TIME OUT – La maledizione di Lucio

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   2 Marzo 2026

La maledizione di Lucio. Nel senso di Spalletti, il capoccione di Certaldo che da quando ha lasciato la panchina della Roma, non è mai uscito sconfitto da una sfida contro la sua ex squadra. Stavolta, oltretutto, fa pure parecchio male, visto che la vittoria della squadra di Gasp è svanita al tramonto di una partita in cui la Roma per due volte è stata in vantaggio, la prima di un gol, la seconda di due reti, dando concretezza al sogno di una vittoria che per molti versi avrebbe voluto dire avvicinare e di parecchio quella qualificazione alla Champions League che da troppi anni manca a Trigoria.

Era la decima volta che Lucio sedeva da ex sulla panchina da avversario. In precedenza lo aveva fatto allenando Inter e Napoli, ora da tecnico della Juventus. E pure stavolta non è arrivata la vittoria dei giallorossi, con un bilancio che è salito a sei pareggi e quattro sconfitte. Sembrava che la maledizione potesse essere battuta. Dopo lo splendido gol di Malen imbeccato da una verticalizzazione straordinaria di Koné, i giallorossi avevano due gol di vantaggio. Sembrava fatta, ma a dodici minuti dal novantesimo Boga ha riacceso una Juve che sembrava rassegnata, fino alla beffa del gol di Gatti nel recupero quando ormai la prima vittoria in un big match sembrava a portata di mano. Una delusione enorme, ma che la Roma ora deve essere brava a ridimensionarne le conseguenze.

Come, del resto, ha fatto Gasperini nel dopo partita. Siamo con lui, nel senso che la classifica dice ancora Roma al quarto posto con tre punti di vantaggio sul Como e quattro sulla stessa Juventus, quando mancano undici partite alla conclusione del campionato. Certo, il rimpianto per quello che poteva essere e non è stato è ancora sulla pelle di qualsiasi romanista, ma la squadra anche contro la Juventus ha dimostrato di esserci, al di là di alcuni errori difensivi che sono stati un inedito in una stagione in cui la Roma continua ad avere la migliore difesa del campionato. Gasperini ha fatto bene a rilanciare, a sottolineare i festeggiamenti juventini a fine partita che hanno confermato la nuova dimensione dei giallorossi, ad invitare a crederci senza se e senza ma, ad alzare la voce rivendicando tutto quello che di buono hanno fatto i suoi giocatori anche nella partita contro la Juventus. Quello che è stato è stato, ora conta il presente, undici partite di campionato da vivere con il cuore in gola mettendo in campo tutto quello di buono che è stato fatto finora. Sapendo di avere un centravanti come Malen che in poche partite a suon di gol è entrato nel cuore dei tifosi. Puntando su un titolare in più come Pisilli che si sta dimostrando sempre più pronto a essere un assoluto protagonista. Prendendo atto di avere giocatori come Konè, Wesley e Ndicka che sono garanzia di quantità e qualità. E sognando che Dybala possa essere l’uomo in più per questo finale di stagione.

Insomma, c’è tutto per un finale da vissero felici e contenti. Basta crederci. Come il Gasp.

Categorie:   Editoriali
Tags:   Roma-Juventus

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