Ma dove l’avevano nascosto? Perché l’impatto che Malen ha avuto nella Roma e sul campionato italiano, fin qui è stato devastante e l’impressione è che siamo soltanto all’inizio. L’olandese si sta dimostrando l’uomo giusto, al posto giusto, con l’allenatore giusto, nella squadra giusta. Cinque gol in altrettante presenze, venticinque tiri in porta, cinque ogni novanta minuti, terminale perfetto per il gioco in verticale del Gasp che quando la sua squadra recupera il pallone ha come prima, seconda e terza opzione quella di andare, nel più breve tempo possibile e nella maniera più verticale verso la porta avversaria. Per capire meglio si guardi e si riguardi con attenzione il primo gol al Maradona, Pisilli per Zaragoza, assist per Malen, Roma in vantaggio.
Un impatto così, forse neppure il Gasp se l’aspettava, anche se il tecnico ha mostrato sempre una fiducia smisurata nei confronti dell’olandese con le stesse radici di Gullit, sicuro che sarebbe diventato il suo nuovo Retegui. Ecco, Retegui. Nelle parole ufficiose con cui presentava Malen, l’allenatore di Grugliasco non aveva mai nascosto di considerare l’orange un giocatore in grado di ribadire la sua capacità di trasformare gli attaccanti, facendogli fare un salto di qualità straordinario. Cosa che, puntualmente, sta avvenendo anche con Malen.
L’accostamento con Retegui, ci permette di fare alcune considerazioni a proposito dei tanti paragoni che in queste ultime settimane sono stati fatti nei confronti dell’olandese. Noi ci permettiamo di dire che Malen è Malen. Nel senso che qualsiasi altro paragone, pur accettandone le dinamiche, contano zero. É vero, come ha detto il Gasp, che sembra un po’ Vialli, per quella forza esplosiva che ha nel primo scatto, per la ferocia con cui punta la porta avversaria, per quella capacità di tirare appena se ne presenti l’occasione. É vero pure che, per caratteristiche fisiche e non solo, è legittima una rassomiglianza con Tevez. Un po’ meno vere ci sembrano le rassomiglianze con Van Basten o Pippo Inzaghi o Miccoli, ma questo per noi conta poco. Perché Malen è Malen. Non c’è bisogno di scomodare qualcuno per certificarne le qualità. Capiamo il giochino che può essere pure divertente per chiacchierare di calcio e calciatori, ma ribadiamo, Malen è Malen. L’attaccante giusto per la Roma e per il Gasp. Che non si è certo nascosto dietro a un dito dichiarando che con l’olandese a disposizione dall’inizio della stagione, la nostra e sua Roma probabilmente starebbe ancora più su in classifica. Probabile. Ma ora contano presente e futuro. E con Malen che fa Malen quella Champions che ci manca da troppi anni, sembra un obiettivo più possibile. Sperando, pure, che gli infortuni lascino in pace una squadra che, fin qui, ha dovuto fare i conti con troppi stop fisici. Il riferimento a Wesley tutto è meno che casuale.
