Antonio Tempestilli: “So quanto Pellegrini tiene alla Roma”

Pubblicato il:   1 Agosto 2026

Ai microfoni di Manà Manà Sport Roma è intervenuto Antonio Tempestilli. Di seguito le sue parole.

Sei stato un esempio per i romanisti.
“Cambiano i tempi, ma si deve andare avanti, come accade in tanti settori. Mi dispiace, non avevo mai visto 30 dipendenti scioperare davanti a Trigoria, mi ha fatto tanto male e mi ha fatto riflettere, ci tenevo a dirla.

Che idea ti stai facendo della squadra?
“Si deve essere dentro per dare un giudizio definitivo. I primi due giocatori non raggiunti, Greenwood e Summerville, è evidente che qualcosa manca. Se poi non si prendono questi giocatori, che erano le priorità, faccio un passo indietro, Massara lo si accusava di non aver fatto determinate operazioni, ma bisogna vedere come si opera e come la società ti mette in condizione di farlo. La realtà è che le cose vanno vissute in prima persona e non è così semplice come appare all’esterno”.

Oggi anche tu varresti 30 milioni, ormai il mercato sembra impazzito.
“Se si pensa al mercato della Premier, Tonali lo pagano 100 milioni, diventa improponibile. Ma anche nel mercato italiano, le società devono fare attenzioni per mantenere un equilibrio e per rispettare il fair play finanziario che paralizza le società. Chi sta facendo bene è l’Inter, che con i parametri zero fa operazioni interessanti e campionati interessanti”.

Il Torino ha chiesto più di 15 milioni per Cacciamani
“Evidentemente li vale. Va tutto proporzionato a quelli che sono i prezzi degli altri giocatori, se paghi Vaz 25 milioni ci sta che ne paghi 15 per Cacciamani. É un mercato anomalo. La Roma sta lavorando su ragazzi giovani su cui puntare anche a fare plusvalenze”.

Che effetto ti fa vedere disoccupato Pellegrini?
“Mi meraviglio che siano stati rinnovati i contratti di Cristante e Mancini e non quello di Pellegrini. Bisogna capire quelle che sono state le richieste di Lorenzo, ma lui vuole restare a tutti i costi alla Roma. Io lo conosco da tanti anni so quanto ci tiene a questo club, credo che abbia fatto delle richieste accessibili. Non posso esprimere un giudizio definitivo, perché bisognerebbe essere dentro le faccende”.

Il settore giovanile è stato fondamentalmente cambiato. Perché è successo questo?
“Hanno fatto passare la fantasia a Bruno Conti. Sappiamo che ha attraversato un momento difficile, però se gli avessero dato tutta la situazione in mano credo che, talmente innamorato, avrebbe messo da parte tutto e sarebbe rimasto. Probabilmente questa società non ha più creduto in lui e in Alberto De Rossi. Entrambi avevano portato dei risultati. Non riesci a darti delle spiegazioni, forse ci sono state una serie di scelte sbagliate, Ranieri aveva portato determinati personaggi poi mandati via. Una serie di situazioni strane insomma. Margiotta lo conosco, è un ragazzo competente e una persona per bene. La Roma ha sfornato una serie di giocatori utili per la prima squadra e per le cessioni. Mi auguro che si possa trovare una linea di condotta”.

Che differenze hai notato tra la Roma italiana e quella americana?
“Oggi sono cambiate tante proprietà, l’80% delle squadre sono in mano ai fondi. Ciò significa portare risultati agli azionisti. La famiglia Sensi e la famiglia Viola amavano la società, gli americani hanno già dimostrato che se domani mattina si svegliano e non gli vai a genio ti mandano a casa. Nell’era Pallotta abbiamo cambiato tanti amministratori delegati”.

L’immagine della Roma di Pallotta è tu e lui che vi abbracciavate dopo Roma Barcellona.
“Pallotta aveva anche dei pregi. Ci ha fatto anche divertire, ha fatto delle squadre importanti, eravamo arrivati in finale prima del furto col Liverpool”.

Hai fatto cenno a Ranieri, ti ha fatto effetto vederlo in questa nuova veste?
“Non ha le idee chiare sul settore giovanile. Al momento credo ci siano tanti passi da fare per ritornare a livelli alti il calcio italiano. Cambiano i tempi e i modi, i genitori, ci sono tanti fattori. In questo momento c’è la fase del tennis, tanti ragazzi sono orientati a quello sport. Il genitore molte volte spinge il figlio a praticare un’attività al posto di un’altra. Ci sono tante altre situazioni, il discorso economico è importante, ma per gestire una società dilettantistica ci vogliono soldi. Sono situazioni che vanno prese seriamente”.

Quale è il momento di cortocircuito che interrompe la crescita dei ragazzi?
“La pressione è tanta e perché gli allenatori non danno la possibilità ai ragazzi di sbagliare. Alla prima difficoltà li mettono fuori. Anche Gasperini, quando ha messo in campo Ziolkowski e poi l’ha tolto. Bisogna dare opportunità ai ragazzi di sbagliare. Devono essere supportati anche dalla famiglia e da chi gli sta vicino. Ci sono tanti bravi giocatori che si sono persi per strada. Ho avuto i miei genitori che non sapevano nulla di calcio. Per poter arrivare bisogna fare sacrifici”.

Come osservi questo calcio rispetto al tuo?
“Sono cambiati i tempi, bisogna adeguarsi. Non riesco a concepire queste regole. Mi hanno fatto un pochino disamorare, questo Mondiale l’ho visto poco e non mi ha entusiasmato, forse comincerò ad avere qualche annetto”.

Come vedi il resto del campionato?
“Sono le squadre che arriveranno a giocarsi le squadre importanti e spero che la Roma possa fare il suo. Ci metto anche l’Atalanta di Sarri che per me può fare un grande campionato. Il Como se da continuità può stare lì. Una volta c’erano le sette sorelle”.

Categorie:   News, On air
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