«Perché una cosa avvenga, c’è bisogno della volontà da parte di entrambe le parti in causa». Negli ultimi anni, da quando la famiglia Friedkin ha ereditato la sua Roma da Pallotta and partners, quante volte avete sentito Francesco Totti, nei momenti in cui aveva un microfono e un taccuino davanti, chiudere con queste parole le sue risposte all’immancabile domanda su un suo possibile ritorno alla Roma? Innumerevoli, al punto da diventare anche un po’ noioso. E’ stato però il suo modo di mandare segnali alla sua Roma dalla quale se ne era andato il diciassette luglio del 2019, sbattendo la porta di quella che era stata casa sua, da quando era poco più che un bambino che già regalava poesia con quei piedi baciati dagli dei del calcio.
Quei segnali erano sempre caduti in un’indifferenza che al Capitano di certo non ha fatto piacere, lui che è stato, è e sarà la Roma, per quello che ha fatto in campo, per quello che ha rappresentato, per quella fedeltà che lo ha trasformato in bandiera e leggenda planetaria. Bene, da poche ore quell’indifferenza non c’è più. Ci ha pensato Claudio Ranieri, consigliere personale della famiglia texana al timone della nostra Roma, a trasformarla in qualcosa che prefigura un futuro che vorrebbe essere un ritorno al passato. Cioè Francesco Totti può tornare alla Roma. ha dichiarato il sor Claudio davanti ai microfoni di Sky con i nostri, nel senso di radio, Paolo Assogna e Angelo Mangiante nel ruolo di intervistatori. É come se Ranieri avesse di nuovo spalancato il portone al Capitano c’è solo un Capitano. Magari è una nostra impressione, figlia legittima di un mestiere che ci ha fatto metabolizzare anche il non detto, ma per esporsi così mister Ranieri deve sapere qualche cosa di più di quello che ha potuto dire. Qualcosa molto vicino al reale ritorno di Totti nel luogo che è il suo stato dell’anima, in quella Trigoria che forse dovrebbe pure riscoprire visti i tanti lavori che sono stati fatti in questi ultimi anni. Ma certo questo non sarebbe un problema.
La notizia, come era prevedibile, ha tenuto banco in città per ore e chissà per quanto tempo ancora lo farà. La stragrande maggioranza è pronta a stappare le bottiglie per il brindisi del bentornato Capitano, ma c’è pure una minoranza che qualche dubbio, legittimo, ce lo ha. Ma Francesco può fare il dirigente? É in grado di avere un ruolo apicale? Ha voglia di rimettersi in gioco? Con che ruolo vuole tornare? Queste le domande più gettonate. A noi che abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di accompagnare da cronisti l’intera carriera del Dieci, la domanda che ci interessa è soprattutto una. L’ultima: con che ruolo? Totti nel recente passato ha fatto capire di non essere interessato a un ruolo alla Zanetti all’Inter, al contrario quello che desidererebbe è una posizione come quella avuta da Maldini al Milan prima che lo cacciassero in maniera ignobile. Ecco, caro Francesco, qui sta il punto. Totti, prima di qualsiasi altra cosa, dovrebbe avere la forza di rimettersi in gioco. Di ripartire da zero, nella consapevolezza che per quello che vuole fare c’è bisogno di conoscenza e competenza. Ci permettiamo un consiglio: perché non cominciare dal settore giovanile avendo al fianco due signori che si chiamano Bruno Conti e Alberto De Rossi? Sapendo, oltretutto, che un Totti che torna a casa, nella sua Roma, non potrà mai essere una cosa negativa.
