunciare all’interrogatorio è stata presa su indicazione del legale dell’ex arbitro, l’avvocato Antonio D’Avirro: “Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo”.
Rocchi si era autosospeso subito dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia relativo alla scorsa stagione. Le accuse al centro dell’indagine riguarderebbero presunte interferenze in alcune decisioni arbitrali, tra cui un episodio legato al VAR nel match tra Udinese e Parma del 1° marzo 2025, oltre a una serie di presunti incontri e contatti oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti.
Tra i filoni dell’indagine figurerebbe anche un presunto incontro a San Siro nel mese di aprile, su cui la Procura sta verificando eventuali pressioni sulle designazioni arbitrali nelle gare decisive della stagione.
Nel frattempo, il focus si sposta su Andrea Gervasoni, supervisore VAR anch’egli coinvolto nell’inchiesta per un episodio in Serie B. Secondo quanto trapela, il dirigente avrebbe manifestato disponibilità a collaborare con gli investigatori, elemento che potrebbe aggiungere ulteriori sviluppi a un’indagine sempre più complessa.
