TIME OUT – Di Bruno ce ne era uno

Bruno Conti, Maradona

Photo Credit: Instagram Bruno Conti

Pubblicato il:   1 Aprile 2026

Di Bruno ce ne è uno. Anzi ce ne era uno. Bruno Conti ha detto basta. Dopo oltre cinquanta anni colorati di Roma, il prossimo trenta giugno, ultimo giorno dell’attuale contratto con la sua Roma, saluterà Trigoria. Con le lacrime agli occhi perché da sempre ha avuto la lacrima facile e lo diciamo come un complimento, si ritirerà a Nettuno dove tutto è cominciato, per godersi la famiglia, i figli, i nipotini a cui potrà raccontare tante belle storie di un calcio italiano che, ora, al contrario, non c’è più.

La decisione è presa. Improbabile ci siano ripensamenti, soprattutto per una questione d’età visto che pochi giorni fa ha soffiato su una torta con settantuno candeline.

Nella Roma è stato tutto. Gli è mancata soltanto la poltrona di presidente. E’ stato fantastico ragazzo delle giovanili, campione nella meravigliosa squadra degli anni ottanta, allenatore in un momento di enorme difficoltà del club, per decenni dirigente del settore baby dal quale sono usciti decine e decine di ragazzi arrivati al calcio professionistico, garantendo alla società plusvalenze con la cessione dei giocatori per una cifra tra i trecento e i quattrocento milioni. Da qualche anno era stato relegato alla selezione delle squadre più giovani, dai quattordici anni in giù, avendo come obiettivo del club quello di sfruttare la capacità di Bruno a scovare il talento quando i ragazzi sono ancora poco più che bambini. Alle spalle avrà una straordinaria carriera da calciatore, il più bravo in quel Mondiale del 1982 che oggi, dopo l’ennesimo Mondiale fallito, fa ancora più nostalgia e malinconia. Con la Roma non ha vinto solo la coppa dei campioni in quella maledetta finale del trenta maggio (ciao Ago) finita come tutti purtroppo sappiamo e ricordiamo.

Per Bruno, ne siamo certi, decidere di dire addio alla Roma, non deve essere stato facile. Farlo è stato determinato, probabilmente, anche dal toccare con mano, giorno dopo giorno, che il calcio con cui si deve confrontare oggi, non è più il suo. Un calcio dove a quindici anni i ragazzi hanno già il procuratore, gli sponsor tecnici, sogni economici più che tecnici. Ma non crediamo sia stato soltanto questo a spingere Bruno Conti da Nettuno a salutare. La nostra sensazione è che ci sia stato anche dell’altro a far maturare la decisione di dire addio alla sua Roma. E la sensazione ci dice che in un momento in cui si sta ristrutturando il settore giovanile, il più che probabile ritorno di Tarantino al timone di comando, la scelta di Pasquale Berardi come capo scouting dei baby, l’interesse per alcuni nuovi allenatori, per Conti sentirsi ai margini non deve essere stato costruttivo. E allora meglio dire addio alla sua Roma, lasciare ad altri un’eredità straordinaria, sperando che il settore giovanile del club continui a essere una risorsa tecnica ed economica per la società.

Con Conti se ne andrà un altro pezzo di quel romanismo che a Trigoria è sempre più difficile da ritrovare. Qualcuno, peraltro con solide motivazioni, è convinto che il romanismo sia più un problema che un valore. Noi, al contrario, crediamo che sia una risorsa perché una società non può e non deve cancellare il suo dna. Qualcuno dirà: per il romanismo c’è ancora Alberto De Rossi. Vero. Ma il papà di Daniele ha il contratto in scadenza il prossimo trenta giugno. Gli sarà rinnovato? Oppure siamo di fronte a un possibile altro addio? Con buona pace del romanismo. Per il quale chi scrive non può che aggiungere due parole: grazie Bruno.

Categorie:   Editoriali
Tags:   bruno conti

ALTRE NOTIZIE

  • Copertina articolo

    Time out – Tutte le strade portano a Stamford Bridge

    (Quasi) tutte le strade portano a Stamford Bridge. Ovvero Londra, casa del Chelsea. Perché le strade di cui parliamo, sono quelle relative al mercato (in entrata) della Roma. Mercato che al momento è rimasto al palo, senza peraltro che a Trigoria, a cominciare da Gasperini, sia salita quell’ansia che nella passata stagione ha accompagnato tutte […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Koné a rischio cessione

    Temo per Koné. La notizia che il Manchester United ha deciso di non chiudere l’acquisto di Ederson per il quale da tempo c’era un accordo da quarantacinque milioni di euro, mi ha trasmesso un senso di preoccupazione. Perché ormai la mia mente deviata da decenni di questo lavoro, dopo aver appreso una notizia la prima […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – Greenwood, pazienza e pressione

    Mucha pression. Era lo slogan del señor Monchi quando doveva rispondere per spiegare la situazione che stava vivendo da direttore sportivo della Roma. L’ha retta poco quella pression. Perché il suo lavoro si è rivelato un fallimento, dalle cessioni agli acquisti, con conseguenze che la Roma per certi versi si sta portando ancora dietro. Questo ricordo è per dire […]
    Piero Torri
  • Copertina articolo

    Time out – È una Roma di rincorsa

    È una Roma di rincorsa. In campo, fuori, nei conti economici. Quello di dover rincorrere, è un vizietto con cui la Roma si sta confrontando ormai da molti anni. Sarebbe il caso, in campo, fuori e nei conti economici, che la cosa andasse a esaurirsi, ma con questa proprietà sembra destinato a perpetuarsi nel tempo. […]
    Piero Torri