La sconfitta della Nazionale contro la Bosnia ai calci di rigore ha lasciato segni nello spogliatoio azzurro, non solo per l’occasione persa di qualificarsi ai Mondiali di USA, Messico e Canada, ma anche per questioni economiche interne.
Secondo quanto riportato da La Repubblica, alcuni giocatori avevano chiesto allo staff tecnico informazioni su un eventuale premio FIGC in caso di qualificazione, cifra stimata intorno ai 300mila euro da dividere tra i 28 convocati. La mossa non è stata ben accolta, e Gennaro Gattuso è dovuto intervenire per riportare la squadra sul piano del gioco, spronando i calciatori a concentrarsi sul campo.
La tensione ha proseguito anche dopo la partita: solo Leonardo Spinazzola si è presentato davanti ai microfoni, visibilmente scosso, mentre capitan Gianluigi Donnarumma ha scelto di non farlo, manifestando la sua frustrazione per i rigori e l’atteggiamento dei rivali bosniaci.
Nonostante i senatori della squadra avessero chiesto a Gattuso di restare sulla panchina, il tecnico ha confermato le dimissioni, che si sono sommate a quelle di Gravina e Buffon. I giocatori sono rientrati nei rispettivi club senza premio e senza Mondiale, chiudendo un capitolo difficile per il calcio azzurro.
